AMBIENTE. MASSOLINO-RUSSO-HONSELL: NO A VARIANTE PROGETTO GRIGNANO
(ACON) Trieste, 7 mag - Dopo la Conferenza dei servizi del 16
febbraio scorso sulla variante del progetto regionale di
riqualificazione del porticciolo triestino di Grignano, i
consiglieri regionali Giulia Massolino (Patto per
l'Autonomia-Civica Fvg), Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) e
Francesco Russo (Pd) attraverso una nota fanno sapere "di aver
convocato una conferenza stampa con le associazioni coinvolte,
per illustrare l'esposto depositato alla Procura della Repubblica
contro il controverso progetto, esposto sottoscritto da Renato La
Rosa per il Circolo Legambiente Trieste, Gertrud Agnes Maria
Prugger per il comitato spontaneo Gruppo Riva Massimiliano e
Carlotta e Walter Zalukar per l'associazione Costituzione32.
L'atto chiede di verificare eventuali profili di responsabilità
di reato nella realizzazione degli interventi già effettuati e
nella variante progettuale relativa alla parte sud dell'area, con
particolare riferimento all'abbattimento di alberi di pregio e
alla trasformazione degli spazi".
"Diverse le criticità rilevate secondo i firmatari - commentano
ancora nel comunicato -, già sollevate in sede di Conferenza dei
servizi: la mancanza di adeguate motivazioni tecniche per
l'abbattimento degli alberi, in contrasto con le relazioni
progettuali ne evidenziassero la stabilità e il valore
paesaggistico; difformità tra il progetto approvato e gli
interventi effettivamente realizzati, quali gli abbattimenti non
previsti; la proposta di variante che prevede l'eliminazione di
tutti i pini rimanenti e un aumento significativo dei parcheggi,
in contrasto con la destinazione originaria dell'area a spazio di
svago e relax".
E poi: "Dubbi sulla legittimità della variante alla luce del
Codice dei contratti pubblici; carenze nei processi di
trasparenza e partecipazione, con l'informazione tardiva delle
associazioni ambientaliste; possibili violazioni delle norme di
tutela paesaggistica, del regolamento comunale del verde e degli
obblighi europei sul ripristino degli ecosistemi urbani.
Nell'esposto si richiama inoltre l'articolo 9 della Costituzione,
che tutela il paesaggio e l'ambiente, insieme alla normativa
nazionale ed europea in materia di protezione del patrimonio
naturale e partecipazione pubblica".
"Avevamo già espresso la nostra contrarietà alla variante
progettuale, che dopo lo scempio già perpetrato nella parte Nord,
diventata un parcheggio e un'isola di calore fronte mare
sacrificando gli amati e rigogliosi pini che si era promesso di
salvare, andrebbe a distruggere anche l'unico aspetto positivo
del progetto: la zona ludico-ricreativa nella parte Sud", afferma
la consigliera Massolino, che aveva presentato un'interrogazione
immediatamente a seguito dell'abbattimento improvviso degli
alberi della parte nord e un ordine del giorno alla finanziaria
2026.
"Sosteniamo le associazioni che fanno tutto quanto in loro potere
per fermare questo progetto e ripensarlo completamente, mettendo
al centro il benessere delle persone e la tutela ambientale e
paesaggistica, anziché le automobili. La Regione - incalza
l'autonomista - faccia un passo indietro, tenga in considerazione
la petizione firmata da duemila persone per conservare i pini ed
esegua un'analisi dell'effettiva domanda di stalli e delle
alternative progettuali per l'organizzazione della mobilità".
"È sufficiente confrontare le immagini di Google Earth - aggiunge
Honsell - per cogliere l'entità degli interventi e del consumo di
suolo già operato. Questo consumo di suolo va condannato e
fermato".
I firmatari sottolineano infine come "la variante progettuale
rischi di compromettere in modo irreversibile il valore
ambientale e paesaggistico dell'area, privilegiando l'incremento
dei posti auto rispetto alla qualità dello spazio pubblico e alla
continuità con il vicino parco di Miramare".
ACON/COM/rcm