SALUTE. PELLEGRINO (AVS): VERIFICHE A INTERRUZIONI GRAVIDANZA E ABORTI
(ACON) Trieste, 15 mag - "Ho depositato un'interrogazione per
chiedere alla Giunta regionale un quadro chiaro e aggiornato
sull'applicazione della legge 194 in Friuli Venezia Giulia, per
verificare se il diritto acquisito sia davvero accessibile, in
quali strutture, con quali tempi e con quale distribuzione
territoriale". Lo dichiara in una nota Serena Pellegrino,
consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, annunciando
il deposito di un'interrogazione sull'attuazione della legge
194/1978 sull'accesso all'interruzione volontaria di gravidanza
(Ivg) e sull'applicazione delle linee ministeriali del 2020
relative all'aborto farmacologico.
"La 194 è una legge dello Stato e va garantita. L'obiezione di
coscienza è prevista dalla normativa, ma la stessa legge -
puntualizza Pellegirno - stabilisce che le strutture sanitarie e
le Regioni devono assicurare comunque l'espletamento delle
procedure e degli interventi richiesti. Il punto, quindi, è
organizzativo e politico. La Regione deve garantire che nessuna
donna sia costretta a spostarsi, attendere oltre misura o
rinunciare a un diritto per carenze di personale, disomogeneità
territoriali o mancata integrazione tra ospedali e consultori".
"Nell'interrogazione - fa sapere ancora la consigliera - chiedo
di conoscere quali strutture in Friuli Venezia Giulia effettuino
Ivg chirurgica e farmacologica, quali reparti di ostetricia e
ginecologia non garantiscano il servizio, quali siano le
percentuali aggiornate di personale obiettore e non obiettore, i
tempi medi di accesso e l'eventuale mobilità tra Aziende
sanitarie o fuori regione. Inoltre se il Friuli Venezia Giulia
abbia davvero recepito e reso operative le linee ministeriali del
12 agosto 2020 sull'aborto farmacologico, che prevedono la
possibilità di effettuarlo anche nei consultori e nelle strutture
ambulatoriali pubbliche adeguatamente attrezzate. Se oggi nessun
consultorio regionale lo garantisce, la Giunta deve spiegare
perché e indicare un percorso concreto per renderlo possibile".
"Servono dati, trasparenza e programmazione. I consultori devono
tornare a essere presidi centrali di salute, informazione,
accompagnamento e tutela, soprattutto per le donne più fragili.
La piena applicazione della 194 - conclude l'esponente rossoverde
- è una questione di salute pubblica, di autodeterminazione e di
uguaglianza nell'accesso ai servizi".
ACON/COM/rcm