CASA. PD: SERVONO AZIONI STRAORDINARIE PER GIOVANI E ALLOGGI SFITTI


CASA. PD: SERVONO AZIONI STRAORDINARIE PER GIOVANI E ALLOGGI SFITTI

03.06.2026
18:45
(ACON) Trieste, 3 giu - "Pur riconoscendo la necessità di aggiornare il quadro normativo regionale dopo anni dalla legge del 2016, esprimiamo una serie di perplessità sul ddl 80 in materia di politiche abitative. Tra le preoccupazioni, la necessità di azioni straordinarie per trattenere i giovani aiutandoli a pagare l'affitto, riattivare i 5mila alloggi non locabili gestiti dalle Ater e stimolare i privati a rendere disponibili le numerose case vuote".

Così, in una nota, i consiglieri e le consigliere regionali del Pd, Nicola Conficoni, Massimo Mentil, Diego Moretti, Francesco Martines, Manuela Celotti e Laura Fasiolo a margine dell'esame in IV Commissione del disegno legge 80.

Per Conficoni "il diritto alla casa è diventato una vera emergenza anche in Friuli Venezia Giulia, coinvolgendo non solo le fasce più fragili, ma anche lavoratori con redditi bassi o precari. La Regione non ha risposto con sufficiente tempestività e il disegno di legge, oltre ad arrivare in ritardo, presenta alcune incoerenze, in particolare sul tema del riuso del patrimonio esistente e del consumo di suolo".

Conficoni sostiene, inoltre, che "la regia delle politiche abitative deve rimanere in capo alla Regione e non essere trasferita alle Ater. Serve poi una programmazione più incisiva sul recupero degli alloggi sfitti, degli alloggi militari inutilizzati e sul sostegno alle locazioni, con particolare attenzione ai giovani".

Mentil evidenzia come "i profondi cambiamenti intervenuti negli ultimi anni rendono necessario un intervento normativo sulla base della legge 1 del 2016, con l'esigenza, però, di costruire una riforma il più possibile condivisa. In questo contesto, non ci poniamo in maniera preconcetta, ma correttamente critica e riflessiva. Pur riconoscendo le difficoltà dei tavoli territoriali, esprimo dubbi sull'opportunità di attribuire alle Ater un ruolo di coordinamento".

Il capogruppo Moretti ricorda che "il Friuli Venezia Giulia non parte da zero, dispone già di una consolidata esperienza nelle politiche abitative" e che "dalle stesse audizioni è emerso un giudizio generalmente positivo sulla legge 1/2016. Pur condividendo l'esigenza di aggiornare la normativa, le perplessità riguardano l'abrogazione della Commissione regionale, il monitoraggio di competenza della Regione, e l'attribuzione alle Ater di compiti di coordinamento che dovrebbero continuare a spettare alla Regione e agli enti locali".

Martines richiama il tema del patrimonio immobiliare militare, ricordando "la presenza di circa 1.100 alloggi vuoti sul territorio regionale". Secondo il consigliere "la Regione dovrebbe assumere un ruolo diretto nel confronto con le autorità militari per favorire il recupero e la rimessa sul mercato di questi immobili. Non è pensabile che i Comuni possano, da soli, affrontare una questione importante, ma che si scontra con un moloch come gli enti militari. Serve, dunque, avviare un'azione per mettere sul mercato questi immobili che, se rigenerati, potrebbero aiutare ad aumentare l'offerta di alloggi da destinare all'affitto".

"Ho presentando un emendamento - continua Martines - attraverso il quale si chiedeva di modificare il ruolo dell'Ater, mettendo nella gestione dei tavoli territoriali gli Ambiti sociali che hanno aree di competenza più contenute, una particolare sensibilità dei bisogni abitativi perché più vicini al territorio e sono partecipati direttamente dai Comuni. L'Ambito è il soggetto più adatto politicamente a svolgere quel ruolo, lasciando alle Ater compiti prettamente gestionali, per i quali da più parti, si avvertono critiche sulla loro operatività".

Per Celotti "la legge sull'abitare rappresenta una delle questioni più importanti della legislatura. L'impianto della legge regionale 1 del 2016 è sicuramente positivo e proprio per questo sarebbe stato preferibile aggiornarla anziché sostituirla integralmente". Anche Celotti ribadisce che "la regia dei tavoli territoriali deve restare alla Regione", chiedendo inoltre "un piano straordinario per l'abitare, il rafforzamento delle Ater, il riconoscimento delle agenzie sociali per l'abitare e una maggiore valorizzazione del terzo settore".

Fasiolo evidenzia l'urgenza di "ampliare la platea dei beneficiari ai professionisti fuori regione che necessitino di un periodo per la propria organizzazione lavorativa e, in particolare, integrare nel ddl una prospettiva di genere, con una maggiore attenzione alle famiglie monogenitoriali, alle donne vittime di violenza e alle situazioni di precarietà lavorativa femminile che rendono più difficile l'accesso alla casa e al credito". ACON/COM/sm



  • Il Pd in Consiglio regionale
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