50 ANNI TERREMOTO. GRUPPO FI: DA QUELLA SERA FRIULI MODELLO NAZIONALE


50 ANNI TERREMOTO. GRUPPO FI: DA QUELLA SERA FRIULI MODELLO NAZIONALE

05.05.2026
16:22
(ACON) Trieste, 5 mag - "In meno di un minuto, il 6 maggio del 1976, alle 21 circa, una scossa violentissima di terremoto ha cancellato paesi, vite, certezze. Quasi mille morti, decine di migliaia di feriti, oltre centomila sfollati. In un territorio centrale del Friuli c'erano, improvvisamente, solo macerie, silenzio e paura. Ma fu proprio da quella notte che prese forma una delle più straordinarie prove di riscatto civile della storia repubblicana e fu proprio da quella caduta rovinosa e devastante che il Friuli ha insegnato a tutti a rialzarsi, rimboccarsi le maniche e ripartire con orgoglio e fierezza".

Nel cinquantesimo anniversario del sisma, in una nota i consiglieri regionali di Forza Italia Andrea Cabibbo, Roberto Novelli e Michele Lobianco rendono omaggio alle vittime e alle comunità colpite, sottolineando come "il terremoto del Friuli non sia stato soltanto una tragedia naturale, ma uno spartiacque nella capacità del Friuli di reagire e di interpretare un ruolo di modello e paradigma da emulare".

Secondo Cabibbo, Novelli e Lobianco "accanto alla solidarietà nazionale, emersero fin da subito la dignità e la determinazione del popolo friulano. Nelle tendopoli prese corpo una scelta precisa: niente assistenzialismo, ma strumenti per ripartire. Da lì nacque il Modello Friuli, fondato su autonomia responsabile, protagonismo dei territori, trasparenza e collaborazione tra istituzioni. Il Parlamento affidò a Regione e Comuni un ruolo centrale nella ricostruzione, permettendo interventi rapidi e radicati. La scelta del com'era e dov'era, incarnata dalla rinascita di Venzone, divenne il simbolo di un'identità salvaguardata. Non mancarono difficoltà, ma nel confronto con altre esperienze italiane il modello friulano si impose per efficacia e partecipazione. A cinquant'anni di distanza, quella lezione resta attuale. In un'Italia esposta a rischi sismici e idrogeologici, il Modello Friuli indica una strada chiara: prevenzione, rapidità decisionale, trasparenza e centralità dei sindaci. La memoria, evidenziano i consiglieri, è responsabilità e impegno per il presente".

"Il Friuli del 1976 conobbe il dolore più profondo. Ma seppe trasformarlo, con umiltà e dignità, in energia civile. A cinquant'anni di distanza - rimarcano i consiglieri azzurri - quella lezione resta intatta: dalle macerie può nascere un modello, se c'è fiducia nei cittadini, se c'è coraggio nelle istituzioni, se c'è amore per la propria terra, se c'è speranza nel futuro e volontà di crescere e svilupparsi. È un'eredità che non appartiene soltanto alla memoria. Appartiene al futuro. Appartiene al Friuli. E il Friûl al ringrazie e nol dismentee (il Friuli ringrazia e non dimentica)". ACON/COM/rcm



  • Andrea Cabibbo, Michele Lobianco e Roberto Novelli (FI)
    Andrea Cabibbo, Michele Lobianco e Roberto Novelli (FI)