RADIATORS MOIMACCO. POZZO (PD): SERVONO STRUMENTI PER RILANCIO
(ACON) Trieste, 11 giu - "Sul sito produttivo ex De Longhi,
Radiators spa di Moimacco, ci sia la massima attenzione della
Regione, per capire la situazione e trovare strumenti utili per
un vero rilancio industriale".
Così in una nota il consigliere regionale Massimiliano Pozzo (Pd)
che, attraverso un'interrogazione alla Giunta, chiede di
conoscere quale sia la reale situazione della Radiators spa di
Moimacco e quali azioni si intenda proporre per rilanciare il
sito produttivo.
"Nel comparto della produzione di radiatori e termoarredo, già di
suo in difficoltà, - afferma Pozzo - l'ex De Longhi di Moimacco,
sito storico, adesso Radiators spa, sta soffrendo da tempo".
"Avevo seguito la situazione - spiega il consigliere dem - in
particolare nel 2023, quando ci fu una grave crisi che portò a
una quarantina di licenziamenti. È passato del tempo, ma
continuano a esserci contratti di solidarietà, e si continua a
lavorare, a quanto pare, pochi giorni a settimana, segno che le
difficoltà da tempo sono ordinarie e strutturali per i 200
lavoratori impiegati nel sito, anni fa il c'erano oltre 500
dipendenti".
"Risulterebbe da fonte sindacale, - continua Pozzo - che ci
possano essere rischi di ulteriori procedure di riduzione del
personale. Ringrazio l'assessorato alle Attività produttive che
ha garantito l'impegno a interfacciarsi con la proprietà e le
rappresentanze per capire la reale situazione".
"Chiedo - prosegue l'esponente del Pd - ci sia la massima
attenzione su un sito produttivo che ha un'importanza
fondamentale per il cividalese e il territorio friulano. La
Regione ha possibilità come sappiamo di strumenti protettivi, di
tutela, ma ha anche strumenti finanziari che possono essere
valutati".
"Questo settore - conclude Pozzo - è difficile e richiede anche
innovazione tecnica e tecnologica per una diversificazione sul
mercato commerciale. Si faccia attenzione all'evoluzione della ex
De Longhi e si pensi a cosa si può fare per aiutare il sito ad
uscire da una precarietà ormai strutturale".
ACON/COM/rm