P. MONTE CROCE. IV COMM: SERVE URGENTE SOLUZIONE SICURA E DEFINITIVA
(ACON) Trieste, 23 apr - Superare le contrapposizioni
ideologiche e individuare una soluzione duratura, sicura e
condivisa per il Passo di Monte Croce Carnico. È questo il filo
conduttore emerso nel corso dell'audizione della IV Commissione
del Consiglio regionale, presieduta da Giuseppe Ghersinich
(Lega), che ha riunito una trentina di interlocutori tra tecnici,
amministratori, studiosi e rappresentanti del mondo economico.
Al centro del dibattito, il futuro di un collegamento strategico
per l'intero Friuli Venezia Giulia, oggi messo alla prova dalle
criticità emerse dopo la frana del primo dicembre 2023. Le
ipotesi sul tavolo restano: una galleria o una variante a cielo
aperto. Una scelta complessa, che intreccia valutazioni
ambientali, paesaggistiche, idrogeologiche ed economiche.
Nel frattempo, sul fronte immediato, arrivano segnali concreti.
Anas ha confermato la riapertura della strada a metà maggio, con
il completamento degli interventi entro giugno. Si tratterà però
di una riapertura in condizioni nuove: oltre al ripristino delle
opere danneggiate, è stato spiegato, sono stati realizzati
interventi di messa in sicurezza rilevanti, come l'allungamento
delle gallerie paramassi nei tratti più esposti e l'installazione
di barriere ad alta capacità di contenimento, tra le più avanzate
in Europa. La viabilità sarà inoltre monitorata attraverso un
sistema strumentale multilivello.
L'audizione, promossa dalla consigliera Serena Pellegrino
(Alleanza Verdi e Sinistra) insieme al collega Massimo Moretuzzo
(Patto per l'Autonomia-Civica Fvg), ha richiamato la necessità di
uscire da una fase di stallo. "Sono passati due anni e quattro
mesi - ha detto Pellegrino - la domanda è cosa si farà nel
prossimo futuro. Non possiamo considerare questo intervento come
un'opera qualsiasi". Da qui la richiesta di tempi certi e di una
chiara assunzione di responsabilità. Sulla stessa linea anche
Moretuzzo, che ha sottolineato come il tema riguardi non solo la
montagna friulana, ma l'intero sistema regionale: "Non può
esserci un'apertura precaria. Serve accelerare, anche alla luce
dei recenti sviluppi nei rapporti con la Carinzia".
A fare il punto è stata l'assessore regionale alle
Infrastrutture, Cristina Amirante, che ha ribadito il ruolo
attivo della Regione nel confronto con Anas e con il ministero
delle Infrastrutture. Dopo una serie di incontri tecnici con la
Carinzia, l'orientamento regionale si è consolidato verso la
soluzione in galleria, ritenuta più affidabile nel lungo periodo.
Una posizione già trasmessa a Roma, pur nella consapevolezza che
la decisione finale spetta a livello ministeriale.
Dal territorio, però, è arrivata una richiesta precisa: basare la
scelta su dati oggettivi e abbandonare letture ideologiche. Il
sindaco di Paluzza, Luca Scrignaro, ha chiesto "di porre
attenzione alla rilevanza di questa vallata e all'importanza di
un approccio laico rispetto a quanto detto e scritto negli ultimi
due anni e mezzo. Abbandoniamo approcci ideologici e politici che
ritengo abbiano rallentato il raggiungimento di una soluzione
definitiva, portandoci fuori tema. Invito la Regione ad
approfondire ulteriormente lo studio, integrandolo con dati
socioeconomici tali da rendere più obiettiva la scelta finale",
richiesta accolta dall'assessore Amirante "così con dati certi
non potremo fare più supposizioni".
Preoccupazioni condivise anche dal presidente della Comunità di
montagna della Carnia, Ermes Antonio De Crignis, che ha ribadito
il valore strategico della vallata: "Può diventare un asse
portante tra montagna e mare, ma servono collegamenti efficienti
e tempi rapidi per la soluzione definitiva".
Sul piano tecnico, il confronto ha messo in luce criticità
rilevanti. I geologi intervenuti hanno evidenziato come il
rischio idrogeologico non sia superato: "Il fenomeno franoso è
noto e potrebbe ripetersi - ha detto Andrea Mocchiutti, il
geologo incaricato di uno degli studi della Regione Fvg - bisogna
individuare soluzioni che evitino le aree più esposte". Al tempo
stesso, è emerso il tema della tutela delle risorse idriche, come
evidenziato dalla studio di Maurizio Ponton: "La realizzazione di
una galleria potrebbe interferire con le falde, con possibili
ripercussioni sull'approvvigionamento idrico della valle".
Anche la soprintendente ai beni culturali e paesaggistici del
Friuli Venezia Giulia, Paola Ventura, ha richiamato l'attenzione
sui vincoli paesaggistici e archeologici, segnalando "le
criticità di nuove infrastrutture a cielo aperto" e invitando "a
considerare gli effetti indiretti, come l'aumento dei flussi di
traffico sulla viabilità esistente".
"Le opzioni - come ricordato dai rappresentanti di Anas - restano
quattro: il mantenimento dell'attuale tracciato, una variante
esterna e due soluzioni in galleria, alla base o in quota. Per
tutte sono in corso approfondimenti progettuali che dovranno
chiarire costi, tempi e sostenibilità nel lungo periodo".
Dal mondo economico è arrivato un messaggio altrettanto chiaro:
"Serve un'infrastruttura stabile è indispensabile per lo
sviluppo". Le categorie produttive hanno evidenziato "come
l'attuale fragilità del collegamento rappresenti un limite per il
territorio, mentre un collegamento efficiente con l'Austria,
utilizzando un tunnel, potrebbe generare nuove opportunità, sia
sul piano economico sia turistico".
Il mondo degli ambientalisti non vede nel tunnel la soluzione. In
particolare, Marco Lepre di Legambiente Fvg ha richiamato
l'attenzione sulla scelta che verrà fatta indicandola come
"vincolante e definitiva, una soluzione per sempre". Lepre ha
anche aggiunto di essere "preoccupato per quanto emerge dallo
studio del geologo Ponton: l'intercettazione dell'acqua causata
dalla galleria comprometterebbe l'acquedotto di Tolmezzo".
Al termine degli interventi degli auditi, il consigliere Stefano
Mazzolini (Fedriga presidente) ha evidenziato: "Realizzare una
statale significherebbe devastare una montagna, con un impatto
ambientale inaccettabile". Poi ha aggiunto che "secondo lo studio
di Secab, nell'area in cui si prevede l'intervento non
sussisterebbero rischi. Se il ministero dovesse stabilire che la
galleria rappresenta una priorità per Anas, l'opera che "la
galleria, sarà a pagamento ed esclusivamente destinata al
traffico automobilistico".
Il consigliere dem Massimo Mentil, dopo aver enfatizzato che lui
vive a Timau, ha osservato: "Abbiamo il dovere di dare una
risposta in termini di tempi costi e valutazioni tecniche".
Rispondendo alle domande del consigliere Moretuzzo, l'assessore
Amirante ha confermato che "anche la Carinzia si è attivata con
il Governo austriaco sulle stesse richieste avanzate dal Friuli
Venezia Giulia". Sul tunnel, ha chiarito: "Non esiste al momento
un progetto, né una copertura finanziaria". Quanto alle
tempistiche e ai ruoli istituzionali, "la viabilità principale è
di competenza statale, mentre la Regione ha stanziato 10 milioni
per la montagna ed è disponibile a collaborare".
ACON/RM-rcm