CASA. PD: SERVONO AZIONI STRAORDINARIE PER GIOVANI E ALLOGGI SFITTI
(ACON) Trieste, 3 giu - "Pur riconoscendo la necessità di
aggiornare il quadro normativo regionale dopo anni dalla legge
del 2016, esprimiamo una serie di perplessità sul ddl 80 in
materia di politiche abitative. Tra le preoccupazioni, la
necessità di azioni straordinarie per trattenere i giovani
aiutandoli a pagare l'affitto, riattivare i 5mila alloggi non
locabili gestiti dalle Ater e stimolare i privati a rendere
disponibili le numerose case vuote".
Così, in una nota, i consiglieri e le consigliere regionali del
Pd, Nicola Conficoni, Massimo Mentil, Diego Moretti, Francesco
Martines, Manuela Celotti e Laura Fasiolo a margine dell'esame in
IV Commissione del disegno legge 80.
Per Conficoni "il diritto alla casa è diventato una vera
emergenza anche in Friuli Venezia Giulia, coinvolgendo non solo
le fasce più fragili, ma anche lavoratori con redditi bassi o
precari. La Regione non ha risposto con sufficiente tempestività
e il disegno di legge, oltre ad arrivare in ritardo, presenta
alcune incoerenze, in particolare sul tema del riuso del
patrimonio esistente e del consumo di suolo".
Conficoni sostiene, inoltre, che "la regia delle politiche
abitative deve rimanere in capo alla Regione e non essere
trasferita alle Ater. Serve poi una programmazione più incisiva
sul recupero degli alloggi sfitti, degli alloggi militari
inutilizzati e sul sostegno alle locazioni, con particolare
attenzione ai giovani".
Mentil evidenzia come "i profondi cambiamenti intervenuti negli
ultimi anni rendono necessario un intervento normativo sulla base
della legge 1 del 2016, con l'esigenza, però, di costruire una
riforma il più possibile condivisa. In questo contesto, non ci
poniamo in maniera preconcetta, ma correttamente critica e
riflessiva. Pur riconoscendo le difficoltà dei tavoli
territoriali, esprimo dubbi sull'opportunità di attribuire alle
Ater un ruolo di coordinamento".
Il capogruppo Moretti ricorda che "il Friuli Venezia Giulia non
parte da zero, dispone già di una consolidata esperienza nelle
politiche abitative" e che "dalle stesse audizioni è emerso un
giudizio generalmente positivo sulla legge 1/2016. Pur
condividendo l'esigenza di aggiornare la normativa, le
perplessità riguardano l'abrogazione della Commissione regionale,
il monitoraggio di competenza della Regione, e l'attribuzione
alle Ater di compiti di coordinamento che dovrebbero continuare a
spettare alla Regione e agli enti locali".
Martines richiama il tema del patrimonio immobiliare militare,
ricordando "la presenza di circa 1.100 alloggi vuoti sul
territorio regionale". Secondo il consigliere "la Regione
dovrebbe assumere un ruolo diretto nel confronto con le autorità
militari per favorire il recupero e la rimessa sul mercato di
questi immobili. Non è pensabile che i Comuni possano, da soli,
affrontare una questione importante, ma che si scontra con un
moloch come gli enti militari. Serve, dunque, avviare un'azione
per mettere sul mercato questi immobili che, se rigenerati,
potrebbero aiutare ad aumentare l'offerta di alloggi da destinare
all'affitto".
"Ho presentando un emendamento - continua Martines - attraverso
il quale si chiedeva di modificare il ruolo dell'Ater, mettendo
nella gestione dei tavoli territoriali gli Ambiti sociali che
hanno aree di competenza più contenute, una particolare
sensibilità dei bisogni abitativi perché più vicini al territorio
e sono partecipati direttamente dai Comuni. L'Ambito è il
soggetto più adatto politicamente a svolgere quel ruolo,
lasciando alle Ater compiti prettamente gestionali, per i quali
da più parti, si avvertono critiche sulla loro operatività".
Per Celotti "la legge sull'abitare rappresenta una delle
questioni più importanti della legislatura. L'impianto della
legge regionale 1 del 2016 è sicuramente positivo e proprio per
questo sarebbe stato preferibile aggiornarla anziché sostituirla
integralmente". Anche Celotti ribadisce che "la regia dei tavoli
territoriali deve restare alla Regione", chiedendo inoltre "un
piano straordinario per l'abitare, il rafforzamento delle Ater,
il riconoscimento delle agenzie sociali per l'abitare e una
maggiore valorizzazione del terzo settore".
Fasiolo evidenzia l'urgenza di "ampliare la platea dei
beneficiari ai professionisti fuori regione che necessitino di un
periodo per la propria organizzazione lavorativa e, in
particolare, integrare nel ddl una prospettiva di genere, con una
maggiore attenzione alle famiglie monogenitoriali, alle donne
vittime di violenza e alle situazioni di precarietà lavorativa
femminile che rendono più difficile l'accesso alla casa e al
credito".
ACON/COM/sm