ELECTROLUX. BUNA (LEGA): DIFENDERE UN PATRIMONIO INDUSTRIALE DEL FVG
(ACON) Trieste, 11 giu - "Difendere Electrolux e Porcia
significa difendere la qualità delle nostre produzioni e la
capacità di competere sui mercati internazionali, attraverso
innovazione e lavoro qualificato. Non possiamo assistere
passivamente a un progressivo ridimensionamento di un'azienda
leader nel settore degli elettrodomestici che ha contribuito a
rendere il nostro Paese un punto di riferimento a livello
globale". Lo afferma, in una nota, la consigliera regionale di
Lega Fvg Lucia Buna, a margine del suo intervenuta in Aula a
sostegno della mozione sul futuro dello stabilimento Electrolux
di Porcia.
"La storia della Zanussi e dello stabilimento di Porcia è fatta
di lavoro, sacrificio, innovazione e riscatto sociale. È la
storia - prosegue Buna - di chi ha consentito a migliaia di
famiglie di costruire il proprio futuro e ha contribuito a
trasformare il nostro territorio in uno dei più importanti poli
manifatturieri d'Europa. Molte aziende del territorio sono nate
grazie alle competenze maturate all'interno della fabbrica,
all'esperienza di lavoratori che, dopo aver acquisito competenze
all'interno della Zanussi prima e di Electrolux poi, hanno scelto
di intraprendere un percorso imprenditoriale contribuendo alla
crescita economica e occupazionale della nostra regione. Questa è
una delle caratteristiche che hanno reso forte il sistema
produttivo pordenonese: la capacità della grande industria di
generare professionalità, innovazione e nuove opportunità
d'impresa".
"È necessario - ribadisce la consigliera - che l'azienda ritiri
il piano presentato e avvii un confronto finalizzato alla
definizione di una prospettiva industriale credibile, fondata su
investimenti, innovazione, ricerca e tutela dell'occupazione. In
questo contesto assume un'importanza fondamentale il mantenimento
e il rafforzamento del polo di ricerca e sviluppo di Porcia,
elemento strategico per garantire competitività e prospettive
future al sito produttivo".
Buna ricorda che "nel 1984 la Regione intervenne attraverso
Friulia per sostenere il piano di risanamento della Zanussi e
salvaguardare l'occupazione. Quella - sottolinea - fu una scelta
lungimirante. Oggi il contesto è diverso, ma il principio resta
lo stesso: quando è in gioco un patrimonio industriale di questa
portata, le istituzioni hanno il dovere di agire e di far sentire
la propria voce".
L'esponente del Carroccio manifesta preoccupazione per il piano
presentato dall'azienda, che prevede oltre 1.700 esuberi a
livello nazionale e circa 270 nello stabilimento pordenonese: "Al
prossimo tavolo ministeriale il Friuli Venezia Giulia deve
presentarsi con una posizione forte e condivisa. Il messaggio che
arriva dal Consiglio regionale è chiaro: siamo al fianco dei
lavoratori, delle loro famiglie e del futuro produttivo del
nostro territorio dato che non stiamo discutendo soltanto di
numeri, ma del futuro di una comunità intera", conclude la nota.
ACON/COM/aa