CASA. DDL 80 IN IV COMM, FLESSIBILITÀ E RISPOSTE RAPIDE A FABBISOGNO
(ACON) Trieste, 15 mag - Un riordino complessivo delle politiche
abitative regionali, con l'obiettivo dichiarato di rendere più
rapido, flessibile ed efficace il sistema di risposta ai bisogni
del territorio. È questo il cuore del disegno di legge 80
approdato questa mattina in IV Commissione del Consiglio
regionale, presieduta da Giuseppe Ghersinich (Lega).
A illustrare il provvedimento, composto da 36 articoli, è stata
l'assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio, Cristina
Amirante, affiancata dai tecnici della Direzione centrale. La
riforma punta innanzitutto a semplificare la programmazione delle
politiche per la casa, superando l'attuale scansione triennale in
favore di un Programma annuale delle politiche abitative, che
dovrà essere approvato dalla Giunta entro ottobre di ogni anno.
"Una scelta - è stato spiegato - pensata per intercettare con
maggiore tempestività le esigenze che emergono nei diversi
territori e modulare gli interventi in maniera più aderente ai
cambiamenti sociali ed economici".
Tra i punti chiave del ddl anche una maggiore centralità dei
tavoli territoriali, chiamati a fornire una ricognizione
aggiornata del fabbisogno abitativo, con il coinvolgimento di
Comuni e Ater, e la costruzione di una banca dati capace di
restituire indicatori precisi sulle specificità locali e sulle
dinamiche demografiche.
Le novità più rilevanti riguardano il rafforzamento dei sostegni
alle locazioni, il contrasto al disagio sociale e abitativo, la
revisione delle misure per l'installazione di ascensori, estese
anche agli edifici con almeno tre livelli fuori terra, oltre
all'introduzione di nuove disposizioni per il subentro negli
incentivi in caso di decesso o separazione. "Il nuovo impianto
normativo - è stato detto - nasce da un lungo lavoro di ascolto e
confronto sviluppato tra il 2024 e il 2025 con amministrazioni
comunali, Ater, enti pubblici e soggetti privati. Un percorso che
ha consentito di raccogliere indicazioni concrete per correggere
le criticità emerse nell'applicazione della legge regionale 1 del
2016".
A supporto della riforma è stata richiamata la relazione
triennale sullo stato di attuazione degli interventi dal 2016 al
2025, "dalla quale emerge la necessità di rendere più snelli
alcuni strumenti e di ripensarne altri. Tra i nodi emersi, il
limitato utilizzo dei tavoli territoriali, la scarsa efficacia
delle misure contro la morosità incolpevole a causa dei vincoli
statali, le difficoltà registrate nell'autorecupero e le elevate
percentuali di rigetto per i contributi destinati all'adeguamento
degli ascensori".
I tecnici hanno anche riportato alcuni dati che riguardano le
prime sperimentazioni legate alla legge regionale 8 del 2025: 39
milioni di euro hanno finanziato 456 domande per la realizzazione
di centinaia di alloggi destinati alla locazione calmierata o
alla residenza, mentre gli interventi di efficientamento
energetico hanno già sostenuto oltre 800 domande, con ulteriori
migliaia di istanze in fase di liquidazione.
La seduta odierna si è conclusa con alcune domande tecniche poste
dai consiglieri Nicola Conficoni (Pd), Serena Pellegrino (Avs) e
Furio Honsell (Open Sinistra Fvg).
Conficoni ha posto l'attenzione "sul ridimensionamento
dell'edilizia agevolata e sulle ragioni che hanno portato la
Giunta a orientare maggiormente gli investimenti verso l'edilizia
convenzionata". Nella replica, l'assessore Amirante ha richiamato
i dati della relazione valutativa, evidenziando come "la quasi
totalità delle richieste abbia riguardato l'acquisto, mentre
molto più contenuto è risultato l'interesse per recupero e nuova
costruzione. Una fotografia che - secondo l'assessore - ha
motivato la scelta di puntare su strumenti capaci di incrementare
l'offerta di alloggi a canone calmierato". Ancora Conficoni ha
chiesto chiarimenti anche "sui sostegni alle locazioni e sulla
copertura finanziaria del nuovo impianto normativo". Amirante ha
spiegato che "la strategia regionale mira a rafforzare l'offerta
abitativa strutturale, anche attraverso social housing ed
edilizia convenzionata, così da ridurre progressivamente la
pressione sul mercato degli affitti".
Il ruolo dei tavoli territoriali, la rilevazione del fabbisogno
abitativo e la possibilità di convertire alloggi di edilizia
sovvenzionata non assegnati in alloggi convenzionati sono stati
gli approfondimenti oggetto dell'intervento di Pellegrino, a cui
l'assessore ha spiegato che "tale possibilità riguarderà casi
specifici di immobili Ater rimasti inutilizzati" e che "i tavoli
saranno riorganizzati per rendere più efficace la raccolta dei
dati e la programmazione territoriale".
Le osservazioni di Honsell si sono concentrate sui numeri del
patrimonio abitativo pubblico e sui tempi di attuazione degli
investimenti già stanziati. Amirante ha precisato che "una parte
del patrimonio risulta temporaneamente non disponibile perché
interessata da interventi di riqualificazione, mentre gli effetti
dei finanziamenti più recenti saranno visibili solo con il
completamento dei cantieri".
ACON/RM-rcm