PROVINCE. CAPOZZI (M5S): AUDIZIONI CONFERMANO DUBBI, URGE REFERENDUM
(ACON) Trieste, 16 giu - "La nostra posizione è nota da tempo:
non condividiamo la prospettiva di ripristinare le Province.
Riteniamo che quel modello appartenga al passato e che sia più
utile rafforzare gli strumenti esistenti, a partire dagli Edr,
che stanno svolgendo le loro funzioni in modo efficace". Lo
evidenzia, attraverso una nota stampa, la consigliera regionale
Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle), esprimendosi al termine
della V Commissione, dedicati alle audizioni sul disegno di legge
86, predisposto dalla Giunta Fvg per preparare il rientro delle
Province e la contestuale soppressione degli Enti di
decentramento regionale.
"L'audizione odierna - aggiunge l'esponente pentastellata - è
stata particolarmente dirimente, perché ha confermato molti degli
aspetti sui quali nutriamo forti riserve. In primo luogo, è
emerso che le nuove Province saranno chiamate a svolgere
sostanzialmente le stesse funzioni degli Edr. Le nuove Province
si configurerebbero, infatti, come enti tecnico-amministrativi ai
quali verrebbe semplicemente aggiunta una veste politica. Ed è
proprio questo il punto che suscita le nostre maggiori
perplessità".
"Quando si tratta di programmare interventi di edilizia
scolastica o di mettere in sicurezza una scuola dal punto di
vista sismico, ciò che serve è una valutazione tecnica - precisa
Capozzi - fondata sulle necessità e sulle priorità del
territorio. Non serve una posizione politica. I cittadini si
aspettano che le scelte siano determinate dall'urgenza degli
interventi e dall'interesse pubblico, non dal fatto che una
richiesta provenga da una parte politica più o meno vicina alla
maggioranza del momento".
"Non stiamo discutendo di una modifica tecnica o di un semplice
riordino amministrativo. Stiamo invece valutando la
reintroduzione di un livello istituzionale che era stato superato
e che comporta implicazioni politiche e amministrative rilevanti.
Per questo motivo ribadiamo con forza - sottolinea la
rappresentante del M5S - la necessità di un percorso partecipato
e di un referendum consultivo, affinché questa riforma non venga
calata dall'alto. Peraltro, non sono pochi i dubbi emersi
rispetto al fatto che debbano essere sentite le popolazioni
interessate dal punto di vista giuridico".
"Anche oggi è emerso con chiarezza che ci troveremmo di fronte a
contenitori sostanzialmente identici a quelli aboliti. Lo
dimostra anche il tema del personale: è stato infatti
rappresentato che per i dipendenti non cambierà nulla, né dal
punto di vista delle funzioni svolte, né da quello della sede di
lavoro, se non l'ente di appartenenza. Di fatto, perciò, ci viene
chiesto di esprimerci - conclude Capozzi - non su un ente
riformato nelle sue funzioni, sul quale formulare un giudizio
concreto, ma sul ripristino dello stesso ente che era stato
abolito".
ACON/COM/aa