PROVINCE. RUSSO-FASIOLO-CELOTTI (PD): RIFORMA CON TROPPE INCERTEZZE
(ACON) Trieste, 16 giu - "Le audizioni odierne hanno rafforzato
la nostra idea che la riforma presentata dalla Giunta, oltre a
essere priva di un preventivo confronto con i soggetti
interessati, lascia aperte troppe incertezze sul ruolo delle
future Province e presenta scarsa chiarezza sulle funzioni che
saranno chiamate a svolgere". È in sintesi il giudizio espresso
in una nota dai consiglieri regionali Francesco Russo, Laura
Fasiolo e Manuela Celotti (Pd), intervenuti oggi in V commissione
riunita per le audizioni sul disegno di legge 86 sul ritorno
delle Province.
Per Russo il punto centrale riguarda il modello istituzionale da
adottare: "Occorre interrogarsi su quale sia oggi la migliore
modalità per organizzare le aree vaste e gli enti di
rappresentanza territoriale. In Europa si stanno affermando forme
di governance spesso diverse dai tradizionali modelli provinciali
di derivazione napoleonica. La domanda è se per il nostro
territorio la risposta migliore sia semplicemente riproporre il
modello abolito una decina di anni fa, oppure se sia arrivato il
momento di immaginare soluzioni innovative, anche ragionando
sulla prospettiva di una città metropolitana".
La consigliera Fasiolo ha posto l'attenzione sul ruolo
attualmente svolto dagli Enti di decentramento regionale: "Agli
Edr chiediamo quale potrebbe essere l'evoluzione della loro
attività, e se esistano modelli organizzativi alternativi in
grado di garantire risposte efficaci ai territori. Le funzioni
oggi in campo riguardano principalmente scuola, viabilità e poche
altre competenze. È legittimo chiedersi se sia davvero necessario
ricondurre tutto all'interno di un ente chiamato Provincia. Non
vedo l'esigenza di un cambiamento così radicale che rischia di
riproporre strutture del passato. Restano molte perplessità e
diversi interrogativi ancora senza risposta. È importante
stabilire se Province sia sinonimo di area vasta di cui parla la
legge, perché così non è. Stiamo parlando di una legge che ha dei
presupposti di illegittimità".
Secondo Celotti, le audizioni hanno confermato la necessità di un
approfondimento più ampio: "Ascoltando gli auditi, si rafforza la
convinzione che questa riforma avrebbe dovuto essere preceduta da
un confronto più organico. È certamente necessario un ente
intermedio che alleggerisca il rapporto tra Regione e Comuni, ma
resta da chiarire quale debba essere il suo ruolo. Se si tratta
di un ente con funzioni politiche, allora l'elezione trova una
sua ragione; se invece dovrà limitarsi a gestire strade e scuole,
allora più che un Consiglio provinciale, servirebbe un buon
direttore".
La consigliera ha inoltre evidenziato le incertezze relative alle
funzioni e alle dimensioni dei futuri enti: "Le realtà
territoriali del Friuli Venezia Giulia sono molto diverse tra
loro e occorre capire quale sia la dimensione più adeguata per
rispondere ai bisogni dei Comuni. Prima di discutere l'assetto
ordinamentale, sarebbe stato necessario chiarire obiettivi,
competenze e funzioni. Nulla di tutto questo è stato oggetto di
un reale confronto". Infine, ha ricordato che "negli ultimi anni
si è creato un vuoto tra Regione e Comuni. Oggi bisogna capire
quali siano le priorità da affrontare e costruire un sistema
istituzionale capace di dare risposte efficaci ai territori.
Rimane una grande preoccupazione per quello che accadrà nei
Comuni visto che è più che prevedibile un nuovo esodo dei
dipendenti e nessun elemento di garanzia è stato posto".
ACON/COM/rcm