PROVINCE. MORETUZZO (PAT-CIV): DUBBI CONFERMATI DA AUDITI IN V COMM
(ACON) Trieste, 16 giu - "I rappresentanti auditi oggi in
Commissione hanno confermato molti dei dubbi che abbiamo
sollevato su un tema assolutamente importante, che merita tutti
gli approfondimenti del caso e che non può essere affrontato con
la fretta che la maggioranza sta imponendo". Questo il commento
del capogruppo in Consiglio regionale del Patto per
l'Autonomia-Civica Fvg, Massimo Moretuzzo, a margine
dell'audizione svoltasi oggi in V commissione in relazione al
disegno di legge sulla reintroduzione delle Province.
"Dubbi che riguardano, innanzitutto, la necessità di coinvolgere
la popolazione attraverso un referendum consultivo - prosegue
Moretuzzo - nonché il rapporto con la normativa statale e il
dettato costituzionale, rispetto al quale ci sono diversi aspetti
che devono quantomeno essere chiariti. Molti degli auditi hanno
poi sottolineato come la reintroduzione delle vecchie Province,
così come le abbiamo conosciute, rischia di essere un'occasione
persa, alla luce dei profondi cambiamenti in atto nella società e
nell'economia regionale".
"Un ragionamento complessivo sul sistema è quanto mai necessario,
ma non può essere affrontato con queste modalità e soprattutto
riproponendo un modello che appare ormai superato dai fatti. Le
Province, come ricordato in diversi interventi, sono uno
strumento nato nel 1800 e tipico di un'impostazione istituzionale
centralista, mentre il concetto di area vasta appartiene a una
logica di decentramento, che potrebbe trovare una nuova
applicazione attraverso un'analisi e un confronto serio e
approfondito. Il confronto auspicato e richiesto da più parti -
evidenzia ancora l'autonomista - ad oggi sembra essere escluso
dalla Giunta regionale, visto che l'iter di approvazione del
disegno di legge si dovrebbe concludere in meno di due settimane,
approdando in Aula per l'iter di approvazione già entro la fine
di giugno".
"In questo momento - conclude Moretuzzo - pare non esserci alcuno
spazio per discutere del perimetro delle aree vaste, nessun
ragionamento sulla rappresentanza dei territori montani, nessuna
definizione di nuove competenze da inserire subito nelle funzioni
di enti che non faranno nulla di ciò che oggi fanno gli Enti di
decentramento regionale".
ACON/COM/rcm