PROVINCE. GRUPPO PD: RIFORMA SENZA CONFRONTO E CON MOLTE INCERTEZZE
(ACON) Trieste, 4 giu - "Una riforma senza il necessario
confronto con territori e parti sociali, con troppe incertezze
sul ruolo delle Province e scarsa chiarezza sulle future funzioni
degli enti".
È questo in sintesi il giudizio espresso, in una nota, dai
consiglieri regionali del Pd, Laura Fasiolo, Manuela Celotti e
Massimiliano Pozzo, a margine della seduta della V Commissione
riunitasi per l'illustrazione del disegno di legge 86 "Principi e
norme fondamentali del sistema Regione-Autonomie locali,
istituzione e ordinamento delle Province del Friuli Venezia
Giulia e soppressione degli Enti di decentramento regionale".
Fasiolo critica il metodo adottato, parlando di "fretta e
superficialità nell'impostazione del provvedimento. Una riforma
di questo tipo dovrebbe invece essere costruita attraverso un
percorso partecipato e dal basso. Era necessario ascoltare i
territori, prendere atto delle specificità (transfrontalierità),
ascoltare più audizioni, valutare anche un'eventuale revisione
dei confini provinciali, privilegiando un'analisi preventiva
rispetto a modifiche successive in corso d'opera".
Fasiolo solleva inoltre "dubbi anche sull'impatto organizzativo
ed economico delle nuove funzioni, che comporterebbero
inevitabilmente un incremento del fabbisogno di personale".
Infine, critica l'esordio dell'assessore che "valuta
positivamente l'operato degli Edr, enti definiti funzionanti e
ben strutturati, per costituirne intorno alle competenze in
essere, edilizia scolastica superiore e strade provinciali, la
principale funzione delle future Province. Organismi a oggi
nebulosi, dalle competenze incerte".
Celotti sottolinea come "dopo otto anni si arrivi a discutere un
testo che non è stato adeguatamente condiviso con gli enti
locali, con l'assenza di un confronto preventivo con Commissione,
Comuni, Cal e parti sociali, un passaggio necessario prima
dell'elaborazione normativa. E ancora, la mancanza di chiarezza
riguardo alle finalità, alla struttura e al livello istituzionale
dei nuovi enti, oltre che sulle competenze da trasferire dalla
Regione. Inoltre, il testo presenta una forte vaghezza e rischia
di generare sovrapposizioni tra funzioni di Comuni e Province".
Celotti esprime quindi preoccupazione anche sul tema del
personale, "con il rischio di un ulteriore depauperamento degli
organici comunali. Bisogna poi capire a che punto sia il
confronto tra le Direzioni sulla cessione delle competenze e se
vi sia stato un coordinamento complessivo in Giunta". Infine,
ribadisce che "le Province dovrebbero configurarsi come enti di
secondo livello composti dai sindaci".
Secondo Pozzo "essendo questa una legge che istituisce un nuovo
ente, ci si aspetterebbe chiarezza tecnica sulle competenze, le
quali al momento risultano poche, mentre per altre si rimanda
genericamente a leggi successive senza garanzie sui tempi e modi,
facendo sorgere il dubbio che in realtà siano state le Direzioni
a non aver voluto cedere competenze amministrative al futuro
ente".
Sul personale, il consigliere chiede "chiarimenti su prossime
assunzioni e prossimi concorsi, anche per il timore che i Comuni
stanno sollevando su un'ulteriore possibile fuga di dipendenti
comunali nel momento dell'istituzione di un nuovo ente".
Infine Pozzo solleva dubbi per la mancata citazione, nella legge,
delle Comunità volontarie ed ex lege: "Stanno operando bene e
hanno diverse competenze, in una norma dove si parla dei livelli
di governo come Regione, Province e Comuni, non possono non
essere citate, essendo comunità di Comuni. Il fatto che non ci
sia un richiamo esplicito normativo fa pensare che con l'arrivo
delle Province corrano il rischio di essere soppiantate e sarebbe
un enorme danno proprio per i Comuni".
ACON/COM/sm