CASA. BULLIAN (PAT-CIV): CONSULTA IGNORATA, RESTANO ANNI DI RESIDENZA
(ACON) Trieste, 10 giu - "La Corte Costituzionale, con la
sentenza 70/2026 recentemente depositat ha stabilito un
fondamentale punto fermo: 'È irragionevole e in contrasto con il
principio d'eguaglianza richiedere, per risultare assegnatari di
un alloggio di edilizia sovvenzionata, la residenza pregressa e
protratta nel territorio regionale'. Ciò ha prodotto dei
correttivi dell'amministrazione del Destracentro al disegno di
legge votato oggi in Aula, ma completamente insufficienti". Così
in una nota Enrico Bullian, consigliere regionale indipendente di
Patto per l'Autonomia-Civica Fvg.
"All'articolo 23 infatti permane, per altre forme di edilizia
come quella agevolata - dettaglia Bullian -, addirittura il
requisito dei 5 anni, mentre per il sostegno alle locazioni e
l'edilizia convenzionata per l'acquisto sono necessari 2 anni.
Credevamo fosse finalmente giunto il momento di superare anche
questo paradosso, sul quale la Corte Costituzionale non si è
(ancora) espressa specificamente. Infatti, il disastroso bilancio
demografico e le richieste di manodopera dal mondo produttivo
(spesso accompagnate da una sempre maggiore disponibilità allo
spostamento) rendono, oltre che ingiusto e con profili di
possibile incostituzionalità, davvero inutile e persino dannoso
il dettato (limite pensato contro gli extracomunitari, ma poi
applicabile perfino agli italiani residenti in altre Regioni) che
non è stato definitivamente superato con la legge regionale
sull'abitare".
"In definitiva, non c'è più degna conclusione su questo
argomento, che citare le parole dei giudici della Corte
Costituzionale nella recente sentenza sulla legge regionale del
Friuli Venezia Giulia, che fanno emergere l'importanza e il
significato concreto dell'articolo 3 della nostra Carta
fondamentale: 'Il requisito della pregressa e protratta residenza
nel territorio regionale è intrinsecamente irragionevole, perché
del tutto non correlato con la funzione propria dell'edilizia
sociale; determina una ingiustificata diversità di trattamento
tra persone che si trovano nelle medesime condizioni di
fragilità; tradisce il dovere della Repubblica di rimuovere gli
ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto
la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno
sviluppo della persona umana'. Il mio emendamento che toglieva la
richiesta della durata della residenza pregressa - chiude il
consigliere - è stato bocciato dalla Maggioranza: altra occasione
mancata e errore strategico del Destracentro che guida la
Regione".
ACON/COM/rcm