FEMMINICIDI. PELLEGRINO (AVS): INVESTIRE IN PREVENZIONE E CULTURA


FEMMINICIDI. PELLEGRINO (AVS): INVESTIRE IN PREVENZIONE E CULTURA

30.05.2026
12:29
(ACON) Trieste, 30 mag - "Definire correttamente il femminicidio presenta una notevole complessità tecnica ogni volta che si deve classificare un caso specifico".

Così, in una nota, la consigliera regionale Serena Pellegrino di Alleanza Verdi e Sinistra, a margine del convegno tenutosi a Udine dal titolo 'Femminicidio: criminalizzazione o prevenzione?' organizzato dall'associazione Sisifo Odv di Udine, che ha come obiettivo quello di promuovere la conoscenza di un diritto penale garantista e liberale, tutelare i diritti umani e favorire il reinserimento sociale dei detenuti.

"Al convegno - si legge nella nota - hanno partecipato come relatori Enrico Amati, professore associato di Diritto penale all'Università degli Studi di Udine, Linda Pontoni, criminologa investigativa e forense, David Dari, psicologo e psicoterapeuta, presidente dell'associazione Interpares Cuav e da remoto Antonella Faieta, avvocata e presidente dell'associazione Telefono Rosa".

"Quello che è stato affrontato nell'aula dell'Università di Udine - spiega Pellegrino - è stato un tema di grande attualità che si inserisce nel drammatico solco della violenza di genere. Ci si è chiesto se il linguaggio giuridico fosse o meno adeguato e quali conseguenze potesse comportare, soprattutto considerando che la legislazione attuale si concentra più sulla punizione che sulla prevenzione e sull'educazione".

"Dal mio punto di vista - incalza l'esponente di Opposizione - la visione politica di Centrodestra, tradotta nel codice penale, appare come uno strumento demagogico di marketing e di ricerca del consenso, del tutto inadatto a prevenire il fenomeno. E mentre si discute sul femminicidio, ovvero dell'atto finale di un ciclo di violenze, molestie e sottomissioni commesso spesso da partner o familiari per riaffermare un controllo patriarcale, si continua a pretendere che le riforme necessarie per arginare il fenomeno siano a costo zero. E ogni anno le donne ammazzate da chi pretendeva di amarle sono oltre cento".

"C'è bisogno, invece - prosegue la consigliera regionale di Avs -, di investire nella cultura e nella società, oltre che su norme che non ingessino l'iter giudiziario. Come ho sostenuto e detto anche in Parlamento durante la XVII Legislatura, è necessaria una lettura organica ed evolutiva delle relazioni, superando i modelli di una società ancora troppo ancorata al patriarcato. Occorre prevenzione, educazione sentimentale, affettiva ed emotiva, promuovendo una cultura sociale più equa anche attraverso un linguaggio di genere che abbatta gli stereotipi. Solo così si potrà costruire una comunità più equa, evitando l'invisibilizzazione delle donne e delle soggettività non binarie".

"Questo processo - conclude Pellegrino - richiede interventi capillari, a lungo termine, che permeino ogni area della vita delle persone, agendo in itinere sulla collettività e non solo ex post sul singolo, come invece pretenderebbero certi 'soloni'". ACON/COM/sm



  • Serena Pellegrino (Avs)
    Serena Pellegrino (Avs)