CASE COMUNITÀ. CAPOZZI (M5S): RITARDI ALLARMANTI E CARENZE PERSONALE
(ACON) Trieste, 17 giu - "La qualità di un sistema sanitario
non si misura dalle risorse stanziate o dagli annunci, ma dalla
capacità di garantire cure tempestive e continuative ai
cittadini. Su questo terreno, purtroppo, i ritardi accumulati e
le persistenti carenze di personale rappresentano in Friuli
Venezia Giulia un segnale allarmante che non può essere
sottovalutato".
Lo rimarca la consigliera regionale Rosaria Capozzi (Movimento 5
Stelle) che, in una nota, prende nuovamente la parola sul
delicato tema legato "ai ritardi nell'apertura delle Case della
Comunità, il cui completamento rappresenta uno degli obiettivi
del Pnrr da conseguire entro il mese di giugno 2026. Un problema
grave e non più giustificabile per il nostro territorio".
"In un contesto segnato da una persistente carenza di medici di
Medicina generale, queste strutture avrebbero dovuto costituire
uno strumento fondamentale - aggiunge la Capozzi - per garantire
prossimità delle cure, presa in carico e continuità
assistenziale. Invece, assistiamo ancora una volta a rinvii e
ritardi che rischiano di compromettere gli obiettivi stessi della
riforma della sanità territoriale".
"Le Case della Comunità avrebbero potuto attenuare l'impatto
dell'assenza di medici di base e offrire risposte più efficaci ai
bisogni di una popolazione sempre più anziana. Le cronicità -
precisa la pentastellata - non possono infatti essere affrontate
con interventi sporadici o emergenziali: richiedono, al
contrario, una presa in carico continuativa. Per questo motivo
condividiamo pienamente la preoccupazione espressa dal segretario
regionale dello Spi Cgil, Renato Bressan".
"I timori che da tempo solleviamo - sottolinea la consigliera -
stanno purtroppo trovando conferma nei fatti. A fronte delle
ingenti risorse pubbliche messe a disposizione, i cittadini
continuano a misurarsi con una sanità territoriale che fatica a
diventare realmente operativa ed efficace. Inoltre, anche
guardando oltre i ritardi infrastrutturali, permane un problema
altrettanto grave che rischia di svuotare di significato
l'apertura stessa delle strutture: la cronica carenza di
personale sanitario. Mancano infermieri e medici per garantire il
pieno funzionamento dei servizi, e questo rappresenta un vulnus
evidente per l'intero progetto di potenziamento della sanità
territoriale".
"È paradossale constatare come queste professionalità sembrino
invece essere reperibili nel settore privato, dove evidentemente
vengono offerte condizioni economiche e organizzative più
attrattive. Una situazione - prosegue l'esponente del M5S - che
impone una riflessione seria sulla capacità del sistema pubblico
di trattenere e valorizzare i propri professionisti. L'emergenza
rischia inoltre di aggravarsi ulteriormente nelle prossime
settimane. Con l'arrivo del periodo estivo, infatti, molti
operatori sanitari usufruiranno delle meritate ferie dopo mesi di
lavoro gravoso e spesso svolto in condizioni di forte pressione.
Una circostanza del tutto legittima, ma che metterà ancora più in
evidenza le carenze di organico e le difficoltà nel garantire una
risposta adeguata ai bisogni di cura della popolazione".
"È necessario che la Regione Fvg e le aziende sanitarie
forniscano chiarimenti puntuali - conclude la Capozzi - sullo
stato di avanzamento dei progetti, sulle cause dei ritardi e sui
tempi certi di apertura delle strutture previste. Ma è
altrettanto urgente un piano straordinario per il reclutamento e
la fidelizzazione del personale sanitario, perché è evidente che
le misure finora messe in campo non stanno producendo risultati
significativi. Senza un'inversione di rotta, il rischio concreto
è quello di inaugurare strutture prive delle risorse umane
necessarie per garantirne il pieno funzionamento".
ACON/COM/rcm