OMNIBUS. OK VI COMM A NORME SCUOLA: NUOVE REGOLE SU BORSE STUDIO
(ACON) Trieste, 29 apr - La VI Commissione consiliare,
presieduta da Roberto Novelli (FI), ha dato il via libera a
maggioranza (astenute le Opposizioni) agli articoli su Istruzione
e Formazione contenuti nel disegno di legge 79 Disposizioni
multisettoriali, il cosiddetto Omnibus.
Tra le principali novità illustrate dall'assessore regionale
Alessia Rosolen rientrano le modifiche alla legge
sull'innovazione sociale, approvata lo scorso anno dal Consiglio
regionale, con particolare riferimento ai contributi ai Comuni
per la realizzazione di servizi integrati extracurriculari.
"Le modifiche ha precisato Rosolen introducono un meccanismo
di subentro: qualora il Comune capofila, sede dell'istituto
comprensivo, scelga di non attivare i servizi o rinunci alla
richiesta di contributo regionale, le risorse potranno essere
concesse ad un altro Comune dello stesso ambito o istituto
comprensivo che intenda realizzarli. Vengono inoltre precisati i
criteri di riparto: il 30% sarà distribuito in misura uguale tra
tutti i Comuni beneficiari, mentre il restante 70% sarà assegnato
in base al numero degli alunni iscritti, con un peso maggiore
riconosciuto ai servizi più complessi e di maggiore durata".
Viene inoltre formalizzato il ruolo già svolto da Ardis
nell'erogazione delle borse di studio statali, insieme ai
contributi regionali per gli studenti delle scuole secondarie,
nell'ambito del Fondo unico per il welfare e per il diritto allo
studio.
Un altro aspetto rilevante del ddl riguarda la restituzione delle
somme erogate come benefici per il diritto allo studio
universitario. Le modifiche puntano a disciplinare in modo più
puntuale sia la restituzione delle somme sia le possibili forme
di dilazione o rateizzazione. A riguardo, Rosolen ha ricordato
che "le borse di studio sono passate da un massimo di 4.000 euro
a oltre 9.000 euro" e che "la spesa per garantire il 100% degli
aventi diritto ha superato i 41 milioni di euro".
Sulla restituzione delle contributi universitari è intervenuto
Furio Honsell (Open Sinistra Fvg), che ha definito la norma
"condivisibile, perché evita di punire ulteriormente chi
abbandona gli studi, prevedendo una restituzione più graduale".
Sempre sul tema, Serena Pellegrino (Avs) ha proposto di
"estendere la rateizzazione da 18 a 36 mesi, con possibilità di
arrivare a 48 mesi nei casi di comprovata fragilità economica,
sociale, sanitaria o familiare", e di "introdurre un preavviso di
almeno 30 giorni prima della decadenza automatica dal piano di
rientro".
Sulla stessa linea anche Laura Fasiolo (Pd) che ha chiesto
"maggiore flessibilità nella restituzione delle somme, evitando
automatismi troppo rigidi nei casi di povertà, malattia o gravi
difficoltà familiari. Le regole vanno rispettate, ma devono
tenere conto delle situazioni concrete degli studenti più
fragili".
Secondo Carlo Bolzonello (Fp) "la Regione sostiene con forza il
diritto allo studio universitario, ma servono regole chiare:
l'aiuto pubblico deve accompagnare gli studenti motivati e in
difficoltà, senza far passare il messaggio che l'abbandono non
comporti responsabilità. Resta naturalmente l'attenzione per i
casi davvero eccezionali".
In fase di replica, Rosolen ha difeso la scelta di intervenire
sulla restituzione dei contributi universitari, sottolineando che
"le somme non recuperate rischiano di ridurre le risorse
disponibili per gli studenti che ne hanno effettivamente merito e
diritto". L'assessore ha poi ricordato che "l'aumento sia degli
importi delle borse sia della platea dei beneficiari ha reso il
tema più delicato, anche per il valore economico delle somme
interessate".
Infine, Rosolen ha ritenuto "sufficiente il termine di 18 mesi
per la rateizzazione, giudicandolo un intervento già attento alle
situazioni di fragilità economica e adeguato dal punto di vista
amministrativo".
ACON/SM-fc