SALUTE. CAPOZZI (M5S): ENDOMETRIOSI, RICONOSCERE CRONICITÀ INVALIDANTE


SALUTE. CAPOZZI (M5S): ENDOMETRIOSI, RICONOSCERE CRONICITÀ INVALIDANTE

30.05.2026
12:46
(ACON) Trieste, 30 mag - "La nostra proposta di legge regionale nasce dall'urgente necessità che il Sistema sanitario del Friuli Venezia Giulia riconosca l'endometriosi, già nei suoi primo e secondo stadio clinico, come una malattia cronica invalidante".

È questo l'obiettivo dell'istanza depositata dalla consigliera regionale Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle) che, attraverso una nota stampa, illustra le motivazioni che stanno alla base della sua richiesta e anche la necessità di provvedere quanto prima alla tutela di tutte le numerose donne che si ritrovano costrette a lottare con tale infermità.

"L'endometriosi - specifica l'intervento, riprendendo alcuni contenuti della pdl 'Modifiche alla Lr 18/2012 (Disposizioni per la tutela delle donne affette da endometriosi) - è attualmente inserita nell'elenco patologie croniche e invalidanti, negli stadi clinici più avanzati (moderato o III grado e grave o IV grado), ai sensi del decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 12 gennaio 2017, successivamente pubblicato nella Gazzetta ufficiale 65/2017".

"Si tratta di una malattia estrogeno-dipendente, infiammatoria, cronica - aggiunge l'esponente pentastellata - definita dalla presenza di tessuto simil-endometriale (ghiandola e stroma) al di fuori della cavità uterina. La proposta di legge regionale da noi fatta pervenire all'Assemblea legislativa Fvg mira a modificare e aggiornare la Lr 18/2012, intervenendo su sei degli otto articoli attuali e aggiungendone ulteriori nove".

"Le nostre variazioni - illustra Capozzi - suggeriscono di introdurre un livello aggiuntivo di assistenza sanitaria per le cure specifiche, la gratuità della terapia ormonale per la procreazione medicalmente assistita, la distribuzione gratuita dei prodotti assorbenti, nonché il sostegno psicologico gratuito. Inoltre, pare assolutamente doverosa anche la predisposizione di liste di attesa prioritarie per i percorsi di procreazione medicalmente assistita e per gli interventi chirurgici specifici, la stipula di specifici accordi con le associazioni imprenditoriali volti a favorire l'accesso al telelavoro e al lavoro agile, l'implementazione dei servizi informativi, l'istituzione di un numero giallo, la creazione di una Rete regionale dell'endometriosi e, infine, anche la promozione della ricerca scientifica sulla malattia".

"Almeno 190 milioni di pazienti ne sono attualmente aggredite su scala mondiale durante l'età fertile, sebbene alcune possano soffrirne anche oltre la menopausa. In Italia - sottolinea la rappresentante del M5S - è affetto da endometriosi circa il 10-15% delle donne in età riproduttiva e, almeno nel 30-50% dei casi, essa si associa a infertilità. A chi ne soffre viene riconosciuto il diritto a usufruire in esenzione di alcune prestazioni specialistiche di controllo: si stimano circa 300mila esenzioni nell'intera penisola, mentre sarebbero circa 26mila le pazienti nella nostra regione, anche se altri calcoli attestano che possa esserne invece interessato addirittura il 10% delle donne".

"Purtroppo, per motivi sanitari e culturali si valuta che il ritardo con cui viene diagnostica l'endometriosi - conclude Capozzi - vari dai 5 ai 9 anni con conseguenze gravi sulla salute delle pazienti, ma altrettanto impattanti anche in termini di ricadute economiche sul Ssr. Per le donne della nostra regione, il riconoscimento del primo e del secondo stadio dell'endometriosi rappresenta perciò un passo fondamentale per essere attenti e vicini ai bisogni reali di chi convive ogni giorno con questa invalidante malattia". ACON/COM/sm



  • Rosaria Capozzi (M5S)
    Rosaria Capozzi (M5S)