LAVORO. PELLEGRINO (AVS): DONNE LAUREATE PENALIZZATE DAL GENDER GAP
(ACON) Trieste, 13 mag - "Raccontare la storia di donne laureate
che, dopo brillanti percorsi universitari, vengono penalizzate
nel mondo del lavoro significa affrontare un paradosso
sociologico ben documentato in Italia. I dati confermano
costantemente che, nonostante le donne ottengano risultati
migliori, si laureino prima e con voti più alti, al momento
dell'inserimento professionale incontrano maggiori ostacoli".
Lo afferma in una nota la consigliera regionale Serena Pellegrino
(Avs), a margine dello studio sui dati 2019-24 di Almalaurea
realizzato dall'Università di Udine, 'Il mercato del lavoro dei
laureati a Udine e in Italia: stato attuale e sfide future' e
presentato a Udine.
"Il divario emerge immediatamente - evidenzia Pellegrino -,
perché a un anno dalla laurea, nonostante la preparazione
superiore, le donne subiscono un gender gap occupazionale
discriminante, tendendo a guadagnare meno dei colleghi maschi a
parità di titolo, con stime che indicano una differenza di circa
200-250 euro netti al mese già all'ingresso. Nonostante
l'eccellenza accademica, le donne tendono a inserirsi in contesti
lavorativi e in settori meno redditizi, incontrando standard di
valutazione più severi in fase di selezione".
"A questo - prosegue l'esponente di Avs - si aggiunge la
persistente disparità nella gestione del lavoro sia domestico sia
di cura, dove le donne sono spesso costrette a ricorrere al
part-time non per scelta, ma per necessità, subendo un carico
mentale e di conciliazione sociale importante. I dati AlmaLaurea
delineano uno scenario fortemente discriminatorio, evidenziando
come il divario di genere si acuisca drasticamente con la
maternità".
"Va evidenziato - aggiunge la consigliera - che le laureate senza
figli registrano un tasso di occupazione superiore di ben 19
punti percentuali rispetto alle madri. Questa disparità conferma
la difficoltà per le donne di talento nell'accedere a posizioni
apicali, spesso penalizzate da promozioni che non valorizzano le
competenze al pari di quelle maschili, un fenomeno che tocca
anche l'ambito accademico".
"È un grave spreco di capitale umano sapere che la società
investe nella formazione di eccellenza - conclude Pellegrino -,
ma che non valorizza le risorse prodotte".
ACON/COM/sm