NUCLEARE. MORETUZZO-MASSOLINO (PAT-CIV): LA REGIONE PRENDA POSIZIONE
(ACON) Trieste, 4 giu - "Le notizie sull'approvazione alla
Camera della legge delega sul nucleare e del progetto di
raddoppio della centrale di Krko riportano alla ribalta il tema
del nucleare, che speravamo affossato con il referendum dell'86.
Un tema che merita la massima attenzione e un confronto pubblico
trasparente, soprattutto per la nostra regione che si trova a
poche decine di chilometri dall'impianto sloveno e che sarebbe
direttamente coinvolta in caso di incidente o criticità". Così
intervengono, in una nota, i consiglieri regionali Massimo
Moretuzzo e Giulia Massolino del Patto per l'Autonomia-Civica Fvg.
"Puntare al nucleare è solo uno degli altri modi per rallentare
la transizione: tempi e costi di costruzione e smaltimento,
l'irrisolvibile problema delle scorie, il consumo d'acqua con i
fenomeni di siccità che stiamo vivendo - aggiunge Massolino -.
Senza contare che per il nucleare servono elementi chimici non
disponibili in Europa: significa condannarci a non essere
energeticamente indipendenti, con tutte le conseguenze
geopolitiche ed economiche che questo comporta. Di fronte
all'urgenza della crisi climatica e alla necessità di ridurre
rapidamente la dipendenza dalle fonti fossili, è fondamentale
spingere su una vera, giusta e sicura conversione ecologica,
concentrando gli investimenti sullo sviluppo delle energie
rinnovabili, sull'efficienza energetica, sulle reti intelligenti,
sui sistemi di accumulo e sulle comunità energetiche. Le
rinnovabili stanno ampiamente dimostrando di essere la soluzione
più economica, efficiente e sicura: non si può trasformare il
sole in un'arma".
"La centrale nucleare di Krko, risalente al 1983, è ubicata in
una zona a rischio sismico e, contrariamente a quanto avrebbe
dovuto avvenire sulla base degli accordi con l'Unione Europea,
l'attività dell'impianto è stata prorogata fino al 2043,
prolungandone quindi la vita di circa 20 anni. Nel mandato scorso
- ricorda Moretuzzo rispetto al progetto di raddoppio della
centrale slovena - era stata approvata all'unanimità dal
Consiglio regionale una nostra mozione che impegnava la Giunta
Fedriga a ufficializzare la contrarietà all'espansione della
centrale, considerate le criticità tecniche e di sicurezza,
richiedendo l'avvio di un percorso di Via transfrontaliera. La
Giunta Fedriga darà seguito agli impegni presi e con quale
modalità?".
"Al di là delle valutazioni tecniche e delle competenze degli
Stati coinvolti - sottolineano Moretuzzo e Massolino - è evidente
che una scelta di questa portata non può essere affrontata
esclusivamente come una questione energetica nazionale. Le
conseguenze ambientali, sanitarie, economiche e territoriali di
un impianto nucleare travalicano i confini amministrativi e
interessano direttamente le comunità. La volontà popolare, già
espressa con il referendum, non può essere ignorata e le
popolazioni che vivono lungo il confine hanno il diritto di
essere informate e coinvolte nei processi decisionali che possono
incidere sul loro futuro".
"Il futuro energetico dell'Europa si costruisce aumentando
l'autonomia delle comunità e dei territori, non moltiplicando i
rischi legati al nucleare", conclude la nota.
ACON/COM/aa