PROVINCE. PELLEGRINO (AVS): FONDAMENTALI PER SUPPORTARE COMUNITÀ
(ACON) Trieste, 4 giu - "Come Alleanza Verdi e Sinistra ci siamo
sempre espressi chiaramente in merito alla Provincia come ente
istituzionale da riformare e non cancellare. Durante la
discussione nelle Aule parlamentari abbiamo espresso contrarietà
sia alla legge di modifica dello Statuto della Regione Fvg che
prevedeva l'abolizione delle Province, sia a livello nazionale
con la legge costituzionale che prevedeva la cancellazione sia
delle Province sia del Senato".
Così, in una nota, la consigliera regionale Serena Pellegrino di
Alleanza Verdi e Sinistra, a margine dell'illustrazione disegno
di legge sulle Province in V Commissione.
"Il Parlamento - prosegue Pellegrino - oggi ha approvato la
riforma dello Statuto che reintroduce questi enti di area vasta e
noi, coerentemente con il nostro pensiero, abbiamo sostenuto da
subito questa scelta tanto che all'inizio della legislatura
parlamentare come Avs abbiamo depositato una legge che prevede il
ripristino delle Province elettive su tutto il territorio
nazionale. Riteniamo, infatti, che le Province siano fondamentali
per supportare le comunità locali".
"Tuttavia - evidenzia la consigliera -, il vero nodo della
questione è politico e riguarda i contenuti. Non possiamo
permettere che la Provincia venga percepita nell'immaginario
collettivo solo come un 'poltronificio'. Dobbiamo riempirla di
funzioni reali con quelle deleghe che le Regioni si sono
accaparrate e fatte proprie allontanando i cittadini dalle
istituzioni".
"Per ripartire prosegue l'esponente di Opposizione è
necessario restituire alle Province le deleghe che erano già di
loro competenza, a partire da viabilità ed edilizia scolastica,
insieme ad alcune funzioni in materia ambientale, come la
gestione dei rifiuti, e alla cultura. Ma soprattutto occorre
riconoscere alle Province un ruolo centrale nella pianificazione
territoriale di area vasta e della mobilità, compresa la
progettazione infrastrutturale, che non può essere limitata al
solo perimetro comunale".
"Il tema, però, non è solo di competenze - aggiunge Pellegrino -,
ma anche politico: le deleghe che dovrebbero passare alle
Province al momento sono in capo ad un unico partito in Consiglio
regionale che, dalle dichiarazioni espresse contro questa legge
prima della sua approvazione in Giunta, non sembra proprio
entusiasta di cedere potere, che evidentemente non è solo
politico, ma di consenso. Il ruolo delle Province, e da questa
legge emerge, deve essere anche quello di dare supporto ai
Comuni. Molti enti locali hanno progetti nei cassetti, ma non
riescono a metterli a sistema per carenza di personale a fronte
di molte risorse che non riescono ad essere spese".
"A proposito di personale - evidenzia la consigliera - ho posto
una domanda in merito al come verranno reclutati i lavoratori
rispetto alle ulteriori deleghe che verranno attribuite alle
Province e la risposta è stata soddisfacente poiché non ci
saranno esuberi, ma passaggi da Ente a Ente mantenendo gli stessi
diritti e retribuzioni e piuttosto con nuove assunzioni se
necessarie. Procedere all'istituzione per piccole approssimazioni
può essere positivo anziché intervenire con 'l'accetta', come è
accaduto nel 2016 quando la riforma è arrivata in fretta e furia
per anticipare la riforma costituzionale nazionale. Tuttavia non
possiamo nemmeno giustificare rallentamenti per l'ottenimento
della piena attuazione della riforma".
"Ho apprezzato - precisa Pellegrino - che l'assessore abbia fatto
il punto anche su quelli che vengono considerati i costi della
politica e la conseguente cancellazione di pezzi di democrazia
per fare mera propaganda antipolitica e che ammontano a meno
dell'1% di quelli sostenuti già oggi per gli Edr e che, computati
al bilancio regionale, si traducono allo 0,02% dell'attuale
bilancio della Regione Fvg. Davanti a questi numeri, non ci sono
alibi".
"In ultimo, ma non meno sostanziale, ho posto attenzione a quale
sarà la legge elettorale che accompagnerà l'istituzione delle
Province, perché, va detto con chiarezza, la legge elettorale è
la 'madre di tutte le leggi' e a seconda di quale norma verrà
approvata si declinerà il funzionamento dell'Ente e le sue
ricadute sulla popolazione tutta. Ci auguriamo - conclude
Pellegrino - che non venga calata dall'alto, ma che sia un
percorso partecipato e privo di ogni bandiera partitica".
ACON/COM/sm