ISONZO. BUDAI (LEGA): VISIONE LUNGO PERIODO PER RISORSE IDRICHE
(ACON) Trieste, 15 giu - "Serve una visione di lungo periodo
per garantire le risorse idriche del futuro. Non possiamo
permetterci di sprecare una risorsa preziosa, dobbiamo valutare
seriamente la possibilità di invasare qualche milione di metri
cubi in più, per garantire riserve utili all'agricoltura, agli
usi civili, alla produzione energetica e alla sicurezza del
territorio". Il consigliere della Lega Alberto Budai ribadisce in
una nota quanto espresso nel corso dei lavori della IV
Commissione dedicata all'illustrazione del progetto di
fattibilità tecnico-economica degli interventi di mitigazione
degli effetti dei deflussi discontinui (hydropeaking) fiume
Isonzo, ovvero "la necessità di affrontare il tema della gestione
delle risorse idriche con una visione di lungo periodo, poichè i
cambiamenti climatici e le crescenti esigenze del territorio
impongano scelte più ambiziose rispetto a quelle attualmente in
discussione".
"Accolgo positivamente - prosegue Budai - l'ipotesi di una
ricalibratura delle portate, la rimodulazione del bacino di
compensazione e la realizzazione di un invaso. Tuttavia, credo
che sia arrivato il momento di avere il coraggio di pensare più
in grande. Un milione di metri cubi rappresenta il minimo
indispensabile, ma dobbiamo chiederci quale sia il reale
potenziale del territorio e quanta acqua possa essere trattenuta
nel rispetto degli equilibri ambientali e delle esigenze del
fiume".
Il consigliere leghista ricorda ha come "esistono già studi che
evidenziano importanti margini di accumulo idrico in altre aree
della regione" e chiede vengano forniti "dati chiari sulla
quantità d'acqua effettivamente invasabile, tenendo conto della
portata minima del corso d'acqua, della ricarica delle falde e di
tutti i necessari vincoli ambientali".
"Per decenni ci è stato detto che l'acqua sarebbe stata una delle
risorse strategiche del futuro. Oggi questa previsione è sempre
più concreta. Dobbiamo investire nella capacità di accumulo
dell'acqua per affrontare con maggiore serenità le conseguenze
dei cambiamenti climatici e le esigenze delle future
generazioni", conclude Budai.
ACON/COM/aa