CARCERI. MASSOLINO (PAT-CIV): DA REGIONE OSTRUZIONISMO ISTITUZIONALE
(ACON) Trieste, 26 mag - "Mentre in Friuli Venezia Giulia il
sovraffollamento e l'assenza di adeguata assistenza sanitaria
rende il carcere una pentola a pressione pronta a esplodere, come
ho più volte constatato con le visite alla casa circondariale di
Trieste, la Regione rifiuta da ormai due anni un semplice
confronto nella Commissione consiliare competente".
Lo afferma in una nota Giulia Massolino, consigliera regionale
del Patto per l'Autonomia - Civica Fvg, a margine dell'incontro
organizzato dal Garante regionale, tenutosi ieri (lunedì 25
maggio in Consiglio regionale, 'Cambiare si può: per
un'architettura rispettosa della Costituzione e dell'Ordinamento
penitenziario'.
"La settimana scorsa il nuovo rapporto Antigone ha ancora una
volta denunciato un peggioramento delle condizioni detentive, con
conseguente aumento delle aggressioni al personale penitenziario
e dei suicidi - dichiara la consigliera -. A Trieste e Udine,
come più volte denunciato, sono recluse più del doppio di persone
rispetto alla capienza. La Regione ha un ruolo fondamentale sulla
salute mentale e sulla continuità assistenziale di detenute e
detenuti e troviamo inaccettabile il silenzio assordante della
Giunta Fedriga in merito".
"Dopo due anni -, incalza l'esponente di Opposizione - la mia
richiesta di audizione in Commissione, nonostante i numerosi
solleciti, via Pec, in Ufficio di presidenza anche alla presenza
del Garante regionale e in Capigruppo, continua a rimanere senza
alcuna risposta in palese violazione del regolamento del
Consiglio. A questo si aggiunge la bocciatura di tutte le nostre
proposte nei ricchi bilanci regionali".
"Un atteggiamento punitivo - evidenzia Massolino -, che aggrava
la tensione che quotidianamente logora sia chi è detenuto che chi
lavora nelle strutture detentive. Una tensione che anche nella
nostra regione porta, come abbiamo visto negli ultimi anni, a
disordini interni e vittime. È intollerabile e ingiustificabile
che ci venga negata la possibilità anche solo di parlare di
carcere in Consiglio regionale, come se fosse un corpo estraneo
che non riguarda il nostro territorio".
"Come abbiamo sentito anche dalle relazioni di ieri, bisogna
riorganizzare gli spazi interni delle carceri, prevedendo la
possibilità di muoversi liberamente al loro interno, senza
bisogno di aggiungere alla privazione della libertà anche la
sofferenza architettonica" - aggiunge la consigliera -.
Ricordiamo ancora una volta che il problema del sovraffollamento
non si risolverà costruendo carceri più grandi, ma facendo in
modo che ci siano meno persone recluse, lavorando in primis sulla
prevenzione e, in secondo luogo, garantendo da parte del
territorio la piena reintegrazione di coloro che hanno portato a
termine il percorso rieducativo".
"Il carcere non può essere visto come una discarica sociale delle
marginalità che la politica non è in grado di affrontare e che,
quindi, criminalizza con decreti sicurezza sempre più crudeli che
aumentano pene e aggravanti. Bisogna investire sulla prevenzione
- conclude Massolino -, sul carattere riabilitativo delle pene e
sulla riduzione delle recidive, evitando di cadere in logiche
repressive che stanno criminalizzando ogni espressione di
fragilità sociale".
ACON/COM/sm