AMBIENTE. PELLEGRINO (AVS): AVIFAUNA DEL CORNO, CONTINUIAMO A VIGILARE
(ACON) Trieste, 22 apr - "La fauna selvatica è patrimonio
indisponibile dello Stato ed è tutelata da direttive europee
imprescindibili: proprio per questo, anche negli interventi di
manutenzione devono essere adottate tutte le misure necessarie
per evitare il deterioramento degli habitat e la compromissione
delle specie presenti. Un principio che trova fondamento anche
nell'articolo 9 della Costituzione italiana, che impegna la
Repubblica alla tutela dell'ambiente, della biodiversità e degli
ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni". Lo
afferma in una nota la consigliera regionale di Alleanza Verdi e
Sinistra, Serena Pellegrino, intervenendo sugli esiti della sua
interrogazione "relativa ai lavori di manutenzione e pulizia
eseguiti lungo il fiume Corno, a Coseano, presentata esattamente
un anno fa", evidenzia la stessa consigliera.
"Ribadiamo quanto già denunciato nei mesi scorsi: gli interventi
sono stati realizzati in un periodo estremamente delicato, quello
della nidificazione - sottolinea Pellegrino -, con conseguenze
negative sull'avifauna e sugli equilibri ecosistemici dell'area.
L'utilizzo di mezzi invasivi lungo le sponde ha comportato la
distruzione di vegetazione ripariale e di siti di nidificazione,
con effetti che non possono essere sottovalutati. Prendiamo atto
della decisione del Gip del Tribunale di Udine di archiviare
l'esposto presentato dalla Lav, che ha escluso la rilevanza
penale dei fatti, così come della circostanza che gli interventi
risultavano autorizzati secondo la normativa vigente. Questo,
tuttavia, non esaurisce la questione sul piano ambientale e
politico".
"Accogliamo positivamente l'apertura della Giunta regionale a
fornire indicazioni agli uffici competenti affinché gli
interventi futuri siano programmati in modo più attento e
rispettoso della fauna presente, conciliando le esigenze di
sicurezza idraulica con la tutela della biodiversità. E' proprio
su questo punto - conclude l'esponente rossoverde - che chiediamo
un cambio di passo concreto: servono criteri chiari sulle
tempistiche e sulle modalità di intervento, a partire dal pieno
rispetto dei periodi di riproduzione delle specie. Continueremo a
vigilare affinché alle dichiarazioni seguano atti concreti,
perché evitare che situazioni come quella del Corno si ripetano è
una responsabilità che riguarda tutti i livelli istituzionali".
ACON/COM/rcm