SALUTE. CELOTTI-LIGUORI-PELLEGRINO (CSX): NOMINE ASUFC MINANO FUTURO
(ACON) Trieste, 29 mag - "Da anni ripetiamo che quello in corso
è uno stravolgimento della rete ospedaliera, a colpi di atti
aziendali, senza il coraggio di modificare la norma. Ma queste
non sono scelte tecniche, bensì scelte politiche, dalle quali
dipenderanno il futuro e la tenuta della sanità di questa
regione".
Lo affermano in una nota congiunta le consigliere regionali
Manuela Celotti (Pd), Simona Liguori (Civica Fvg) e Serena
Pellegrino (Avs), commentando la notizia sulle nomine dei
direttori di dipartimento di Asufc.
Secondo le consigliere "è evidente che le preoccupazioni che
abbiamo manifestato in questi anni sul depauperamento della rete
degli ospedali spoke vengono semplicemente confermate. Sulla
creazione dei dipartimenti aziendali, come forze politiche di
centrosinistra, avevamo sospeso il giudizio in attesa di capire
se questi fossero uno strumento per sostenere gli ospedali di
base, per poi rinforzarli, oppure per continuare ad accentrare
sull'hub di Udine".
E ancora, aggiungono che "il fatto che quasi tutte le direzioni
dei nuovi mega dipartimenti aziendali siano state affidate a
professionisti operanti al Santa Maria della Misericordia e
universitari, non fa che confermare che la rete ospedaliera non
viene intesa come un sistema in cui hub e spoke hanno la medesima
dignità, pur svolgendo funzioni diverse, ma come una rete
centralizzata. Invece la norma attualmente in vigore, a firma
Fedriga-Riccardi, prevede tutt'altro, ovvero che i presidi
ospedalieri, sia hub che spoke "sono dotati di autonomia
organizzativa, gestionale e contabile".
Secondo Celotti, Liguori e Pellegrino, "il rischio che un
progressivo depauperamento dell'attrattività degli ospedali spoke
per i giovani medici specialisti diventi strutturale, con
conseguenze pesanti sulla capacità di garantire servizi diffusi e
prossimi ai cittadini, è tra quelli più temibile. A fronte di un
indebolimento dei presìdi periferici sarà inevitabile che
l'intero carico assistenziale si concentri sempre più
sull'ospedale hub di Udine, che si troverà progressivamente
sovraccaricato".
"Questo squilibrio organizzativo - concludono le consigliere di
opposizione - potrà avere un effetto diretto e prevedibile:
l'allungamento delle liste d'attesa e un aumento del ricorso alle
prestazioni a pagamento, con cittadini sempre più spesso
costretti a rivolgersi al privato per ottenere risposte in tempi
appropriati. Il fatto che la nostra regione rimanga la
quintultima nelle classifiche Agenas rispetto ai tempi delle
liste di attesa la dice lunga sugli esiti della direzione che
abbiamo preso".
ACON/COM/red