PROVINCE. AUDIZIONI IN V COMM: BENE REINTRODUZIONE, CHIARIRE FUNZIONI
(ACON) Trieste, 4 giu - Apprezzamento di fondo per la
reintroduzione delle Province, accompagnato però dalla richiesta
unanime di competenze chiare, risorse adeguate e garanzie sul
personale.
È questo il filo conduttore emerso dalle audizioni in V
Commissione consiliare, presieduta da Diego Bernardis (Fp), sul
disegno di legge 86 in materia di istituzione e ordinamento delle
Province. Davanti ai commissari, in questa prima tornata di
audizioni che proseguirà il 16 giugno, si sono alternati il
presidente del Consiglio delle Autonomie locali (Cal), Giorgio
Baiutti, il presidente di Anci Fvg, Dorino Favot, l'ex
commissario straordinario degli Edr di Udine e Pordenone, Augusto
Viola, e la direttrice generale dell'Edr di Udine, Ida Valent.
Il presidente del Cal ha riferito una posizione complessivamente
favorevole dei sindaci, soprattutto per "il ruolo di supporto ai
Comuni che le Province potrebbero svolgere, in particolare per i
piccoli enti, su funzioni tecniche e amministrative oggi
difficili da gestire". Tra le proposte segnalate, "l'inserimento
del nuovo ente nella progettazione europea".
Dai piccoli Comuni di montagna è arrivata la richiesta di
"un'attribuzione immediata di competenze sulle aree montane, con
un supporto concreto a difesa del suolo, demanio idrico e
minerario, e una coerente assegnazione di funzioni accompagnata
da risorse adeguate".
Diversi sindaci di Comuni sotto i 5mila abitanti - tra cui
Bertiolo, Palazzolo dello Stella, Aiello del Friuli e Casarsa -
hanno accolto positivamente la riforma e il recupero delle
competenze già in capo agli Edr, auspicando "un ruolo centrale
dell'ente nella committenza per le materie delegabili e la
possibilità che il trasporto scolastico torni in gestione
provinciale".
Più critiche le posizioni espresse dalle Amministrazioni di Udine
e San Canzian d'Isonzo, secondo le quali, come riferito da
Baiutti, "gli attuali Edr garantiscono già le principali funzioni
tecniche, in particolare su edilizia scolastica e viabilità. La
riforma rischia quindi di creare un nuovo livello
politico-amministrativo, con competenze poco chiare e possibili
maggiori costi, senza offrire risposte realmente più efficaci ai
bisogni dei territori".
Da Anci Fvg è stato espresso "apprezzamento per il coinvolgimento
dei Comuni nel percorso avviato dalla Regione, utile per
costruire una riforma partecipata e rappresentativa dei
territori. Bene, in particolare, la graduale attribuzione delle
competenze alle nuove Province, considerata garanzia di
flessibilità e adattamento alle esigenze locali, e la previsione
di funzioni di supporto tecnico-amministrativo a favore dei
Comuni minori".
Tuttavia, sempre Anci ha segnalato anche alcune criticità, tra
cui "il rischio che le nuove Province attraggano personale dai
Comuni, aggravando carenze già esistenti, e la necessità di
chiarire il rapporto con le Comunità che oggi gestiscono servizi
comunali". Da qui la proposta di "un confronto permanente tra
Comuni, Province e Regione, fondato sui principi di
sussidiarietà, adeguatezza e collaborazione".
A favore della reintroduzione si è espresso anche l'ex
commissario straordinario degli Edr di Udine e Pordenone, che ha
ricordato come "le Province di Udine e Pordenone abbiano
rappresentato storicamente un forte riferimento identitario per
le comunità locali sul piano culturale, linguistico, sociale ed
economico, e la loro soppressione abbia lasciato una ferita
enorme nella comunità friulana". Per Viola "occorre oggi
ragionare sulle Province in termini nuovi, con un'azione
territoriale ampia in grado di rispondere alle esigenze delle
comunità locali e offrire un sostegno concreto ai Comuni. Serve
un ente snello che non si perda in dinamiche improduttive, ma sia
estremamente concreto".
A chiudere le audizioni, la direttrice generale dell'Edr di Udine
che ha offerto un quadro della complessità delle funzioni svolte
dall'ente: "1.320 chilometri di strade provinciali, 362 ponti, 10
gallerie e 127 chilometri di piste ciclabili, su cui l'Edr svolge
manutenzione, vigilanza, progettazione ed espropri. A ciò si
affianca anche un'intensa attività amministrativa che nel 2025 ha
portato all'adozione di 5.504 provvedimenti".
Sul fronte dell'edilizia scolastica, Valent ha ricordato che
"l'Edr gestisce 76 complessi scolastici, 3 convitti, un
educandato, il conservatorio Tomadini e 194 corpi di fabbrica,
per oltre 20mila studenti". Ha inoltre richiamato "la complessità
del territorio e le condizioni meteorologiche spesso difficili,
che impongono interventi tempestivi e una progettazione tecnica
strutturata".
ACON/SM-fc