ACQUA. PELLEGRINO (AVS): SERVIZIO IDRICO TS RESTI PUBBLICO E IN HOUSE


ACQUA. PELLEGRINO (AVS): SERVIZIO IDRICO TS RESTI PUBBLICO E IN HOUSE

13.06.2026
11:18
(ACON) Trieste, 13 giu - "Sul futuro del servizio idrico integrato a Trieste serve chiarezza, non fughe in avanti. La scelta di Ausir di procedere verso la gara, in assenza del Piano d'ambito regionale, è politicamente sbagliata e amministrativamente fragile. Per Alleanza Verdi e Sinistra, la direzione deve essere verso una gestione pubblica e in house, controllo dei territori e pieno rispetto dell'esito referendario del 2011". Lo dichiara Serena Pellegrino, consigliera regionale di Avs, in una nota congiunta con Elisa Moro e Tiziana Cimolino, esponenti di Avs Trieste, dopo il deposito dell'interrogazione regionale sul percorso avviato dall'Autorità unica per i servizi idrici e i rifiuti (Ausir) per l'area triestina.

"Non si può decidere come gestire un servizio essenziale - aggiunge Pellegrino - prima di aver definito cosa deve essere gestito, quali investimenti servono, quali infrastrutture sono necessarie, quali standard di qualità vanno garantiti e quale sostenibilità economico-finanziaria deve sorreggere il servizio. L'articolo 149-bis del Codice dell'ambiente stabilisce che la scelta della forma di gestione avvenga nel rispetto del Piano d'ambito. Ma quel Piano, in Friuli Venezia Giulia, per il servizio idrico integrato non risulta ancora approvato".

"La delibera del Consiglio di amministrazione di Ausir del 28 maggio 2026 - prosegue la nota - propone invece il ricorso alla gara per l'area triestina con decorrenza dal primo gennaio 2028, in vista della scadenza della concessione al 31 dicembre 2027. Una scelta che riguarda non solo Trieste, ma l'intero assetto del servizio idrico provinciale, compresa la prospettiva dell'attuale gestione in house di Acquedotto del Carso. Questo significa aprire la strada al mercato proprio dove andrebbe rafforzata la gestione pubblica".

"Non bastano Programma degli interventi e Piano economico-finanziario a sostituire il Piano d'ambito. Sono strumenti regolatori e tariffari, con natura e funzione diverse. Il Piano d'ambito è invece lo strumento unitario di programmazione, riferito all'intero territorio regionale, soggetto anche a Valutazione ambientale strategica. Senza quel quadro - ribadisce la consigliera regionale -, la scelta della gara diventa una decisione presa al buio, senza la base tecnica e politica necessaria".

"Il referendum del 2011 ha detto con forza che l'acqua è un bene comune e non una merce. La stessa Regione ha più volte richiamato l'obiettivo di una multiutility regionale pubblica per acqua e rifiuti. Procedere ora con una gara sull'area triestina significa andare nella direzione opposta, indebolendo la prospettiva pubblica e trattando la gestione in house come un'ipotesi residuale, invece che come la scelta da rafforzare. Con l'interrogazione - spiega la sua proponente -, chiediamo alla Giunta Fedriga di spiegare perché, a quasi dieci anni dall'istituzione di Ausir, il Piano d'ambito regionale del servizio idrico non sia ancora stato approvato; quali controlli siano stati esercitati sull'attività dell'Autorità; se ritenga legittima una scelta di gara assunta prima della pianificazione; e quali iniziative intenda adottare per ristabilire trasparenza, correttezza amministrativa e coerenza con l'interesse pubblico".

"La Regione non può restare spettatrice. Ha funzioni di indirizzo, verifica e controllo su Ausir e, in caso di ritardi o inadempienze, l'ordinamento prevede anche poteri sostitutivi e la nomina di un commissario ad acta. Trieste e il Carso non possono diventare il punto di rottura del modello pubblico del servizio idrico in Friuli Venezia Giulia. Per Avs - chiudono le esponenti rossoverdi - la strada è chiara: fermare la gara, approvare il Piano d'ambito regionale e lavorare a una gestione in house, pubblica, trasparente e controllabile dai territori". ACON/COM/rcm



  • Serena Pellegrino (Avs)
    Serena Pellegrino (Avs)