50 ANNI TERREMOTO. MARCOLIN (CRPO): RICORDARE DONNE DELLA RINASCITA
(ACON) Trieste, 6 mag - "Cinquant'anni dopo il terremoto che
colpì il Friuli Venezia Giulia, il nostro pensiero torna a quei
giorni drammatici del 1976, quando la terra tremò portando via
vite, case, certezze. È una ricorrenza che non può limitarsi alla
memoria del dolore: deve essere anche un momento di
riconoscimento profondo per tutte le donne, uomini e bambini che
hanno perso la vita e per quelli che, sopravvissuti, hanno
rappresentato con la loro forza silenziosa, ma determinante la
rinascita delle nostre comunità".
Lo afferma in una nota la presidente della Commissione regionale
per le pari opportunità del Friuli Venezia Giulia, Dusy Marcolin
che, insieme alle commissarie, sente "il dovere di restituire
voce a quelle donne che troppo spesso la storia ha raccontato
solo ai margini. Donne che erano madri, figlie, lavoratrici,
custodi di relazioni e identità locali. Donne che il sisma ha
strappato ai loro affetti, lasciando vuoti incolmabili, ma anche
un'eredità di coraggio, orgoglio e dignità che ancora oggi ci
guida".
"Accanto a loro - continua Marcolin -, vogliamo ricordare tutte
coloro che, nei giorni immediatamente successivi al terremoto e
negli anni della ricostruzione, si sono rimboccate le maniche
senza esitazione. In un contesto segnato dalla distruzione e
dall'incertezza, le donne hanno svolto un ruolo fondamentale: nei
centri di accoglienza, nelle tendopoli, nelle famiglie ferite,
nei luoghi della solidarietà. Hanno curato, organizzato,
sostenuto, spesso mettendo da parte il proprio dolore per
prendersi cura degli altri".
"La ricostruzione del Friuli Venezia Giulia è stata riconosciuta
a livello internazionale come un modello di efficienza e
partecipazione, il modello Friuli - aggiunge la presidente della
Crpo -. Ma dietro a quel modello ci sono anche le mani, le
energie e la determinazione delle donne. Senza il loro contributo
quotidiano, spesso invisibile ma imprescindibile, quel percorso
non sarebbe stato possibile. Loro e gli uomini che, con il loro
lavoro instancabile tra macerie e cantieri, hanno contribuito in
modo decisivo alla ricostruzione materiale e civile del
territorio".
"Oggi, a distanza di mezzo secolo, il nostro impegno è duplice:
custodire la memoria e continuare a promuovere una cultura che
riconosca pienamente il valore del contributo femminile nella
società. Ricordare le donne del terremoto - evidenzia Marcolin -
significa anche ribadire l'importanza della parità, della
partecipazione e del riconoscimento in ogni ambito della vita
pubblica e privata".
"A tutti quelli che non ci sono più, quelli che hanno
ricostruito, mattone dopo mattone, relazioni e comunità -
conclude Marcolin -, va il nostro pensiero commosso e la nostra
gratitudine più sincera. E a tutte noi spetta il compito di non
dimenticare e di continuare a costruire, con la stessa forza e lo
stesso coraggio, un futuro più giusto e inclusivo".
"Perché la memoria - spiega la presidente della Crpo Fvg - non è
solo uno sguardo al passato, ma una responsabilità verso il
domani".
ACON/COM/sm