PROVINCE/2. RISPOSTE A TEMPI, PERSONALE, FUNZIONI, RACCORDO CON COMUNI


PROVINCE/2. RISPOSTE A TEMPI, PERSONALE, FUNZIONI, RACCORDO CON COMUNI

16.06.2026
19:34
(ACON) Trieste, 16 giu -Il personale delle nuove Provincie, i nuovi compiti strategici dell'ente di area vasta e anche della Regione hanno tenuto banco nella sessione pomeridiana della V Commissione, presieduta da Diego Bernardis (Fp), impegnata nelle audizioni sul disegno di legge 86. "Non siamo di fronte a un salto nel vuoto, come quando ci fu il passaggio dalle Province alle Uti - secondo la Uil - poiché il ddl precisa in modo chiaro la natura dei contratti, rimarranno quelli regionali, e le funzionalità degli uffici". "Seguiremo il ricollocamento dei dipendenti degli Edr, per garantire un passaggio ordinato e privo di penalizzazioni" ha aggiunto la Cisl. Per la Cisal "va comunque chiarito che, dal 1 gennaio 2027, il personale trasferito sarà dipendente delle Provincia e non più della Regione". Direr, il sindacato dei dirigenti, ha definito la riforma "epocale" e il ruolo del personale "strategico, soprattutto nella fase d'avvio, per questo va adeguatamente supportato". La Cgil ha infine ricordato che "i potenziali lavoratori da trasferire assieme ad eventuali nuove funzioni sono molti di più. Per tutti vanno garantiti i trattamenti economici in atto".

Partendo dal presupposto di "progetto di vita" del lavoratore, Furio Honsell (Open) ha chiesto ai sindacati se "si possano spostare i dipendenti della Regione in un altro ente locale", Serena Pellegrino (Avs) "se è possibile inserire in legge un passaggio che preveda che il lavoratore si esprime sul trasferimento". Risposte negative: "Nessuna deroga al principio di successione automatica, l'alternativa è la messa in mobilità".

Manuela Celotti (Pd), temendo "un ulteriore depauperamento degli organici per i piccoli Comuni", ha richiamato l'attenzione anche sull'aspetto della qualità del lavoro: "Non è solo una questione salariale, ma ha un peso anche il contesto organizzativo in cui le persone operano. La reintroduzione degli enti intermedi poteva essere l'occasione per rivedere l'equità del Comparto unico". Il collega Diego Moretti ha chiesto "se rispetto a 10 anni fa, oggi il personale dei Comuni stia meglio o peggio". Secondo la Uil "le modifiche introdotte con i contratti stipulati dal 2018 in poi sono più vantaggiose per i dipendenti degli enti locali rispetto ai regionali", mentre l'assessore alle Autonomie Locali, Pierpaolo Roberti, ha risposto con i numeri: "Erano 3.591 dipendenti regionali al 31 dicembre 2024 e 9.667 negli enti locali. Nel 2015, erano rispettivamente 2.876 e 11.168".

Sul ruolo strategico delle future Province e anche della Regione, Piero Mauro Zanin, in rappresentanza dell'Associazione regionale dei sindaci emeriti ha affermato: "La Regione ha avuto funzioni di propulsione e sviluppo della comunità che nel tempo si sono appannate, ruolo che deve riprendere assieme alle Province poiché c'è un vuoto causato dal fallimento delle Uti, esempio di ingegneria istituzionale". Rispondendo a Massimo Moretuzzo (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg), Zanin ha aggiunto che "l'elezione diretta della Provincia è ineludibile; sul tema delle aree montane nella nuova provincia c'è necessità di avere autonomia per gestire la tematica in materia trasversale; per quanto riguarda i tempi della riforma, un primo passo è meglio del vuoto".

A rappresentare nelle audizioni il mondo produttivo è stata Confcooperative, che ha sottolineato l'importanza "degli enti di area vasta per sopperire alle carenze di personale e competenze dei Comuni, con una visione di integrazione funzionale e operativa anche a monte con la Regione. Non limitiamoci a proposte di basso respiro, è un'opportunità anche per il tessuto socioeconomico del Fvg".

2 - fine ACON/AA-rcm



  • Un momento dei lavori in V Commisisone sul ddl 86, presieduta da Diego Bernardis (Fp)
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  • Auditi e consiglieri in V Commissione
    Auditi e consiglieri in V Commissione
  • Auditi e consiglieri in V Commissione
    Auditi e consiglieri in V Commissione
  • I lavori in V Commissione consiliare sul ddl 86
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