AMBIENTE. MASSOLINO (PAT-CIV): PREOCCUPA DISBOSCAMENTO LIGON DI MUGGIA
(ACON) Trieste, 16 giu - "Seguiamo con grande apprensione le
notizie e le immagini che stanno emergendo dalla località Ligon,
Bosco dell'Arciduca, nel territorio del Comune di Muggia, dove
risulterebbero essere stati abbattuti centinaia di alberi in
un'area di rilevante valore paesaggistico e ambientale". Lo
dichiara in una nota Giulia Massolino, consigliera regionale del
Gruppo Patto per l'Autonomia-Civica Fvg.
"Le segnalazioni provenienti dalla cittadinanza, dai consiglieri
comunali e dalle associazioni - fa sapere ancora la Massolino -
descrivono un intervento di dimensioni tali da suscitare forti
preoccupazioni nella comunità locale. Se quanto riportato fosse
confermato, ci troveremmo di fronte a una trasformazione
significativa di un contesto naturale che rappresenta una parte
importante del patrimonio ambientale e storico del territorio,
ancora più grave considerando l'altissimo valore di consumo di
suolo per il Comune di Muggia che secondo i dati Ispra nel 2022
ha raggiunto il 33,80% su una media regionale dell'8% e una media
italiana del 10%. Per questo motivo stiamo predisponendo
un'interrogazione per comprendere con precisione che cosa sia
avvenuto, quali autorizzazioni siano state rilasciate, quali
valutazioni tecniche abbiano portato alle decisioni assunte e
quali siano le responsabilità dei diversi soggetti coinvolti: di
fronte a un intervento che sta suscitando sconcerto e
indignazione riteniamo indispensabile garantire la massima
trasparenza".
"Le associazioni stesse specificano di non essere di per sé
contrarie all'insediamento di attività agricole rispettose
dell'ambiente e del territorio, come sarebbe in linea con le
storiche tradizioni agricole muggesane. Tuttavia, dalle prime
informazioni disponibili - rende noto l'autonomista -
l'intervento prevederebbe 800 mq di magazzino, residenza, negozio
e ristorante, il che appare una forzatura rispetto al progetto di
azienda agricola, tanto più in un'area tampone che per
definizione deve proteggere le zone nucleo in cui ricade Punta
Olmi dall'espansione dell'edificazione umana, e dovrebbe essere
pertanto non edificabile".
"Prima ancora di discutere del merito dell'intervento di cui
ancora non si conoscono i dettagli, però - evidenzia la
consigliera -, è indispensabile fare piena luce sulle
autorizzazioni rilasciate, compresa l'eventuale autorizzazione
paesaggistica, che dovrà essere verificata con attenzione. Il
territorio non può essere trasformato senza che siano pienamente
comprensibili alla cittadinanza le ragioni delle scelte compiute
e le responsabilità di chi le ha autorizzate".
ACON/COM/rcm