OMNIBUS. I COMM APPROVA DDL 79, OPPOSIZIONI ASTENUTE. IN AULA 19-21/5
(ACON) Trieste, 7 mag - Ultimo passaggio in sede di
Commissione, per il disegno di legge multisettoriale, che sarà
all'esame del Consiglio regionale nella prossima seduta di maggio
(19-21). La Prima, presieduta da Markus Maurmair (FdI), ha
approvato a maggioranza, astenute le Opposizioni, le parti di
competenza e il ddl 79 nel suo complesso, nominando relatori per
l'Aula lo stesso Maurmair, Antonio Calligaris (Lega), Mauro Di
Bert (Fp) e Andrea Cabibbo (FI) per la maggioranza, Rosaria Capozzi (M5S), Massimo
Moretuzzo (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg) e Francesco Martines
(Pd) per la minoranza.
Finanze, demanio e tavolare i temi al centro della seduta, con il
ritorno delle Province che ha animato il dibattito.
Gli articoli del Capo I, illustrati dall'assessore Pierpaolo
Roberti in rappresentanza della collega alle Finanze, Barbara
Zilli, "adeguano la normativa regionale al testo unico nazionale
in materia di componenti degli organi societari delle
partecipate" ha spiegato Roberti, rispondendo a una richiesta di
chiarimenti di Furio Honsell (Open Sinistra Fvg). Per quanto
riguarda il Fondo europeo per lo sviluppo regionale (Por Fesr) la
legge prevede la possibilità per gli enti beneficiari di
utilizzare le economie di gara senza doverle restituire. Inoltre
per i nuovi bandi, le procedure amministrative non saranno in più
in capo agli Edr, ma alla Regione.
"Si tolgono competenze agli enti di decentramento, che dovrebbero
essere sostituiti dalle nuove province, anziché attribuire loro
nuove funzioni" ha osservato Capozzi, mentre i dem Francesco
Martines e Diego Moretti hanno messo in luce l'implicito
riferimento proprio ai nuovi enti locali contenuto nell'articolo
4, che amplia l'elenco dei possibili soggetti pubblici cui
possono essere affidati interventi in delegazione amministrativa.
"Forse era meglio approvare prima la legge sulle Province e dopo
questo ddl - ha commentato Moretuzzo -. Apprezziamo l'ottimismo
di chi pensa che tutto filerà liscio, ma non diamo per scontato
ciò che non lo è". "Mettere il carro davanti ai buoi è scorretto
- gli ha fatto eco Laura Fasiolo (Pd) - è uno stile che svuota di
significato il valore del nostro parlamentino". "Stiamo perdendo
l'occasione per fare una vera riforma degli enti locali" ha
concluso Pellegrino.
Novità in vista anche per il libro fondiario, con una serie di
articoli che "mirano a snellire i procedimenti di completamento
del libro stesso, condivisi con i giudici tavolari di Trieste,
Gorizia e Udine", ha spiegato l'assessore regionale al demanio
Sebastiano Callari, anticipando l'intenzione di sperimentare
l'estensione del sistema in alcuni Comuni limitrofi a quelli che
già lo usano. "Crediamo che il sistema tavolare nostro sia una
grande eccellenza e vada ampliato. C'è una norma nazionale che lo
prevede, ma non è stata ancora adottata" ha aggiunto Callari,
rispondendo a una richiesta di chiarimenti di Moretti, che ha
definito la riforma "significativa, un passo avanti per
cittadini, imprese e anche amministrazione pubblica".
Dubbi, invece, da Serena Pellegrino (Avs), che ha chiesto se ci
fosse stato un confronto con gli ordini professionali. "Per un
tecnico è complicato lavorare su sistemi, catastale e fondiario,
che hanno modalità diverse. Estendere il tavolare potrebbe essere
auspicabile, ma rischia di emarginarci dal resto d'Italia. Mi
auguro che il catasto diventi uno strumento, non solo per imporre
le tasse, ma anche notarile".
ACON/AA-fc