CASA. AUDIZIONI IN IV COMMISSIONE: PIÙ GARANZIE PER LOCAZIONE PRIVATA


CASA. AUDIZIONI IN IV COMMISSIONE: PIÙ GARANZIE PER LOCAZIONE PRIVATA

27.05.2026
17:41
(ACON) Trieste, 27 mag - Il disegno di legge sulla casa torna al centro del confronto in IV Commissione consiliare, presieduta da Giuseppe Ghersinich (Lega) e alla presenza dell'assessore Fvg a Infrastrutture e Territorio, Cristina Amirante, dove sindacati, associazioni di categoria, ordini professionali, Terzo settore e sistema bancario hanno espresso un giudizio complessivamente favorevole all'impianto della riforma, accompagnato però da una serie articolata di osservazioni e richieste di modifica su uno dei nodi più sensibili dell'agenda regionale: la crescente distanza tra domanda abitativa e offerta disponibile.

Il confronto ha evidenziato una convergenza di fondo sulla necessità di aggiornare la normativa del 2016, ormai considerata non più adeguata ai cambiamenti demografici, sociali ed economici. Al centro delle criticità segnalate, garanzie per incentivare la locazione privata, revisione dei requisiti di accesso agli alloggi, rafforzamento dell'edilizia pubblica, ruolo delle Ater e funzionamento dei tavoli territoriali.

Per l'Abi Friuli Venezia Giulia, la riforma è condivisibile nelle sue finalità, in particolare per quanto riguarda programmazione e housing sociale. Le banche richiamano però la necessità di garanzie pubbliche solide e coordinate con gli strumenti nazionali per rendere più efficace l'accesso al credito, insieme a una programmazione stabile e modelli economici sostenibili.

Sul fronte dei piccoli proprietari, l'Unione Piccoli Proprietari ha ribadito il ruolo strategico delle misure di incentivo alla messa sul mercato degli immobili inutilizzati, chiedendo di rafforzare stabilmente i meccanismi di garanzia e di valorizzare il recupero del patrimonio privato anche a fini di locazione calmierata.

Per Caritas, la casa non è solo un bene materiale ma un elemento centrale di dignità e coesione sociale. L'organizzazione ha richiamato la necessità di risorse continuative, recupero degli immobili sfitti e una cooperazione strutturata tra pubblico e Terzo settore per l'accompagnamento delle famiglie più fragili.

Sulla stessa linea Legacoop Fvg, che ha sottolineato come le politiche abitative debbano essere politiche dell'abitare e non solo della casa, insistendo su locazioni accessibili, strumenti finanziari adeguati e un sistema di monitoraggio condiviso del fabbisogno.

Dal mondo delle cooperative è stata evidenziata la necessità di rafforzare il ruolo delle Ater in una funzione più ampia di coordinamento territoriale, con un coinvolgimento stabile del Terzo settore nei tavoli decisionali.

Un passaggio centrale del dibattito ha riguardato il rafforzamento del ruolo delle Ater e dei tavoli territoriali. In questa prospettiva, il direttore di Ater Udine e Pordenone, Lorenzo Puzzi, ha parlato di 'una trasformazione significativa del ruolo dell'Ater, chiamata a coordinare politiche abitative più ampie insieme ai Comuni e al Terzo settore, pur segnalando criticità legate a risorse per il recupero edilizio e al personale'.

Il fronte sindacale ha ribadito con forza la centralità del diritto all'abitare. Il Sunia ha criticato in particolare il requisito dei due anni di residenza e la mancanza di investimenti sufficienti nell'edilizia pubblica, richiamando l'esistenza di migliaia di domande inevase e proponendo un sistema di bando aperto permanente per l'accesso agli alloggi. Anche il sindacato inquilini della Cisl Fvg ha espresso apprezzamento per il rafforzamento delle misure di sostegno alla locazione, ma ha chiesto chiarezza sui tavoli territoriali e sul rischio di carenza di alloggi per lavoratori e studenti.

Sul versante produttivo, è stato sottolineato il legame sempre più stretto tra politiche abitative e attrattività economica del territorio: la difficoltà a reperire lavoratori è spesso collegata alla scarsità di alloggi disponibili. In questo quadro, diversi interventi hanno insistito sul tema delle garanzie per i proprietari, ritenuto decisivo per immettere sul mercato una quota più ampia di patrimonio immobiliare oggi inutilizzato, e sulla necessità di rafforzare i partenariati pubblico-privati per interventi di rigenerazione urbana.

Accanto agli stakeholder, la discussione ha visto un ampio e articolato confronto anche tra i consiglieri regionali, che hanno sviluppato una lettura trasversale della riforma, mettendone in luce criticità, nodi applicativi e possibili ricadute territoriali.

Rosaria Capozzi (M5S) ha aperto il fronte degli interrogativi, sottolineando come il disegno di legge si inserisca in un contesto profondamente mutato. Ha espresso perplessità sulla chiarezza dell'impianto normativo e sul rischio di una delega eccessiva ai regolamenti attuativi, soffermandosi in particolare sul funzionamento dei tavoli territoriali, sulla capacità operativa delle Ater e chiedendo un'eventuale costruzione di un sistema digitale unico per la gestione delle domande.

Sullo sfondo delle fragilità strutturali del sistema si è inserito l'intervento di Furio Honsell (Open Sinistra Fvg), che ha richiamato la debolezza degli strumenti di monitoraggio e la mancanza, nel tempo, di un aggiornamento organico delle politiche abitative. Il consigliere di opposizione ha inoltre allargato lo sguardo a temi sociali sensibili, dal ruolo dell'Isee alle condizioni abitative dei richiedenti asilo e delle persone in esecuzione penale esterna, evidenziando come resti ancora irrisolto lo squilibrio tra domanda e offerta di alloggi.

L'impatto complessivo delle politiche abitative sullo sviluppo del territorio è stato invece al centro dell'intervento di Andrea Carli (Pd), che ha letto la riforma anche in chiave di attrattività regionale. Ha insistito sul legame tra politiche della casa e sviluppo economico, richiamando la necessità di rafforzare le garanzie per i proprietari e di rendere più efficace il coordinamento territoriale con un ruolo rinnovato delle Ater. Ha inoltre posto l'attenzione sul tema della rigenerazione urbana e sui limiti che ancora frenano gli interventi più complessi.

Un'ulteriore prospettiva è stata introdotta da Maddalena Spagnolo (Futuro Nazionale), che ha affrontato il tema degli effetti della giurisprudenza costituzionale in materia di residenza, sollecitando un equilibrio tra accesso ai servizi e radicamento territoriale. Nel suo intervento ha inoltre evidenziato la necessità di una maggiore selettività nei criteri di accesso, richiamando l'esigenza di non indebolire il legame con il territorio regionale.

La dimensione sociale del disagio abitativo è stata invece al centro delle considerazioni della dem Manuela Celotti, che ha sottolineato la natura multidimensionale del fenomeno, intrecciato a reddito, qualità della vita e inclusione. Ha proposto un rafforzamento del ruolo delle Ater come perno di un piano straordinario per l'edilizia pubblica, insieme a una revisione dei criteri di permanenza negli alloggi e a un maggiore investimento nei percorsi di accompagnamento sociale.

Sul versante più legato alla disponibilità del patrimonio immobiliare si è collocato l'intervento di Alberto Budai (Lega), che ha posto l'attenzione sul tema delle case sfitte e sulle garanzie giuridiche per i proprietari, considerate una condizione essenziale per riportare sul mercato una quota significativa di immobili oggi inutilizzati.

Il metodo di costruzione della riforma è stato invece il punto di partenza di Serena Pellegrino (Avs), che ha richiamato la necessità di una legge fondata su partecipazione e qualità sociale dell'abitare. Ha quindi sollecitato un rafforzamento dei tavoli territoriali e degli strumenti di programmazione, come elementi centrali del processo decisionale.

Infine, Laura Fasiolo (Pd) ha riportato il dibattito sul piano operativo, insistendo sull'urgenza del recupero del patrimonio edilizio inutilizzato e sul tema dell'accessibilità, con particolare attenzione alla popolazione anziana e alle barriere architettoniche. Ha inoltre proposto forme di locazione temporanea destinate a categorie strategiche come personale sanitario e giovani lavoratori, nell'ottica di una maggiore flessibilità del sistema abitativo.

In chiusura di audizione, l'assessore Amirante ha confermato l'impianto generale della riforma, ribadendo che l'obiettivo della legge è intervenire sulla cosiddetta fascia grigia, ovvero quella parte di popolazione che non riesce ad accedere né al mercato privato né all'edilizia pubblica. Amirante ha aperto alla possibilità di intervenire sui regolamenti attuativi sulla base delle osservazioni emerse, valutando anche eventuali emendamenti migliorativi. Ha inoltre annunciato l'intenzione di rafforzare gli strumenti di rigenerazione urbana attraverso bandi dedicati e di promuovere modelli innovativi di collaborazione tra soggetti pubblici e privati.

Un passaggio rilevante riguarda il potenziamento dei sistemi conoscitivi: l'assessore ha indicato la necessità di migliorare la raccolta e lo scambio dei dati tra enti, anche attraverso osservatori e strumenti di monitoraggio più strutturati, per rendere più efficace la programmazione delle politiche abitative. ACON/RM-fc



  • Il presidente della IV Commissione, Giuseppe Ghersinich (Lega), e l'assessore a Infrastrutture e Territorio, Cristina Amirante
    Il presidente della IV Commissione, Giuseppe Ghersinich (Lega), e l'assessore a Infrastrutture e Territorio, Cristina Amirante
  • Gli auditi in Aula
    Gli auditi in Aula
  • I consiglieri del Pd e del Gruppo Misto
    I consiglieri del Pd e del Gruppo Misto
  • Alberto Budai (Lega)
    Alberto Budai (Lega)