CASA. PELLEGRINO (AVS): POTERVI ACCEDERE GENERA INCLUSIONE E SERENITÀ
(ACON) Trieste, 27 mag - "Anche in Friuli Venezia Giulia
l'emergenza abitativa rischia di tradursi in povertà,
estendendosi a ogni sfera della vita e generando difficoltà
economiche, lavorative e relazionali. Possedere o avere accesso a
una casa è sinonimo di serenità, è il collante della nostra
comunità e la base fondamentale per garantire dignità e
sicurezza. In questo quadro è apprezzabile la rivisitazione della
legge regionale 1/2016, un provvedimento che, a dieci anni dalla
sua entrata in vigore, è oggetto di una necessaria manutenzione
guidata da un costante confronto con i portatori di interesse".
Così in una nota la consigliera regionale Serena Pellegrino
(Alleanza Verdi e Sinistra), a margine dell'audizione in IV
Commissione sul disegno di legge 80 in materia di politiche
abitative.
"Durante l'audizione - fa presente Pellegrino - ho evidenziato
come tra gli anni '60 e '80 si siano edificati troppi
parallelepipedi senz'anima. Allora si diede priorità
all'emergenza a discapito della rigenerazione urbana, realizzando
soluzioni oggi inadeguate. Al contempo, ho invitato a non
demonizzare il Superbonus 110%, che ha permesso la
riqualificazione di tantissime case Ater con ricadute sociali ed
energetiche importantissime".
"Oggi, però, assistiamo a un profondo cambiamento culturale e
sociale, aggravato dalla totale mancanza di immobili in affitto.
Come emerso in Commissione, le liste d'attesa Ater sono
lunghissime e i canoni, seppur calmierati, spesso inaccessibili.
La risposta a questa crisi non può limitarsi a mettere pezze su
una coperta troppo corta, né risolversi in una sterile e cieca
cementificazione. La casa deve essere il punto di partenza per
l'inclusione e la costruzione di relazioni stabili. Di
conseguenza - incalza l'esponente di Opposizione - le politiche
abitative non possono limitarsi a una risposta puramente
immobiliare, ma devono farsi carico del reale bisogno di
'abitare'. Questo richiede servizi intersettoriali e di
accompagnamento sociale gestiti in stretta sinergia con i Servizi
Sociali. Questo cambio di paradigma impone di affrontare le
criticità sistemiche a partire dalla cosiddetta fascia grigia,
ampliata negli anni anche a causa di morosità incolpevoli".
"Le Ater necessitano di strumenti che vadano oltre la sola
dotazione economica e non è più tollerabile la mole di risorse
pubbliche inutilizzate e di immobili lasciati vuoti dai Comuni.
Per invertire la rotta occorre fare leva sulle competenze degli
Enti del Terzo Settore, già pronti a supportare l'intermediazione
e l'accompagnamento sociale. Per generare soluzioni concrete e
analizzare il fabbisogno reale, il primo passo obbligato è il
ripristino dei tavoli territoriali, da troppo tempo abbandonati.
Guardando al futuro, dobbiamo puntare su un'agenzia sociale
dedicata ai piccoli proprietari. Infine - conclude Pellegrino -
la scarsa frequenza di convocazione di una commissione non ne
decreta l'inutilità, ma è solo spia di limiti procedurali che
abbiamo il dovere di superare, per rimetterla pienamente al
lavoro."
ACON/COM/rcm