PROVINCE. PUTTO (PAT-CIV): NON È RIFORMA ANNUNCIATA, SCELTE RINVIATE
(ACON) Trieste, 4 giu - "Dopo otto anni di governo regionale
assistiamo all'ennesima occasione mancata. Le Province tornano
sulla carta, ma senza funzioni chiare, senza una chiara autonomia
finanziaria e senza una vera visione del futuro degli enti
locali". Lo afferma il consigliere regionale Marco Putto (Patto
per l'Autonomia-Civica Fvg), intervenendo, con una nota, sul
disegno di legge che istituisce le nuove Province del Friuli
Venezia Giulia.
"Per anni - prosegue Putto - la maggioranza ha annunciato una
grande riforma degli enti locali che, assieme a quella della
sanità, avrebbe dovuto ridisegnare profondamente l'assetto
istituzionale del Friuli Venezia Giulia. Oggi, dopo otto anni di
governo, siamo costretti a prendere atto che quella promessa è
rimasta sostanzialmente disattesa".
"In sanità abbiamo assistito per anni all'annuncio di una
rivoluzione che non si è mai concretizzata. Oggi il rischio è che
accada la stessa cosa con gli enti locali. Questo provvedimento -
spiega il consigliere - viene presentato come una riforma
storica, ma in realtà non affronta i nodi fondamentali
dell'organizzazione territoriale e rinvia tutte le decisioni più
importanti a un momento successivo, guarda caso dopo le prossime
elezioni regionali".
Secondo Putto, il disegno di legge "si limita, infatti, a
sostituire gli Enti di decentramento regionale con le Province,
attribuendo loro sostanzialmente le stesse competenze oggi
esercitate dagli Edr, in particolare in materia di edilizia
scolastica e viabilità provinciale. La stessa relazione
illustrativa del provvedimento prevede che eventuali ulteriori
funzioni siano demandate a future leggi regionali di settore".
"La verità - sottolinea il consigliere - è che oggi non sappiamo
quali saranno realmente le competenze delle nuove Province. Il
testo rinvia a successivi interventi legislativi il trasferimento
delle funzioni strategiche e lascia aperta ogni scelta
sostanziale. Si istituiscono gli enti, si eleggono gli
amministratori, si definiscono le strutture, ma si rinvia ad un
futuro indefinito ciò che dovrebbe rappresentarne la ragione
stessa di esistere".
Altro elemento di forte criticità, secondo Putto, è il tema delle
risorse: "Una vera riforma avrebbe dovuto definire fin da subito
un sistema di autonomia finanziaria certo e stabile. Invece il
ddl si limita a prevedere un futuro fondo provinciale
demandandone la disciplina ad una successiva legge regionale. Non
vengono individuate entrate proprie, non viene chiarito il
livello di autonomia finanziaria e non vengono fornite garanzie
sulla sostenibilità economica degli enti".
Per il consigliere regionale il rischio concreto è quello di
creare un nuovo livello istituzionale privo degli strumenti
necessari per esercitare efficacemente le proprie funzioni: "Le
Province rischiano di nascere come semplici contenitori
amministrativi che sostituiscono gli Edr senza rappresentare quel
salto di qualità che i territori si aspettavano. Dopo anni di
annunci, i cittadini e gli amministratori locali meritavano una
riforma completa, con funzioni definite, risorse certe e un
chiaro modello di governance territoriale".
"Questo disegno di legge - conclude Putto - sembra invece avere
un obiettivo prevalentemente elettorale: reintrodurre formalmente
le Province rinviando però tutte le scelte più impegnative alla
prossima legislatura. Le riforme vere si fanno assumendosi la
responsabilità delle decisioni. Qui, invece, si scelgono i titoli
oggi e si lasciano i contenuti a domani".
ACON/COM/aa