2 GIUGNO. PELLEGRINO (AVS): REPUBBLICA NATA DA LOTTA A NAZIFASCISMO
(ACON) Trieste, 1 giu - "La Repubblica è un album lungo 80
anni. È la storia delle nostre nonne e dei nostri nonni che, il 2
giugno 1946, con il referendum istituzionale, scelsero la libertà
attraverso lo strumento della democrazia repubblicana, scrivendo
il nostro futuro. Quel voto storico, che vide per la prima volta
protagoniste anche le donne ottenendo il suffragio universale, ci
ricorda che la sovranità appartiene al popolo". Così in una nota
la consigliera regionale Serena Pellegrino, di Alleanza Verdi e
Sinistra, che, nel rinnovare il suo impegno civico, prosegue:
"Festeggiare questo anniversario significa ricordare che la
Repubblica non è solo una forma di Stato, ma un'opera collettiva
che costruiamo ogni giorno, insieme. Per le nuove generazioni,
questo traguardo è un invito a farsi custodi dei nostri valori
costituzionali. Non è solo memoria del passato, ma una sfida
quotidiana fatta di inclusione, diritti, doveri e partecipazione
attiva".
"Nata per rifondare lo Stato su principi democratici e
antifascisti dopo la Seconda Guerra mondiale e la caduta del
regime, la nostra Repubblica - ricorda Pellegrino - ha sostituito
lo Statuto Albertino, garantendo i diritti fondamentali,
l'uguaglianza e la separazione dei poteri. È un ricordo che si fa
sostanza, riportandoci a quegli eventi tragici che hanno
devastato l'Italia e il mondo, generati dall'abbraccio mortale
tra fascismo e nazismo".
"Ricordare gli errori e gli orrori del passato - prosegue
l'esponente rossoverde - parte dalla sfera personale che si fa
carne e sangue nei racconti di chi ha vissuto in prima persona
quegli eventi, e vive in una memoria storica che non può essere
infangata o revisionata per compiacere il padrone di turno, ma
non può essere solo un esercizio ridotto ai fatti individuali".
Secondo Pellegrino "il 2 giugno segna una data di profondo
cambiamento anche nei costumi del popolo italiano che, attraverso
l'Assemblea Costituente formata da 556 deputati, ha scritto la
nuova Carta Costituzionale. Una Carta fondata sul lavoro e che
definisce in modo perentorio, all'articolo 11, il ripudio della
guerra come strumento di offesa e di risoluzione delle
controversie internazionali. Il verbo ripudiare è un verbo che
non consente equivoci e la memoria, che entra nella realtà
quotidiana, deve essere costantemente rinnovata", conclude la
nota.
ACON/COM/aa