COOPERAZIONE. VI COMM: ORGANIZZAZIONI CHIEDONO FONDI E REGIA REGIONALE
(ACON) Trieste, 15 giu - Un maggiore supporto da parte della
Regione nell'accesso ai bandi nazionali ed europei, la revisione
delle priorità geografiche per gli interventi regionali e un
aumento delle risorse a disposizione. Sono le principali
richieste giunte dagli auditi nell'ambito dei lavori della VI
Commissione, presieduta da Roberto Novelli (FI,) incentrati sulla
politica regionale di cooperazione e solidarietà internazionale.
Un'audizione richiesta dalle stesse organizzazioni della società
civile per avviare un percorso di co-progettazione in vista della
prossima Programmazione regionale di cooperazione anche alla luce
di quanto previsto dalla legge Fvg 19/2000.
"A 26 anni dall'approvazione della normativa, la nostra regione
può vantare un patrimonio significativo di esperienze, competenze
e relazioni anche istituzionali - ha esordito Marco Iob, del
Centro di volontariato internazionale -, purtroppo non
valorizzate a sufficienza. Manca un quadro strategico condiviso,
che favorisca un coordinamento tra i diversi soggetti. Una
governance partecipata, con il supporto e la regia della Regione
renderebbe anche più facile l'accesso ad opportunità di
finanziamento internazionali". Secondo gli auditi, "la
programmazione e il fare sistema sono resi ancor più difficili
dal fatto che vengono finanziati soprattuto microprogetti con
bandi annuali anziché triennali".
Ha puntato l'attenzione sulla lista dei Paesi prioritari per i
progetti quadro, il presidente del Centro volontari cooperazione
allo sviluppo, Corrado Scropetta. Sono Bosnia-Erzegonvia, Serbia,
Montenegro, Albania, Kosovo, Macedonia del Nord, Moldavia,
Ucraina, Armenia, Marocco, Algeria, Tunisia, Libia Egitto e
Argentina. "Nessuno di questi rientra nei Paesi del Piano Mattei
generando il paradosso che - ha spiegato Scropetta - le
organizzazioni del Fvg non possono chiedere finanziamenti sul
bando regionale in Paesi non prioritari per la Regione, mentre la
Regione richiede, e ottiene, finanziamenti per quegli stessi
Paesi, come accaduto per il progetto sulla blu economy in Kenya o
quello con i produttori di caffè in Tanzania".
Giovanni Tonutti, presidente di Oikos, è entrato nel merito dei
fondi per la cooperazione: "L'Ocse chiede di rispettare
l'obiettivo dello 0,7% del Pil, l'Italia è ferma al 0,28%. Per il
Fvg vorrebbe dire 325 milioni. Non chiediamo così tanto, ma dal
2020 i capitoli che alimentano la legge 19/2000 sono sempre in
calo. L'ultimo bando pari a 1 milione 129mila euro è avvilente".
Tonutti si è poi soffermato sui progetti che coinvolgono le
aziende for profit definendoli "alieni, poichè non centrano nulla
con il sostegno alla cooperazione".
Da segnalare anche l'intervento in Commissione di Laura Sbrizzi
del Rotary Club Maniago Spilimbergo che, ringraziando la
consigliera Orsola Costanza (FdI) per il coinvolgimento, ha
illustrato i progetti avviati in Mauritania, Benin e ora anche in
Costa d'Avorio per la cura del tumore al collo dell'utero in
collaborazione con i medici del Cro.
Rosaria Capozzi (M5S) ha dato il via agli interventi dei
consiglieri assicurando di "farsi carico di una richiesta di
implementazione dei fondi nel prossimo assestamento di bilancio.
Sulla scelta dei progetti da sostenere, c'è l'inclinazione a
prediligere l'internazionalizzazione delle imprese, che tradisce
lo spirito di cooperazione e solidarietà. La legge va
attualizzata e corretta" ha concluso Capozzi, chiedendo
indicazioni concrete su come rafforzare il ruolo della Regione
nella cooperazione.
Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) ha espresso "insoddisfazione
per l'assenza del governatore Fedriga, che si è tenuto la delega
alla Cooperazione internazionale". Anche secondo Honsell "va
trovata una strategia unitaria, la situazione sembra un po'
caotica e bisognerebbe rendere i progetti stabili, altrimenti
rimangono un fuoco di paglia".
"Peccato per l'assenza di Giunta e uffici, è mancato il
confronto", ha aggiunto Giulia Massolino (Patto per
l'Autonomia-Civica Fvg) definendo "ragionevoli, precise e
motivate" le richieste degli auditi. "Spero che il Consiglio se
ne faccia carico in modo trasversale, perché è un tema che va
nell'interesse di tutte e di tutti. La legge regionale ha 26 anni
e necessita di una manutenzione. Auspico che questo venga fatto
in stretta sinergia con i portatori di interesse, che conoscono
problematiche e opportunità" ha concluso Massolino.
"Non distinguiamo tra piccoli è grandi finanziamenti: anche un
piccolo pozzo è importate - ha aggiunto Carlo Grilli (Fp) -
perché salva molte vite. Sarà nostro compito avviare le procedure
che possono attivare progetti di cooperazione nei Paesi di
origine delle persone bisognose del nostro lavoro".
Anche Laura Fasiolo (Pd) ha assicurato attenzione al tema nella
manovra estiva di bilancio: "Pensiamo alle prospettive che ci
sono state enunciate".
Novelli, infine, ha evidenziato l'importanza che "il Consiglio
regionale sia messo a conoscenza di dinamiche e realtà che non
sempre sono note all'apparto legislativo", ha concluso
sottolineando la necessità "di un coordinamento complessivo per
una cooperazione che aggreghi pubblico e privato.
ACON/AA-rcm