PROVINCE. AVVIATO ITER IN V COMMISSIONE: SARANNO OPERATIVE DAL 1/1/27
(ACON) Trieste, 4 giu - Con il disegno legge sulle Province, il
Friuli Venezia Giulia si prepara ad un nuovo assetto
dell'ordinamento composto da Comuni, Province e Regione, così
come prevede il ddl 86, presentato in V Commissione consiliare
presieduta da Diego Bernardis (Fp), ovvero lo strumento che porta
all'istituzione delle quattro Province Fvg che assumeranno le
funzioni degli attuali Enti di decentramento (Edr).
Una norma, illustrata dall'assessore regionale alle Autonomie
locali, Pierpaolo Roberti, che traccia in 76 articoli i passaggi
necessari per giungere all'obiettivo dettato dalla Giunta
Fedriga. Due le date da ricordare: il 31 dicembre 2026, che
segnerà la fine dell'operato degli Edr, e il 1 gennaio 2027,
giorno in cui le funzioni dell'Edr saranno trasferite a pieno
regime alle Province.
Essendo una norma istitutiva, come spiegato da Roberti, tutto
quello che riguarda la governance verrà stabilito da una legge
elettorale, che verrà anticipata da una norma transitoria che
fino al 31 dicembre 2028 prevede le Giunte provinciali composte
dal Presidente e da tre assessori. Sarà sempre una norma a
definire, di concerto con le direzioni regionali, quali parti
andranno sotto l'Esecutivo provinciale. In questa prima fase, è
stato spiegato, saranno sicuramente le funzioni storicamente in
capo alle Province prima della loro soppressione, ora esercitate
dalla Regione: l'edilizia scolastica e la viabilità provinciale.
Nel testo del ddl si legge anche una traccia di funzioni e
compiti che saranno individuati con specifiche leggi di settore
(ancora da scrivere): infrastrutture; trasporti; governo del
territorio; risorse agroalimentari, forestali e ittiche;
ambiente; demanio idrico e difesa del suolo; cultura; sport;
lingue minoritarie; istruzione; politiche del lavoro; politiche
giovanili; politiche sociali; attività produttive.
Tra i temi al centro degli interventi dei consiglieri della V, la
richiesta di una spiegazione sul motivo che porta alla
soppressione degli Edr - che, a detta di tutti, funzionano bene -
a favore della costituzione delle Province. A rispondere in prima
battuta è stato Roberti che ne ha rivendicato "la scelta
politica" e Antonio Calligaris (Lega) che ha sottolineato come
"da quando sono nati gli Edr abbiamo sempre detto che avrebbero
formato il nucleo per la costituzione delle Province". Il
leghista poi ha ricordato ai colleghi di Opposizione che, "quando
abbiamo costituito gli Edr, tutti voi avete votato contro, e ora
volete mantenere degli Enti a cui siete sempre stati contrari".
Tra i banchi delle Opposizioni solo Serena Pellegrino (Avs) è
favorevole alla costituzione delle Province ma con una clausola:
"solo se hanno contenuti" ricordando le funzioni delegate alle
vecchie Province tra cui ambiente, cultura e territorio.
Le domande sollevate dai consiglieri regionali di minoranza,
(Rosaria Capozzi, Movimento 5 Stelle - Furio Honsell, Open
Sinistra Fvg, i dem Massimiliano Pozzo, Manuela Celotti, Laura
Fasiolo - Marko Pisani, Ssk - Massimo Morettuzzo e Marco Putto,
Patto per l'autonomia-Civica Fvg - Serena Pellegrino) si sono
concentrate principalmente sul come funzionerà la legge
elettorale, la stima dei costi, la gestione del trasferimento del
personale da Edr a Province, la presenza delle Province nelle
partecipate e l'articolo che definisce le funzioni. Infine, Putto
ha chiesto spiegazioni in merito alla data indicata nel ddl che
prevede come le disposizioni in materia di obblighi di finanza
pubblica si applichino alle Province a decorrere dal 1 gennaio
2031. A questa domanda, l'assessore ha replicato "che per
costruire i vincoli di bilancio bisogna guardare agli indicatori
del triennio precedente".
Sul tema della normativa elettorale, Roberti ha spiegato che "la
legge non è nemmeno scritta in bozza. Qualsiasi legge elettorale
vogliamo applicare dovrà vedere la ridefinizione dei collegi,
perché rispetto alle ultime elezioni provinciali c'è stato uno
spostamento della popolazione e abbiamo un Comune in più,
Sappada". A proposito di queste variazioni, Pisani nel suo
intervento ha chiesto "attenzione nella scrittura della legge
elettorale nella provincia di Trieste".
Per quanto riguarda i costi, Roberti ha specificato che le
Province funzioneranno con fondi regionali che verranno stornati
sui Fondi unici provinciali per un valore di oltre 150 milioni di
euro, importo che comprende il costo politico stimato intorno al
milione di euro. Il personale resterà lo stesso che dal 1 gennaio
2027 diventerà dipendente delle Province alle stesse condizioni
contrattuali. Roberti ha anche rassicurato che in caso di
necessità di altro personale "si attingerà dalle graduatorie dei
concorsi fatti dalla Regione". Sul tema delle partecipazioni,
"capiremo con leggi di settore".
ACON/RM-fc