P. MONTE CROCE. IV COMM: SERVE URGENTE SOLUZIONE SICURA E DEFINITIVA


P. MONTE CROCE. IV COMM: SERVE URGENTE SOLUZIONE SICURA E DEFINITIVA

23.04.2026
20:09
(ACON) Trieste, 23 apr - Superare le contrapposizioni ideologiche e individuare una soluzione duratura, sicura e condivisa per il Passo di Monte Croce Carnico. È questo il filo conduttore emerso nel corso dell'audizione della IV Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Giuseppe Ghersinich (Lega), che ha riunito una trentina di interlocutori tra tecnici, amministratori, studiosi e rappresentanti del mondo economico.

Al centro del dibattito, il futuro di un collegamento strategico per l'intero Friuli Venezia Giulia, oggi messo alla prova dalle criticità emerse dopo la frana del primo dicembre 2023. Le ipotesi sul tavolo restano: una galleria o una variante a cielo aperto. Una scelta complessa, che intreccia valutazioni ambientali, paesaggistiche, idrogeologiche ed economiche.

Nel frattempo, sul fronte immediato, arrivano segnali concreti. Anas ha confermato la riapertura della strada a metà maggio, con il completamento degli interventi entro giugno. Si tratterà però di una riapertura in condizioni nuove: oltre al ripristino delle opere danneggiate, è stato spiegato, sono stati realizzati interventi di messa in sicurezza rilevanti, come l'allungamento delle gallerie paramassi nei tratti più esposti e l'installazione di barriere ad alta capacità di contenimento, tra le più avanzate in Europa. La viabilità sarà inoltre monitorata attraverso un sistema strumentale multilivello.

L'audizione, promossa dalla consigliera Serena Pellegrino (Alleanza Verdi e Sinistra) insieme al collega Massimo Moretuzzo (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg), ha richiamato la necessità di uscire da una fase di stallo. "Sono passati due anni e quattro mesi - ha detto Pellegrino - la domanda è cosa si farà nel prossimo futuro. Non possiamo considerare questo intervento come un'opera qualsiasi". Da qui la richiesta di tempi certi e di una chiara assunzione di responsabilità. Sulla stessa linea anche Moretuzzo, che ha sottolineato come il tema riguardi non solo la montagna friulana, ma l'intero sistema regionale: "Non può esserci un'apertura precaria. Serve accelerare, anche alla luce dei recenti sviluppi nei rapporti con la Carinzia".

A fare il punto è stata l'assessore regionale alle Infrastrutture, Cristina Amirante, che ha ribadito il ruolo attivo della Regione nel confronto con Anas e con il ministero delle Infrastrutture. Dopo una serie di incontri tecnici con la Carinzia, l'orientamento regionale si è consolidato verso la soluzione in galleria, ritenuta più affidabile nel lungo periodo. Una posizione già trasmessa a Roma, pur nella consapevolezza che la decisione finale spetta a livello ministeriale.

Dal territorio, però, è arrivata una richiesta precisa: basare la scelta su dati oggettivi e abbandonare letture ideologiche. Il sindaco di Paluzza, Luca Scrignaro, ha chiesto "di porre attenzione alla rilevanza di questa vallata e all'importanza di un approccio laico rispetto a quanto detto e scritto negli ultimi due anni e mezzo. Abbandoniamo approcci ideologici e politici che ritengo abbiano rallentato il raggiungimento di una soluzione definitiva, portandoci fuori tema. Invito la Regione ad approfondire ulteriormente lo studio, integrandolo con dati socioeconomici tali da rendere più obiettiva la scelta finale", richiesta accolta dall'assessore Amirante "così con dati certi non potremo fare più supposizioni".

Preoccupazioni condivise anche dal presidente della Comunità di montagna della Carnia, Ermes Antonio De Crignis, che ha ribadito il valore strategico della vallata: "Può diventare un asse portante tra montagna e mare, ma servono collegamenti efficienti e tempi rapidi per la soluzione definitiva".

Sul piano tecnico, il confronto ha messo in luce criticità rilevanti. I geologi intervenuti hanno evidenziato come il rischio idrogeologico non sia superato: "Il fenomeno franoso è noto e potrebbe ripetersi - ha detto Andrea Mocchiutti, il geologo incaricato di uno degli studi della Regione Fvg - bisogna individuare soluzioni che evitino le aree più esposte". Al tempo stesso, è emerso il tema della tutela delle risorse idriche, come evidenziato dalla studio di Maurizio Ponton: "La realizzazione di una galleria potrebbe interferire con le falde, con possibili ripercussioni sull'approvvigionamento idrico della valle".

Anche la soprintendente ai beni culturali e paesaggistici del Friuli Venezia Giulia, Paola Ventura, ha richiamato l'attenzione sui vincoli paesaggistici e archeologici, segnalando "le criticità di nuove infrastrutture a cielo aperto" e invitando "a considerare gli effetti indiretti, come l'aumento dei flussi di traffico sulla viabilità esistente".

"Le opzioni - come ricordato dai rappresentanti di Anas - restano quattro: il mantenimento dell'attuale tracciato, una variante esterna e due soluzioni in galleria, alla base o in quota. Per tutte sono in corso approfondimenti progettuali che dovranno chiarire costi, tempi e sostenibilità nel lungo periodo".

Dal mondo economico è arrivato un messaggio altrettanto chiaro: "Serve un'infrastruttura stabile è indispensabile per lo sviluppo". Le categorie produttive hanno evidenziato "come l'attuale fragilità del collegamento rappresenti un limite per il territorio, mentre un collegamento efficiente con l'Austria, utilizzando un tunnel, potrebbe generare nuove opportunità, sia sul piano economico sia turistico".

Il mondo degli ambientalisti non vede nel tunnel la soluzione. In particolare, Marco Lepre di Legambiente Fvg ha richiamato l'attenzione sulla scelta che verrà fatta indicandola come "vincolante e definitiva, una soluzione per sempre". Lepre ha anche aggiunto di essere "preoccupato per quanto emerge dallo studio del geologo Ponton: l'intercettazione dell'acqua causata dalla galleria comprometterebbe l'acquedotto di Tolmezzo".

Al termine degli interventi degli auditi, il consigliere Stefano Mazzolini (Fedriga presidente) ha evidenziato: "Realizzare una statale significherebbe devastare una montagna, con un impatto ambientale inaccettabile". Poi ha aggiunto che "secondo lo studio di Secab, nell'area in cui si prevede l'intervento non sussisterebbero rischi. Se il ministero dovesse stabilire che la galleria rappresenta una priorità per Anas, l'opera che "la galleria, sarà a pagamento ed esclusivamente destinata al traffico automobilistico".

Il consigliere dem Massimo Mentil, dopo aver enfatizzato che lui vive a Timau, ha osservato: "Abbiamo il dovere di dare una risposta in termini di tempi costi e valutazioni tecniche".

Rispondendo alle domande del consigliere Moretuzzo, l'assessore Amirante ha confermato che "anche la Carinzia si è attivata con il Governo austriaco sulle stesse richieste avanzate dal Friuli Venezia Giulia". Sul tunnel, ha chiarito: "Non esiste al momento un progetto, né una copertura finanziaria". Quanto alle tempistiche e ai ruoli istituzionali, "la viabilità principale è di competenza statale, mentre la Regione ha stanziato 10 milioni per la montagna ed è disponibile a collaborare". ACON/RM-rcm



  • La seduta della IV Commissione consiliare sulla viabilità di Passo di Monte Croce Carnico
    La seduta della IV Commissione consiliare sulla viabilità di Passo di Monte Croce Carnico
  • Il presidente della IV Commissione Giuseppe Ghersinich (Lega) e l'assessore Cristina Amirante
    Il presidente della IV Commissione Giuseppe Ghersinich (Lega) e l'assessore Cristina Amirante
  • Serena Pellegrino (Avs)
    Serena Pellegrino (Avs)
  • Massimo Moretuzzo (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg)
    Massimo Moretuzzo (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg)