REGENI. PELLEGRINO (AVS): PROTAGONISTA DELLA NOSTRA STORIA MODERNA
(ACON) Trieste, 27 mag - "Ascoltare e vedere, in brevi
fotogrammi, gli ultimi attimi di vita di Giulio Regeni è stato
come rivivere quegli stessi giorni in cui, da deputata friulana
della XVII legislatura, seguivo con apprensione le fasi della
ricerca, il tragico ritrovamento e l'impegno in sede parlamentare
da quel maledetto febbraio 2016". Così in una nota la consigliera
regionale Serena Pellegrino (Alleanza Verdi e Sinistra), a
margine della proiezione del docu-film 'Giulio Regeni. Tutto il
male del mondo', tenutasi ieri presso l'Università di Udine alla
presenza dei genitori che, continua la consigliera, "da quel
giorno non hanno mai abbassato la guardia per chiedere a gran
voce, coinvolgendo tutte le istituzioni di ogni ordine e grado,
verità per Giulio".
"C'é la consapevolezza che la politica italiana che ha governato
nell'immediato abbia agito con determinazione ritirando
l'ambasciatore in Egitto, ma nei mesi successivi - commenta
Pellegrino - le politiche economiche internazionali hanno
modificato di molto la ricerca e l'ottenimento per raggiungere la
verità. Calpestare la libertà di ricerca e sottomettere la verità
in nome degli equilibri di Stato non è degno di un consesso
civile. Ciò che chiediamo a gran voce, e che anche questo
documento cerca di ribadire a chi vorrebbe che la memoria venisse
dimenticata, non è tanto una verità già palese, ma giustizia per
una morte orribile".
"Il silenzio e le narrazioni di comodo - incalza l'esponente
rossoverde - sono stati spezzati da centinaia di migliaia di
persone che hanno preteso di sapere e criticare. La memoria non
può essere considerata scomoda, nemmeno quando costa cara.
L'onorevole Erasmo Palazzotto durante la XVIII legislatura aveva
richiesto alla Camera dei deputati, e ottenuto diventandone
presidente, l'istituzione della Commissione parlamentare
d'inchiesta per fare luce sulle tante ombre del caso Regeni.
Proposta analoga era stata depositata al Senato già nel 2016, su
iniziativa di Loredana De Petris. Ho sostenuto fortemente queste
iniziative per evitare che la storia relegasse Regeni a una
comparsa, o che il suo sacrificio subisse la stessa sorte toccata
a Pier Paolo Pasolini".
"Il docu-film ci restituisce il ritratto di un giovane uomo
desideroso di cambiare il mondo, instancabile ricercatore di
verità e libertà. L'opera ci costringe a fare i conti con gli
orrori di una democrazia militarizzata che calpesta la sicurezza
di tutti noi. Quel tormento angosciante del 'perché' è parte
integrante dell'atroce tortura subita da Giulio Regeni,
sequestrato, seviziato e ucciso dai servizi di sicurezza egiziani
dopo nove giorni di inaudita agonia. Giulio e la sua famiglia -
conclude la consigliera - non si sono limitati ad attraversare il
loro tempo, ma sono diventati i protagonisti di una storia
moderna che appartiene alle nostre coscienze."
ACON/COM/rcm