SALUTE. CAPOZZI (M5S): ENDOMETRIOSI, RICONOSCERE CRONICITÀ INVALIDANTE
(ACON) Trieste, 30 mag - "La nostra proposta di legge regionale
nasce dall'urgente necessità che il Sistema sanitario del Friuli
Venezia Giulia riconosca l'endometriosi, già nei suoi primo e
secondo stadio clinico, come una malattia cronica invalidante".
È questo l'obiettivo dell'istanza depositata dalla consigliera
regionale Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle) che, attraverso
una nota stampa, illustra le motivazioni che stanno alla base
della sua richiesta e anche la necessità di provvedere quanto
prima alla tutela di tutte le numerose donne che si ritrovano
costrette a lottare con tale infermità.
"L'endometriosi - specifica l'intervento, riprendendo alcuni
contenuti della pdl 'Modifiche alla Lr 18/2012 (Disposizioni per
la tutela delle donne affette da endometriosi) - è attualmente
inserita nell'elenco patologie croniche e invalidanti, negli
stadi clinici più avanzati (moderato o III grado e grave o IV
grado), ai sensi del decreto del presidente del Consiglio dei
ministri del 12 gennaio 2017, successivamente pubblicato nella
Gazzetta ufficiale 65/2017".
"Si tratta di una malattia estrogeno-dipendente, infiammatoria,
cronica - aggiunge l'esponente pentastellata - definita dalla
presenza di tessuto simil-endometriale (ghiandola e stroma) al di
fuori della cavità uterina. La proposta di legge regionale da noi
fatta pervenire all'Assemblea legislativa Fvg mira a modificare e
aggiornare la Lr 18/2012, intervenendo su sei degli otto articoli
attuali e aggiungendone ulteriori nove".
"Le nostre variazioni - illustra Capozzi - suggeriscono di
introdurre un livello aggiuntivo di assistenza sanitaria per le
cure specifiche, la gratuità della terapia ormonale per la
procreazione medicalmente assistita, la distribuzione gratuita
dei prodotti assorbenti, nonché il sostegno psicologico gratuito.
Inoltre, pare assolutamente doverosa anche la predisposizione di
liste di attesa prioritarie per i percorsi di procreazione
medicalmente assistita e per gli interventi chirurgici specifici,
la stipula di specifici accordi con le associazioni
imprenditoriali volti a favorire l'accesso al telelavoro e al
lavoro agile, l'implementazione dei servizi informativi,
l'istituzione di un numero giallo, la creazione di una Rete
regionale dell'endometriosi e, infine, anche la promozione della
ricerca scientifica sulla malattia".
"Almeno 190 milioni di pazienti ne sono attualmente aggredite su
scala mondiale durante l'età fertile, sebbene alcune possano
soffrirne anche oltre la menopausa. In Italia - sottolinea la
rappresentante del M5S - è affetto da endometriosi circa il
10-15% delle donne in età riproduttiva e, almeno nel 30-50% dei
casi, essa si associa a infertilità. A chi ne soffre viene
riconosciuto il diritto a usufruire in esenzione di alcune
prestazioni specialistiche di controllo: si stimano circa 300mila
esenzioni nell'intera penisola, mentre sarebbero circa 26mila le
pazienti nella nostra regione, anche se altri calcoli attestano
che possa esserne invece interessato addirittura il 10% delle
donne".
"Purtroppo, per motivi sanitari e culturali si valuta che il
ritardo con cui viene diagnostica l'endometriosi - conclude
Capozzi - vari dai 5 ai 9 anni con conseguenze gravi sulla salute
delle pazienti, ma altrettanto impattanti anche in termini di
ricadute economiche sul Ssr. Per le donne della nostra regione,
il riconoscimento del primo e del secondo stadio
dell'endometriosi rappresenta perciò un passo fondamentale per
essere attenti e vicini ai bisogni reali di chi convive ogni
giorno con questa invalidante malattia".
ACON/COM/sm