SALUTE. BUDAI (LEGA): MOZIONE E PDL PER RICONOSCERE TERAPIA FORESTALE
(ACON) Trieste, 28 mag - "La terapia forestale deve essere
riconosciuta per ciò che è nella sua definizione originaria: un
approccio medico e psicologico basato su evidenze scientifiche,
volto a supportare la guarigione individuale attraverso
l'immersione in foresta. Non una semplice escursione, non una
moda legata al benessere, non un'attività turistica travestita da
cura".
Lo afferma in una nota il consigliere regionale Alberto Budai,
primo firmatario della mozione del Gruppo Lega Fvg depositata
ieri, con la quale si impegna "la Giunta regionale a riconoscere,
disciplinare e valorizzare la terapia forestale in Friuli Venezia
Giulia quale percorso clinico e riabilitativo complementare
fondato su evidenze scientifiche".
"La nostra regione - sottolinea Budai - ha già dimostrato di
possedere competenze, esperienze e condizioni ambientali
straordinarie per sviluppare questo ambito in modo serio. In
Friuli Venezia Giulia opera dal 2017 una stazione di terapia
forestale, indicata come primo esempio strutturato in Italia, e
uno studio dell'Università di Udine ha già mappato le foreste
regionali dotate di maggiore potenziale per fini di salute del
sistema respiratorio".
"A questo si aggiunge - afferma il consigliere - il contributo
straordinario previsto dalla legge regionale di Assestamento
2025-2027 all'Università di Udine, con il coinvolgimento del Cro
di Aviano, per un'indagine conoscitiva sui risultati dei percorsi
di forestoterapia dedicati ai pazienti oncologici".
"La mozione - spiega l'esponente leghista - muove dalla necessità
di evitare confusioni e improvvisazioni in un settore in
crescita. Il testo evidenzia infatti come le pubblicazioni
scientifiche riportino oltre trenta definizioni di terapia
forestale e come, in Italia, essa sia stata spesso ricondotta a
esperienze guidate in natura, camminate consapevoli, meditazione
o attività affini, avvicinandola più a una proposta turistica che
a un approccio clinico fondato su evidenze mediche".
"Proprio per questo - prosegue il consigliere - serve chiarezza.
Se parliamo di pazienti, e in particolare di pazienti fragili o
oncologici, non possiamo limitarci a evocare genericamente i
benefici della natura. Dobbiamo garantire sicurezza,
appropriatezza e responsabilità. La forestoterapia può essere una
grande opportunità, ma solo se inserita in un quadro scientifico
e sanitario serio".
"Tra gli impegni rivolti alla Giunta - spiega ancora Budai -, la
mozione chiede di adottare la definizione originaria di terapia
forestale come approccio medico e psicologico basato su evidenze
scientifiche, di incentivare la ricerca continua sul tema e di
tutelare i pazienti durante le sessioni di terapia forestale,
immersioni forestali e bagni di foresta, prevedendo la presenza
di un operatore sanitario idoneo a intervenire in caso di
necessità, non solo nelle zone montane difficilmente
raggiungibili o con scarsa copertura telefonica".
"Il documento - aggiunge il consigliere di Maggioranza - impegna,
inoltre, la Giunta a promuovere, anche attraverso la Conferenza
Stato-Regioni, l'inserimento della terapia forestale supportata
da evidenze scientifiche validate tra le prestazioni
prescrivibili nell'ambito del Servizio sanitario nazionale e dei
Livelli essenziali di assistenza (Lea), nonché a valorizzare
studi ed esperienze già presenti sul territorio regionale".
"Contestualmente alla mozione - annuncia l'esponente del
Carroccio - stiamo lavorando anche alla predisposizione di un
disegno di legge regionale, che intendiamo depositare nelle
prossime settimane. La mozione rappresenta il primo passo di un
percorso più ampio: vogliamo costruire una disciplina organica
che dia certezza agli operatori, tutela ai pazienti e piena
valorizzazione alle competenze scientifiche e sanitarie già
presenti in Friuli Venezia Giulia".
"La mozione prevede infine - spiega Budai - l'istituzione di una
cabina di regia e di un tavolo di lavoro permanente regionale per
coordinare le iniziative sul rapporto tra servizi ecosistemici,
salute e benessere umano, coinvolgendo la direzione Salute,
Università di Udine, Università di Trieste, Irccs Cro di Aviano,
altri istituti di ricerca e cura, figure sanitarie e ambientali
qualificate, operatori pubblici e privati e associazioni
interessate, con partecipazione gratuita e senza nuovi oneri per
il bilancio regionale".
"Il Friuli Venezia Giulia - conclude Budai - può diventare un
laboratorio nazionale su questo fronte. Abbiamo boschi,
competenze scientifiche, strutture sanitarie e una sensibilità
crescente verso il rapporto tra salute e ambiente. Ora serve il
coraggio di mettere ordine, distinguendo ciò che è benessere da
ciò che può essere percorso clinico complementare, e costruendo
regole chiare per evitare improvvisazioni e valorizzare davvero
una risorsa preziosa del nostro territorio".
ACON/COM/sm