OMNIBUS. CAPOZZI (M5S): MORTIFICATO RUOLO CONSIGLIERI E COMMISSIONI
(ACON) Trieste, 19 mag - "Nel corso della discussione odierna,
ricorre di continuo il richiamo all'efficienza amministrativa e
alla velocità delle procedure. Tuttavia, non esiste solo questo.
Esiste anche il valore del lavoro del Consiglio regionale e delle
Commissioni che, invece, viene continuamente mortificato e gli
addirittura 64 emendamenti sopraggiunti strada facendo ne
costituiscono una prova evidente". Pollice verso, nei confronti
del metodo alla base del disegno di legge 79, da parte della
consigliera regionale Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle),
relatrice per la minoranza del dispositivo contenente misure
multisettoriali.
"L'ampiezza del provvedimento, che già avrebbe dovuto essere
assai più circoscritta, è stata ulteriormente estesa - aggiunge
la Capozzi - dai numerosi emendamenti presentati dalla Giunta, in
barba alle considerazioni emerse nel corso dei lavori. La
Maggioranza definisce questo testo una manutenzione normativa.
Tuttavia, quando una legge modifica in modo trasversale decine di
settori strategici, non siamo più di fronte a semplici interventi
tecnici: ci troviamo, invece, davanti a precise scelte politiche
che meriterebbero un confronto pieno, trasparente e approfondito
nelle Commissioni competenti. E non, come ormai sta diventando
prassi consolidata, direttamente in Aula, attraverso emendamenti
presentati all'ultimo momento e neanche più accompagnati da un
effetto sorpresa".
"Anche in questo ddl troviamo infatti proroghe e rimodulazioni.
Se la flessibilità diventa la regola, significa - sottolinea la
rappresentante del M5S - che esiste un problema strutturale nella
capacità di programmazione e attuazione degli interventi. Accanto
a questo impianto emergono, inoltre, numerosi interventi
correttivi che testimoniano come svariate disposizioni approvate
in passato siano state introdotte in maniera piuttosto
frettolosa, rendendo perciò necessario un successivo intervento
di revisione e adeguamento".
"Inoltre, la scelta di accentrare nuovamente alcune procedure
amministrative in capo alla Regione, sottraendole agli Enti di
decentramento regionale, piuttosto che alle decadute Province,
meriterebbe una riflessione più seria. Da un lato si continua
infatti a parlare di Province e di valorizzazione dei territori,
mentre dall'altro - prosegue la pentastellata - vengono riportate
progressivamente funzioni e decisioni al centro. Si tratta di una
contraddizione politica evidente, benché attraverso lo studio
degli emendamenti presentati si intravveda un'inversione di
tendenza. Un concetto simile può essere utilizzato anche per
l'urbanistica e la pianificazione territoriale: l'eliminazione di
alcuni passaggi tecnici e il ricorso al silenzio-assenso vengono
presentati come strumenti di efficienza. Noi tutti sappiamo però
assai bene che, in materie delicate come la tutela paesaggistica
e la pianificazione del territorio, la rapidità non può diventare
l'unico criterio guida".
"Anche in materia ambientale - conclude la Capozzi - registriamo
un approccio contraddittorio: da un lato si valorizzano i boschi
vetusti e la biodiversità; dall'altro si introducono
semplificazioni per le attività estrattive e per la gestione
delle risorse naturali".
ACON/COM/rcm