PROVINCE/1. DDL IN V COMM: NO DA OPPOSIZIONI MA APERTURE DA AVS E SSK
(ACON) Trieste, 17 giu - Funzioni e competenze delle nuove
Province sono state al centro della discussione generale in V
Commissione, presieduta da Diego Bernardis (Fp), alla presenza
dell'assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti.
Dopo la giornata dedicata alle audizioni, il dibattito si è
nuovamente concentrato sul referendum e sulle competenze dei
nuovi enti che, con l'approvazione del ddl 86, entreranno in
funzione dal 1 gennaio.
Tra le principali critiche sollevate dalle Opposizioni, la
mancanza di tempo per costruire una norma condivisa. Un rilievo
respinto dall'assessore ROBERTI, che ha ricordato "stiamo
lavorando a questa legge dal 2018, con gli opportuni
approfondimenti". Roberti ha inoltre evidenziato le difficoltà
del confronto politico: "Come può esserci un dialogo se dalle
opposizioni, o da una parte di esse, c'è un muro?".
Netta la posizione di Furio HONSELL (Open Sinistra Fvg), che si è
detto ancora una volta contrario all'istituzione delle Province e
"perplesso, dopo le audizioni, sul piano procedurale".
Rosaria CAPOZZI (Movimento 5 Stelle) ha ribadito che il suo "non
è un no ideologico, ma nasce dalle perplessità sulle funzioni
attribuite ai nuovi enti, dalla mancata consultazione dei
cittadini attraverso un referendum e dal fatto che si sta creando
un contenitore assolutamente identico a quello precedente".
In chiave propositiva, invece, gli interventi di Serena
PELLEGRINO (Alleanza Verdi e Sinistra) e Marko PISANI (ssk). La
consigliera rossoverde ha posto l'attenzione sulle competenze,
sui confini e "sulla questione sanitaria, magari ispirandoci al
Veneto". L'esponente della minoranza slovena ha richiamato la
forte identità culturale delle Province e le modalità con cui
saranno amministrate.
Per il Partito democratico, Manuela CELOTTI ha sottolineato
l'assenza di "un progetto capace di affrontare sfide come la
transizione energetica e l'inverno demografico". Il collega
Massimiliano POZZO ha definito "debole e da rafforzare"
l'articolo 35 dedicato alle competenze, una valutazione condivisa
anche da Francesco MARTINES, secondo il quale "il referendum
rafforzerebbe la legge".
Sempre dai banchi del Pd, Francesco RUSSO ha definito il ddl "una
proposta di scarsa qualità", paragonando le nuove Province "a un
palazzo degli anni Settanta in cui si torna ad abitare senza
restauri né interventi di riqualificazione". Laura FASIOLO ha
invece invitato a "iniziare con il piede giusto questo percorso".
Il capogruppo dem Diego MORETTI ha quindi ripercorso i principali
contenuti del disegno di legge, soffermandosi anche sul tema del
referendum che, ha ricordato, "per cancellare le Province non fu
fatto perché erano tutti d'accordo e l'abolizione passò in Aula".
Critiche anche da Massimo MORETUZZO (Patto per l'Autonomia-Civica
Fvg), "Dobbiamo guardare a ciò che esiste: Comuni e Regione. Sono
questi i livelli istituzionali che necessitano di interventi
significativi. Occorre rafforzare i Comuni e, al tempo stesso,
alleggerire una Regione che oggi fa troppe cose, attraverso un
vero progetto di decentramento e semplificazione".
Sulla stessa linea il collega Marco PUTTO, secondo cui "manca la
volontà politica di arrivare in tempi brevi a un disegno
istituzionale chiaro che definisca con precisione quali saranno
le funzioni delle Province. Questo ddl è volutamente generico e
rinvia le scelte più importanti a un orizzonte inevitabilmente
post-elettorale".
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ACON/RM-fc