ISONZO. PELLEGRINO (AVS): PIÙ CHIAREZZA NELLE OPERE DEL CONSORZIO
(ACON) Trieste, 16 giu - "Dopo due anni dall'assestamento di
bilancio 2024, in IV Commissione non è stato presentato un
progetto, ma solo l'ipotesi di un sistema di due traverse,
nell'area di Straccis a Gorizia, finalizzate alla laminazione
degli sbalzi di portata dell'Isonzo. Eppure la Regione ha già
stanziato oltre 14 milioni di euro a scatola chiusa: senza
dettagli tecnici, senza costi definitivi e senza alternative
realmente comparabili". Lo dichiara, in una nota, la consigliera
regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, Serena Pellegrino, a
margine dell'audizione, in IV Commissione, dedicata agli
interventi di mitigazione dell'hydropeaking sul fiume Isonzo.
"Durante l'audizione abbiamo chiesto di più in merito ad altre
soluzioni progettuali - afferma Pellegrino - perché parliamo di
risorse pubbliche e di opere potenzialmente invasive su un
ecosistema già fragile. Invece di utilizzare impropri riferimenti
al Trattato di Osimo, che nell' Accordo di cooperazione economica
non prevede un bacino di rifasamento in territorio italiano,
introdotto nel 1977 dalla Commissione mista Italia-Jugoslavia
nell'ambito di un ormai vetusto 'sistema globale di gestione',
era necessario aggiornare la Commissione sull'importantissima
evoluzione di questi ultimi anni all'approccio della gestione
delle risorse fluviali e spiegarci in che modo il progetto
consortile è coerente con le risultanze del mondo scientifico,
della politica europea in materia ambientale e degli impegni
nazionali alla cooperazione per la gestione transfrontaliera
dell'Isonzo".
Secondo la consigliera di Avs, "la Regione non può affrontare da
sola un problema che nasce dalla gestione transfrontaliera del
bacino. Il livello deve essere nazionale: Governo italiano e
Slovenia devono incontrarsi e definire un accordo condiviso per
la regolazione dei rilasci sulla base delle attuali esigenze e
criticità, senza abbandonare la Regione, o meglio il Consorzio
della Venezia Giulia, alla ricerca di una soluzione. Visti i 14
milioni di euro provenienti da risorse pubbliche, impegnati dalla
Regione sul progetto consortile, ho già presentato un esposto
alla Corte dei Conti e, grazie all'onorevole Luana Zanella, la
questione delle competenze alla cooperazione internazionale per
la gestione del fiume transfrontaliero è arrivata in Parlamento
con un'interrogazione".
"Il primo obiettivo - prosegue Pellegrino - deve essere garantire
un deflusso ecologico adeguato dell'Isonzo, in grado di
rispondere alle esigenze irrigue dell'agricoltura e, al tempo
stesso, di assicurare la tutela della biodiversità, in coerenza
con gli impegni europei della Nature restoration law".
La consigliera ricorda di aver "chiesto chiarimenti, in
Commissione, anche sul legame tra gli interventi previsti sul
canale scolmatore del Cormor, che riverserebbe le proprie acque
nel Torre e quindi nell'Isonzo, e le opere previste sull'Isonzo
per la mitigazione dell'hydropeaking: sono opere funzionali alla
gestione dell'hydropeaking? Rispondono a esigenze irrigue, di
laminazione o ad altre finalità?". Secondo Pellegrino "senza una
visione unitaria, ogni singola opera rischia di essere presentata
come neutra, quando invece può avere effetti cumulativi
rilevanti, valutabili nella loro reale entità ecologica solo
attraverso una valutazione strategica complessiva e non mediante
una semplice Via riferita al singolo intervento".
"Chiediamo quindi trasparenza sul corso delle opere e sulla
relativa collocazione strategica, sulle effettive esigenze
rispetto all'acqua bene comune dell'agricoltura e della
produzione idroelettrica, attivando confronti con le comunità,
parallelamente a un'iniziativa istituzionale immediata con la
Slovenia. Attendiamo anche la presentazione di soluzioni
progettuali basate sulla natura e su nuove formule di gestione
che salvaguardino in primis l'ecosistema fluviale, compito
primario statale", conclude Pellegrino.
ACON/COM/aa