50 ANNI TERREMOTO. CAPOZZI (M5S): DA TRAGEDIA VIRTUOSA RINASCITA
(ACON) Trieste, 5 mag - "Quel terribile e crudele sisma di mezzo
secolo or sono ha non solo devastato territori, case e luoghi
simbolo, ma ha anche segnato profondamente la vita delle persone
dell'intero Friuli, lasciando un'impronta indelebile nelle
famiglie e nelle comunità locali. Il dolore e la perdita si sono
tuttavia intrecciati con una straordinaria forza collettiva che
ha saputo trasformare un'immane tragedia in un esempio virtuoso
di rinascita".
La consigliera regionale Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle),
attraverso una nota stampa, anticipa il suo pensiero alla vigilia
dell'appuntamento esterno dell'Assemblea legislativa del Friuli
Venezia Giulia che, domani pomeriggio, si riunirà in seduta
straordinaria al Cinema Teatro Sociale di Gemona del Friuli per
ricordare il 50° anniversario dell'ecatombe che, nel 1976, aveva
devastato il territorio e segnato profondamente la storia
dell'intera regione.
"Affiancata dalle prestigiose autorità istituzionali nazionali
che hanno assicurato la loro presenza, la nostra comunità -
aggiunge l'esponente pentastellata - è dunque pronta per
affrontare un intenso momento di memoria e di riflessione,
ricordando una delle pagine più drammatiche, ma al tempo stesso
più significative, della nostra storia".
"Fu proprio in occasione di quei momenti difficili - precisa
Capozzi - che emerse una volontà condivisa di ricostruire, capace
di superare divisioni e differenze. Tutte le forze politiche, le
istituzioni e la società civile seppero infatti collaborare con
sincero senso di responsabilità e una visione comune, dando vita
a quella straordinaria esperienza ormai conosciuta anche
all'esterno della nostra penisola come 'modello Friuli'".
"Uno spirito concreto, determinato e lungimirante che aveva
collocato al centro della sua azione la ripartenza economica e
sociale del territorio, sintetizzato nel celebre motto: 'Prima le
fabbriche, poi le case e poi le chiese'. Una scelta - sottolinea
la rappresentante del M5S - che fu non solo organizzativa ma,
soprattutto, profondamente culturale: ricostruire il lavoro per
ridare dignità alle persone; ricostruire le case per restituire
stabilità alle famiglie; ricostruire i luoghi simbolici per
rinsaldare l'identità e la memoria collettiva".
"A distanza di cinquant'anni, quell'esperienza rappresenta ancora
oggi un esempio riconosciuto di buona amministrazione,
partecipazione e resilienza. Un modello - specifica ancora
Capozzi - che ha dimostrato come, anche nelle situazioni più
difficili, l'unità e la collaborazione possano generare risultati
concreti e duraturi. Nel ricordare le vittime e nel rendere
omaggio a chi ha contribuito alla ricostruzione, rinnoviamo
quindi il nostro l'impegno a custodire e a trasmettere alle nuove
generazioni i valori di solidarietà, responsabilità e spirito di
comunità che hanno reso possibile la rinascita del Friuli".
"La memoria di quanto accaduto non costituisce pertanto solo un
dovere, ma una guida preziosa - conclude Capozzi - per affrontare
le sfide del presente e del futuro con lo stesso coraggio e la
stessa determinazione".
ACON/COM/sm