ENERGIA. CAPOZZI (M5S): IMPIANTI BESS BEN OLTRE FABBISOGNO FVG
(ACON) Trieste, 22 apr - "La risposta alla nostra interrogazione
su quali, quanti e dove siano collocati gli impianti Bess in
Friuli Venezia Giulia ha fornito un esito preoccupante".
Così, in una nota, la consigliera regionale del M5S, Rosaria
Capozzi.
"L'istanza da noi presentata - sottolinea la consigliera-
ritornava a soffermarsi sul tema dei sistemi di accumulo Bess
(Battery energy storage system) con l'obiettivo di fare chiarezza
su un ambito sempre più centrale nella transizione energetica.
Riteniamo infatti che trasparenza, pianificazione e informazione
siano condizioni essenziali per accompagnare in modo consapevole
e sostenibile lo sviluppo di queste infrastrutture".
"Viene tuttavia confermato un elemento di fondo - aggiunge
l'esponente pentastellata - che riteniamo problematico: la
mancanza di un quadro programmatorio realmente coerente tra
obiettivi e sviluppo autorizzativo. Se da un lato comprendiamo
infatti la necessità di accompagnare la crescita delle fonti
rinnovabili e dei sistemi di accumulo, dall'altro emerge con
preoccupante evidenza il rischio di una dinamica non governata. E
questo vale anche per i sistemi Bess, non soltanto per il
fotovoltaico".
"Secondo gli obiettivi indicati a livello nazionale, in Friuli
Venezia Giulia avremmo dovuto installare impianti di accumulo per
circa 300 Mw di potenza. Tuttavia, a fronte di questo target, e
stando anche alla risposta ricevuta dall'assessore, le istanze
pervenute in Friuli Venezia Giulia - dettaglia Capozzi -
raggiungono complessivamente oltre 2.330 Mw. Il Mase, dal canto
suo, ha autorizzato complessivamente 456,0 Mw: un impianto da 200
Mw già in esercizio nel Comune di Pavia di Udine (adiacente alla
stazione di Udine Sud, in località Terna); due di dimensioni
medie (25 Mw ciascuno) a Remanzacco e Buja; uno di grande taglia,
non ancora realizzato, a Fogliano Redipuglia (206,5 Mw)".
"Sempre il MASw, inoltre - continua la consigliera -, ha in corso
l'iter autorizzativo ministeriale per altri 368,9 Mw complessivi:
una struttura nel Comune di Gemona del Friuli (111,9 Mw), una tra
Santa Maria la Longa e Pavia di Udine (104 Mw) e due a Pasian di
Prato (da 75 Mw ciascuna)".
"La Regione Friuli Venezia Giulia, dal canto suo, ha in fase di
autorizzazione unica ulteriori 1.405,5 Mw complessivi, mentre
l'impianto nel Comune di Pasian di Prato da 65 Mw - specifica
ancora l'intervento - ha recentemente concluso l'iter. Le realtà
di competenza regionale si trovano nei Comuni di Carlino,
Cormons, Fogliano Redipuglia, Martignacco, Pasian di Prato, Pavia
di Udine, Sagrado, San Giorgio di Nogaro, San Pier d'Isonzo, San
Quirino e Santa Maria la Longa. Infine, sono stati sottoposti a
procedura abilitativa semplificata (Pas), di competenza comunale,
due ulteriori piccoli impianti di accumulo (1,25 Mw ciascuno) nel
Comune di Fagagna".
"Sono tutti dati eloquenti che impongono una riflessione chiara -
precisa Capozzi - sul fatto che possa essere o meno sostenibile
lasciare che il sistema evolva verso una saturazione ben oltre il
fabbisogno individuato. Il punto non è rallentare lo sviluppo
delle rinnovabili, ma governarlo in maniera coscienziosa ed
equilibrata. Senza una pianificazione chiara, infatti, si
rischiano gravi effetti distorsivi: come una pressione eccessiva
sul territorio, criticità nella rete, conflitti locali e,
paradossalmente, anche inefficienze dal punto di vista
energetico".
"Per questo motivo - conclude l'esponente del M5S - ribadiamo la
necessità di una chiara programmazione regionale e di una
coerenza tra autorizzazioni e obiettivi strategici. L'invito alla
Giunta regionale è quindi quello di rafforzare il proprio ruolo
di indirizzo, per evitare che la transizione energetica, anziché
essere governata, venga semplicemente subita".
ACON/COM/sm