CASA. AUDIZIONI IN IV COMMISSIONE: PIÙ GARANZIE PER LOCAZIONE PRIVATA
(ACON) Trieste, 27 mag - Il disegno di legge sulla casa torna al
centro del confronto in IV Commissione consiliare, presieduta da
Giuseppe Ghersinich (Lega) e alla presenza dell'assessore Fvg a
Infrastrutture e Territorio, Cristina Amirante, dove sindacati,
associazioni di categoria, ordini professionali, Terzo settore e
sistema bancario hanno espresso un giudizio complessivamente
favorevole all'impianto della riforma, accompagnato però da una
serie articolata di osservazioni e richieste di modifica su uno
dei nodi più sensibili dell'agenda regionale: la crescente
distanza tra domanda abitativa e offerta disponibile.
Il confronto ha evidenziato una convergenza di fondo sulla
necessità di aggiornare la normativa del 2016, ormai considerata
non più adeguata ai cambiamenti demografici, sociali ed
economici. Al centro delle criticità segnalate, garanzie per
incentivare la locazione privata, revisione dei requisiti di
accesso agli alloggi, rafforzamento dell'edilizia pubblica, ruolo
delle Ater e funzionamento dei tavoli territoriali.
Per l'Abi Friuli Venezia Giulia, la riforma è condivisibile nelle
sue finalità, in particolare per quanto riguarda programmazione e
housing sociale. Le banche richiamano però la necessità di
garanzie pubbliche solide e coordinate con gli strumenti
nazionali per rendere più efficace l'accesso al credito, insieme
a una programmazione stabile e modelli economici sostenibili.
Sul fronte dei piccoli proprietari, l'Unione Piccoli Proprietari
ha ribadito il ruolo strategico delle misure di incentivo alla
messa sul mercato degli immobili inutilizzati, chiedendo di
rafforzare stabilmente i meccanismi di garanzia e di valorizzare
il recupero del patrimonio privato anche a fini di locazione
calmierata.
Per Caritas, la casa non è solo un bene materiale ma un elemento
centrale di dignità e coesione sociale. L'organizzazione ha
richiamato la necessità di risorse continuative, recupero degli
immobili sfitti e una cooperazione strutturata tra pubblico e
Terzo settore per l'accompagnamento delle famiglie più fragili.
Sulla stessa linea Legacoop Fvg, che ha sottolineato come le
politiche abitative debbano essere politiche dell'abitare e non
solo della casa, insistendo su locazioni accessibili, strumenti
finanziari adeguati e un sistema di monitoraggio condiviso del
fabbisogno.
Dal mondo delle cooperative è stata evidenziata la necessità di
rafforzare il ruolo delle Ater in una funzione più ampia di
coordinamento territoriale, con un coinvolgimento stabile del
Terzo settore nei tavoli decisionali.
Un passaggio centrale del dibattito ha riguardato il
rafforzamento del ruolo delle Ater e dei tavoli territoriali. In
questa prospettiva, il direttore di Ater Udine e Pordenone,
Lorenzo Puzzi, ha parlato di 'una trasformazione significativa
del ruolo dell'Ater, chiamata a coordinare politiche abitative
più ampie insieme ai Comuni e al Terzo settore, pur segnalando
criticità legate a risorse per il recupero edilizio e al
personale'.
Il fronte sindacale ha ribadito con forza la centralità del
diritto all'abitare. Il Sunia ha criticato in particolare il
requisito dei due anni di residenza e la mancanza di investimenti
sufficienti nell'edilizia pubblica, richiamando l'esistenza di
migliaia di domande inevase e proponendo un sistema di bando
aperto permanente per l'accesso agli alloggi. Anche il sindacato
inquilini della Cisl Fvg ha espresso apprezzamento per il
rafforzamento delle misure di sostegno alla locazione, ma ha
chiesto chiarezza sui tavoli territoriali e sul rischio di
carenza di alloggi per lavoratori e studenti.
Sul versante produttivo, è stato sottolineato il legame sempre
più stretto tra politiche abitative e attrattività economica del
territorio: la difficoltà a reperire lavoratori è spesso
collegata alla scarsità di alloggi disponibili. In questo quadro,
diversi interventi hanno insistito sul tema delle garanzie per i
proprietari, ritenuto decisivo per immettere sul mercato una
quota più ampia di patrimonio immobiliare oggi inutilizzato, e
sulla necessità di rafforzare i partenariati pubblico-privati per
interventi di rigenerazione urbana.
Accanto agli stakeholder, la discussione ha visto un ampio e
articolato confronto anche tra i consiglieri regionali, che hanno
sviluppato una lettura trasversale della riforma, mettendone in
luce criticità, nodi applicativi e possibili ricadute
territoriali.
Rosaria Capozzi (M5S) ha aperto il fronte degli interrogativi,
sottolineando come il disegno di legge si inserisca in un
contesto profondamente mutato. Ha espresso perplessità sulla
chiarezza dell'impianto normativo e sul rischio di una delega
eccessiva ai regolamenti attuativi, soffermandosi in particolare
sul funzionamento dei tavoli territoriali, sulla capacità
operativa delle Ater e chiedendo un'eventuale costruzione di un
sistema digitale unico per la gestione delle domande.
Sullo sfondo delle fragilità strutturali del sistema si è
inserito l'intervento di Furio Honsell (Open Sinistra Fvg), che
ha richiamato la debolezza degli strumenti di monitoraggio e la
mancanza, nel tempo, di un aggiornamento organico delle politiche
abitative. Il consigliere di opposizione ha inoltre allargato lo
sguardo a temi sociali sensibili, dal ruolo dell'Isee alle
condizioni abitative dei richiedenti asilo e delle persone in
esecuzione penale esterna, evidenziando come resti ancora
irrisolto lo squilibrio tra domanda e offerta di alloggi.
L'impatto complessivo delle politiche abitative sullo sviluppo
del territorio è stato invece al centro dell'intervento di Andrea
Carli (Pd), che ha letto la riforma anche in chiave di
attrattività regionale. Ha insistito sul legame tra politiche
della casa e sviluppo economico, richiamando la necessità di
rafforzare le garanzie per i proprietari e di rendere più
efficace il coordinamento territoriale con un ruolo rinnovato
delle Ater. Ha inoltre posto l'attenzione sul tema della
rigenerazione urbana e sui limiti che ancora frenano gli
interventi più complessi.
Un'ulteriore prospettiva è stata introdotta da Maddalena Spagnolo
(Futuro Nazionale), che ha affrontato il tema degli effetti della
giurisprudenza costituzionale in materia di residenza,
sollecitando un equilibrio tra accesso ai servizi e radicamento
territoriale. Nel suo intervento ha inoltre evidenziato la
necessità di una maggiore selettività nei criteri di accesso,
richiamando l'esigenza di non indebolire il legame con il
territorio regionale.
La dimensione sociale del disagio abitativo è stata invece al
centro delle considerazioni della dem Manuela Celotti, che ha
sottolineato la natura multidimensionale del fenomeno,
intrecciato a reddito, qualità della vita e inclusione. Ha
proposto un rafforzamento del ruolo delle Ater come perno di un
piano straordinario per l'edilizia pubblica, insieme a una
revisione dei criteri di permanenza negli alloggi e a un maggiore
investimento nei percorsi di accompagnamento sociale.
Sul versante più legato alla disponibilità del patrimonio
immobiliare si è collocato l'intervento di Alberto Budai (Lega),
che ha posto l'attenzione sul tema delle case sfitte e sulle
garanzie giuridiche per i proprietari, considerate una condizione
essenziale per riportare sul mercato una quota significativa di
immobili oggi inutilizzati.
Il metodo di costruzione della riforma è stato invece il punto di
partenza di Serena Pellegrino (Avs), che ha richiamato la
necessità di una legge fondata su partecipazione e qualità
sociale dell'abitare. Ha quindi sollecitato un rafforzamento dei
tavoli territoriali e degli strumenti di programmazione, come
elementi centrali del processo decisionale.
Infine, Laura Fasiolo (Pd) ha riportato il dibattito sul piano
operativo, insistendo sull'urgenza del recupero del patrimonio
edilizio inutilizzato e sul tema dell'accessibilità, con
particolare attenzione alla popolazione anziana e alle barriere
architettoniche. Ha inoltre proposto forme di locazione
temporanea destinate a categorie strategiche come personale
sanitario e giovani lavoratori, nell'ottica di una maggiore
flessibilità del sistema abitativo.
In chiusura di audizione, l'assessore Amirante ha confermato
l'impianto generale della riforma, ribadendo che l'obiettivo
della legge è intervenire sulla cosiddetta fascia grigia, ovvero
quella parte di popolazione che non riesce ad accedere né al
mercato privato né all'edilizia pubblica. Amirante ha aperto alla
possibilità di intervenire sui regolamenti attuativi sulla base
delle osservazioni emerse, valutando anche eventuali emendamenti
migliorativi. Ha inoltre annunciato l'intenzione di rafforzare
gli strumenti di rigenerazione urbana attraverso bandi dedicati e
di promuovere modelli innovativi di collaborazione tra soggetti
pubblici e privati.
Un passaggio rilevante riguarda il potenziamento dei sistemi
conoscitivi: l'assessore ha indicato la necessità di migliorare
la raccolta e lo scambio dei dati tra enti, anche attraverso
osservatori e strumenti di monitoraggio più strutturati, per
rendere più efficace la programmazione delle politiche abitative.
ACON/RM-fc