ENERGIA. CAPOZZI (M5S): RINNOVABILI COMPROMESSE DA SATURAZIONE RETE
(ACON) Trieste, 21 apr - "Il punto, purtroppo, è ormai molto
chiaro: senza una rete elettrica adeguata, la transizione
energetica rischia di rimanere solo sulla carta. E, ovviamente,
in mancanza di tempi certi per le connessioni, anche gli
investimenti privati più virtuosi finiscono inevitabilmente per
essere scoraggiati".
Lo rimarca la consigliera regionale Rosaria Capozzi (Movimento 5
Stelle) che affida a una nota stampa le sue considerazioni a
margine dell'audizione, in IV Commissione, dedicata al tema delle
infrastrutture di distribuzione di energia elettrica, della loro
implementazione di capacità in considerazione dell'aumento della
produzione da fonti rinnovabili e dell'attuazione del Piano
energetico regionale.
"Dall'audizione odierna - aggiunge l'esponente pentastellata,
facendo riferimento anche agli interventi dei soggetti ospitati
(come Terna, Società cooperativa idroelettrica di Forni di Sopra,
Società elettrica cooperativa Alto But, Idroelettrica Valcanale,
AcegasApsAmga ed E-distribuzione) - emerge con estrema chiarezza
un problema ormai evidente: la saturazione della rete di
distribuzione elettrica in Friuli Venezia Giulia sta
rappresentando un ostacolo concreto allo sviluppo delle energie
rinnovabili".
"È stato infatti segnalato con crescente frequenza - precisa
Capozzi - come gli operatori del settore, dopo aver presentato
domanda di allacciamento, si trovino ad attendere addirittura dei
mesi prima di poter ottenere una risposta. Tempi che non
costituiscono soltanto un disagio burocratico, ma che si
traducono soprattutto in investimenti bloccati e in energia che
non può essere immessa in rete. Il tutto proprio in una fase
storica nel corso della quale la sicurezza e l'autonomia
energetica costituiscono autentiche priorità strategiche".
"La situazione - analizza ancora Capozzi - evidenzia una
pianificazione infrastrutturale che si è rivelata del tutto
inadeguata rispetto alla rapidità con cui il comparto delle
rinnovabili si sta sviluppando. In alcuni territori, come la
Bassa friulana, si registrano già condizioni di saturazione della
rete, con impianti pronti ma impossibilitati a connettersi".
"In un contesto come quello descritto - sottolinea la
rappresentante del M5S - appare perciò evidente come il fatto di
aver consentito l'installazione di 944 Mw a fronte di un
fabbisogno previsto di 623 Mw, raggiungendo così addirittura con
un anno e mezzo di anticipo gli obiettivi fissati dal Ministero,
abbia inevitabilmente generato i disagi che oggi stanno subendo
gli utenti, favorendo al contempo i grandi investitori. Il tutto
considerando che, ad oggi, sono stati installati solo quattro
impianti sopra i 10 Mw".
"Non è difficile immaginare, a questo punto, quali potranno
essere le conseguenze sulla tenuta della rete - conclude Capozzi
- nel momento in cui entreranno in funzione le migliaia di Mw
attualmente in fase di installazione e già autorizzate, spesso
senza una pianificazione adeguata e con un'evidente
sottovalutazione delle criticità esistenti".
ACON/COM/sm