COOPERAZIONE. CAPOZZI (M5S): REGIONE SIA ATTIVA, ASCOLTI TERZO SETTORE
(ACON) Trieste, 15 giu - "La Regione Friuli Venezia Giulia deve
assumere un ruolo sempre più attivo nel bacino della cooperazione
internazionale e dello sviluppo, senza limitarsi a finanziare i
singoli progetti ma, aumentando il suo impegno, diventando un
vero e proprio partner del sistema regionale". Lo evidenzia, al
termine dei lavori mattutini della VI Commissione, la consigliera
regionale Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle) che, attraverso
una nota stampa, precisa come "solo attraverso una
coprogrammazione partecipata e una visione comune sarà infatti
possibile rafforzare il ruolo della nostra Regione come
protagonista delle politiche di cooperazione internazionale".
"Il Terzo settore - aggiunge l'esponente pentastellata, facendo
riferimento ai temi emersi in aula, dove si sono svolte le
audizioni dei rappresentanti di associazioni e organizzazioni di
volontariato sul tema della politica regionale di cooperazione e
solidarietà internazionale - rappresenta un attore fondamentale,
perché pone al centro della propria azione le fragilità dei
territori e delle comunità più vulnerabili, individuando i
contesti nei quali è necessario intervenire con priorità per
contrastare povertà, esclusione sociale, disuguaglianze e
violazioni dei diritti umani. Il Terzo settore costituisce uno
strumento indispensabile per promuovere uno sviluppo duraturo".
"Dalle audizioni odierne - evidenzia Capozzi - sono emerse alcune
criticità che appaiono in evidente contrasto con la solidità dei
bilanci regionali e che meritano una risposta concreta da parte
nostra. In primo luogo, è stata rimarcata la progressiva
riduzione delle risorse destinate alla cooperazione
internazionale, scelta che rischia di indebolire un settore
strategico per la promozione della solidarietà e dello sviluppo.
Su questo punto intendiamo intervenire con specifiche proposte
emendative nell'ambito dell'assestamento di bilancio previsto per
il prossimo luglio".
"Nella stessa circostanza - dettaglia ancora Capozzi - è emersa
inoltre la necessità di aggiornare la legge regionale sulla
cooperazione internazionale, approvata ormai ventisei anni or
sono. Una normativa che, pur avendo rappresentato uno strumento
importante per molti anni, oggi non risponde più pienamente alle
nuove sfide globali, ai cambiamenti geopolitici e alle esigenze
operative degli enti e delle organizzazioni che quotidianamente
lavorano nei Paesi più fragili".
"Particolarmente rilevante - sottolinea la rappresentante del M5S
- è anche il tema dell'individuazione dei Paesi prioritari. In
alcuni casi, infatti, questo processo sembra discostarsi dalle
finalità originarie della cooperazione internazionale, che
trovano la loro ragion d'essere nei principi di solidarietà e
sviluppo umano. Troppo spesso i Paesi destinatari degli
interventi vengono infatti individuati sulla base di logiche
legate alle opportunità economiche e agli interessi di
internazionalizzazione delle imprese, finendo per penalizzare
contesti che presentano maggiori bisogni umanitari e sociali".
"I criteri di scelta - conclude Capozzi - dovrebbero invece
fondarsi prioritariamente sul livello di povertà, sulle
condizioni di vulnerabilità delle popolazioni, sulla presenza di
crisi umanitarie, sul grado di sviluppo economico e sociale e
sulla necessità di rafforzare i diritti fondamentali delle
persone".
ACON/COM/aa