AMBIENTE. PELLEGRINO (AVS): SUL CORMOR SERVE CHIAREZZA IN COMMISSIONE
(ACON) Trieste, 30 apr - "L'incontro pubblico che si è tenuto a
Branco di Tavagnacco, promosso dal Consorzio di bonifica Pianura
Friulana insieme ai Comuni di Pagnacco e Tavagnacco, doveva
essere un semplice punto informativo sulla manutenzione del
torrente Cormor. L'intervento illustrato, previsto tra Udine e
Felettano per un importo di 344.000 euro erogato dalla Regione,
riguarda la pulizia dell'alveo, la messa in sicurezza delle
sponde e il miglioramento dei guadi. Insomma, una manutenzione
ordinaria e in parte straordinaria che da anni aspetta di essere
realizzata, anche in occasione del 'Contratto di fiume' sul
Cormor".
Così, in una nota, la consigliera regionale Serena Pellegrino di
Alleanza Verdi e Sinistra.
"Raramente - spiega Pellegrino - mi sono trovata a partecipare a
questi incontri così ordinari, ma avendo avuto l'invito da parte
del collega Lirutti ho ritenuto importante esserci, anche perché
quel tratto lo conosco molto bene dal momento che ci abito da
quasi vent'anni. Tuttavia, le descrizioni avvenute da parte del
Consorzio non si sono limitate alla mera descrizione degli
interventi manutentori da realizzarsi in alveo e sulle sponde, su
cui, comunque, manterrò alta l'attenzione che si facciano
rispettando i tempi della natura e della nidificazione. E fin qui
quasi tutto bene, a parte l'idea folle di asfaltare la ciclabile
e, anche in questo caso, sarà mia cura vedere il progetto nel
dettaglio. Ma quello che è accaduto, e che io mi aspettavo
accadesse, è altro".
"La serata - incalza la consigliera - ha fatto riemergere un
progetto accantonato dal 2009, ovvero la realizzazione del canale
scolmatore, un'opera mastodontica dal costo stimato di circa 140
milioni di euro. Un progetto che era stato abbandonato e che oggi
si riaffaccia con tutta la sua prepotenza. Sebbene finalizzato
alla prevenzione di un presunto rischio alluvionale, dove
l'ultimo evento significativo risale al 1920 (evento che non ha
fatto danni alle popolazioni), il progetto solleva serie
preoccupazioni per l'importante impatto sul territorio".
"Ci hanno confermato - aggiunge l'esponente di Avs - che la Via
(del 2009) e la Vinca sono state approvate dalla Regione e quindi
possono procedere. Da Leonacco fino al torrente Torre, per oltre
sei chilometri, il canale interrato porterà l'acqua del Cormor
nel momento di massima piena".
"L'appuntamento, nelle intenzioni, doveva essere un'occasione di
confronto partecipativo per raccogliere le osservazioni del
territorio. In realtà - evidenzia Pellegrino -, si è trasformato
in una mera comunicazione di decisioni già assunte e di
interventi già definiti e pronti al cantiere, lasciando poco
spazio al dialogo con la cittadinanza. Nel mio intervento ho
comunicato che un progetto così importante avrebbe dovuto essere
esplicitato meglio, doveva essere messo nel titolo del convegno e
non inserito quasi per errore nelle comunicazioni del Consorzio".
Inoltre ho detto che quelle tavole di progetto dovrebbero passare
dalla Commissione Ambiente così come accade per tutte le grandi
opere da realizzarsi in regione".
"Centoquaranta milioni di euro - prosegue l'esponente di
Opposizione - che escono dalle casse della Regione, ovvero
pubblici e provenienti dalle tasse dei cittadini, non sono
bruscolini. Troppe volte ho sentito dire che le opere idrauliche
sono necessarie o perché c'è troppa acqua o perché ce n'è troppo
poca. Credo, invece, che si voglia prendere l'acqua del Cormor
per portarla nel Torre, dove l'alveo ha una sezione ampia, per
poi incanalarla di nuovo e usarla per usi irrigui o forse anche
per qualche centralina così come per il canale Sade a valle del
Lago di Cavazzo".
"Il Cormor - aggiunge Pellegrino - è un fiume di tipo 2 ovvero i
lavori non potrebbero essere realizzati dal Consorzio, ma la
Regione, non sapendo a chi affidarli, incarica il Consorzio (così
come per il Tagliamento e per l'Isonzo)".
"Come sempre quando si parla di ambiente e di lavori Pubblici si
apre il vaso di Pandora e ancor più quando si parla di acqua che
scorre. Chiederò - conclude Pellegrino - al più presto
un'audizione in IV Commissione sia per avere maggiore chiarezza
sia per dare ai cittadini dei Comuni di Tricesimo, Pagnacco e
Tavagnacco quante più informazioni possibili".
ACON/COM/sm