COOPERAZIONE. MASSOLINO (PAT-CIV): GRAVE ASSENZA GIUNTA, RIVEDERE LEGGE
(ACON) Trieste, 15 giu - "L'assenza del presidente Fedriga, che
detiene la specifica delega, e degli uffici regionali
all'audizione dedicata alle organizzazioni della società civile
impegnate nella cooperazione internazionale rappresenta un
segnale preoccupante di disattenzione verso un settore che
dovrebbe essere considerato strategico per il Friuli Venezia
Giulia". Così, in una nota, Giulia Massolino, consigliera
regionale del Patto per l'Autonomia-Civica Fvg, a margine
dell'audizione odierna in VI Commissione.
"Oggi abbiamo ascoltato importanti Ong del territorio che ogni
giorno costruiscono relazioni internazionali, promuovono
solidarietà, sviluppo sostenibile, educazione alla cittadinanza
globale e cooperazione tra comunità - prosegue la consigliera -.
Sarebbe stato importante che la Giunta fosse presente ad
ascoltare direttamente le loro esperienze, le loro difficoltà e
le loro proposte, oltre che a giustificare la scelta politica
della riduzione dei finanziamenti. Allo stesso tempo sarebbe
stata utile la presenza degli Uffici regionali per un confronto
costruttivo sulle eventuali difficoltà organizzative e potenziali
migliorie da apportare al sistema".
"In assenza di questi punti di vista - spiega Massolino -,
l'audizione, anziché presentarsi come un dialogo tra i vari
soggetti coinvolti in un processo complesso, si è esaurita nella
presentazione di istanze da parte delle organizzazioni della
società civile a un interlocutore decisionale di fatto assente.
Un'occasione persa, perché le organizzazioni hanno proposto
richieste chiare, solide, precise e ragionevoli, motivate con
dati, documenti e fatti di realtà".
Nel merito, l'esponente del patto evidenzia che "dall'audizione è
emerso con chiarezza un dato: la legge regionale sulla
cooperazione internazionale ha ormai 26 anni. È stata quindi
redatta e approvata in un mondo profondamente diverso da quello
attuale, precedente all'allargamento dell'Unione europea, alle
grandi crisi climatiche, alle migrazioni globali, alle guerre che
oggi attraversano il continente europeo e il Mediterraneo. In
questi ventisei anni è cambiato il mondo e sono cambiate le forme
della cooperazione. Per questo è necessario aprire una
riflessione seria e partecipata per aggiornarla profondamente o,
se necessario, costruire una nuova legge regionale capace di
rispondere alle sfide contemporanee".
"Serve inoltre interrogarsi - prosegue la consigliera - sulle
risorse che la Regione dedica a questo settore. L'Italia, in sede
Ocse e nell'ambito degli impegni internazionali assunti, si è
posta l'obiettivo di destinare lo 0,7% del reddito nazionale alla
cooperazione allo sviluppo. Il Friuli Venezia Giulia, invece,
stanzia per la cooperazione internazionale appena 1.129.000 euro
all'anno, in diminuzione dal 2020, a fronte di un Pil regionale
che supera i 32,5 miliardi di euro. Una cifra che evidenzia una
distanza enorme tra le ambizioni che spesso vengono dichiarate e
le risorse effettivamente messe in campo, che devono aumentare,
incluse le risorse umane dedicate alla partecipazione in
partenariati internazionali strategici".
"Destano, infatti, perplessità - dice Massolino - la scarsa
trasparenza nella scelta dei partner con cui avviare
progettualità e la mancata corrispondenza delle priorità
geografiche di intervento con quelle identificate a livello
nazionale, così come merita una riflessione lo scarso successo
del bando enti territoriali, legato alle difficoltà degli enti
locali, difficoltà che abbiamo più volte evidenziato denunciando
i fondi fermi nelle casse dei Comuni".
"La cooperazione internazionale non è un gesto di generosità
occasionale o buonismo - conclude la consigliera -. È uno
strumento di pace, prevenzione dei conflitti, giustizia globale e
costruzione di relazioni tra popoli, e pertanto di interesse
generale. In una regione di confine e a vocazione internazionale
come la nostra dovrebbe rappresentare una priorità politica e non
un capitolo residuale del bilancio. Per questo invitiamo la
Giunta regionale ad assumere l'impegno concreto ad avviare un
percorso di revisione della normativa regionale, coinvolgere
stabilmente le organizzazioni della società civile e rafforzare
in modo significativo le risorse destinate alla cooperazione
internazionale, entrando come partner strutturale strategico in
progetti capaci di una generazione d'impatto ben superiore
dell'investimento".
ACON/COM/aa