CAPORALATO. PELLEGRINO (AVS): TRAGEDIE NON SONO FATALITÀ, AGIRE SUBITO
(ACON) Trieste, 5 giu - "Le recenti tragedie che hanno visto la
perdita di vite umane tra i lavoratori della terra riaccendono
con forza i riflettori su una piaga drammatica e troppo spesso
sottovalutata, ovvero il caporalato. Un fenomeno criminale che
non rappresenta affatto un'esclusiva di determinate aree
geografiche del Paese, ma che si dirama su tutto il territorio
nazionale". Così in una nota la consigliera regionale Serena
Pellegrino (Alleanza Verdi e Sinistra), a margine della notizia
di sangue della strage di braccianti ad Amendolara (Cs), "alle
cui vittime è stata inflitta una morte atroce e una lenta agonia
tra le fiamme".
"Come forza politica esprimiamo il più profondo cordoglio per i
braccianti uccisi non solo dalla fatica e dalle condizioni di
lavoro insostenibili, ma - aggiunge Pellegrino - da un sistema di
illegalità che calpesta la dignità umana e i diritti più
elementari della persona. Queste morti non sono fatalità, ma la
tragica conseguenza di un meccanismo di sfruttamento coordinato
da intermediari senza scrupoli, con turni massacranti, paghe
ampiamente al di sotto dei minimi contrattuali, assenza di misure
di sicurezza e condizioni abitative degradanti".
"Questa è la realtà invisibile che si consuma alle spalle della
filiera agroalimentare regolare - incalza l'esponenete rossoverde
-, dove distretti agricoli e vitivinicoli di eccellenza vengono
periodicamente scossi da indagini della magistratura e delle
forze dell'ordine che portano alla luce realtà di grave
sfruttamento lavorativo. La vulnerabilità dei lavoratori, spesso
cittadini stranieri o persone in condizioni di estrema fragilità
sociale, diventa il terreno fertile su cui i caporali impongono
il proprio controllo, forti dell'isolamento delle vittime e del
ricatto occupazionale".
"È urgente e non più rimandabile - prosegue la consigliera - un
intervento sinergico del mondo politico, delle istituzioni
locali, dei sindacati e delle stesse associazioni di categoria.
Non basta indignarsi di fronte alle tragedie, ma serve potenziare
i controlli ispettivi sui campi, garantire una tracciabilità
reale della manodopera, promuovere una cultura della legalità e
sostenere la Rete del lavoro agricolo di qualità".
Secondo Pellegrino "la tutela della vita e della dignità del
lavoro deve tornare al centro dell'agenda regionale. Consumare
prodotti del nostro territorio deve significare anche avere la
certezza che quel cibo non sia il frutto della sofferenza, dello
sfruttamento e del sangue di lavoratori invisibili. Il Friuli
Venezia Giulia non può considerarsi un'isola felice e immune da
queste dinamiche".
La consigliera richiama l'attenzione sul fatto che l'Osservatorio
regionale istituito in Friuli Venezia Giulia contro il caporalato
attende ancora la piena operatività: "Nonostante i fondi
stanziati per attivare l'organismo istituzionale sono necessari
degli atti formali da parte della Giunta regionale con relative
delibere da parte degli assessorati di competenza. Continuare a
tergiversare senza agire ci pone nelle condizioni di essere
ignavi nei confronti di chi ha rischiato la propria vita
lasciando il proprio Paese d'origine per ottenere un po' di
libertà attraverso un posto di lavoro", conclude la nota.
ACON/COM/aa