FEMMINICIDIO. BUNA-BUDAI (LEGA): NEGARE FENOMENO NON AIUTA A FERMARLO


FEMMINICIDIO. BUNA-BUDAI (LEGA): NEGARE FENOMENO NON AIUTA A FERMARLO

17.06.2026
17:59
(ACON) Trieste, 17 giu - "Abbiamo richiesto alla Commissione regionale per le Pari opportunità di integrare l'ordine del giorno dei lavori della prossima seduta per una presa di posizione unitaria sull'importanza e la valenza della fattispecie penale del femminicidio, recentemente messa in discussione, da comunicare al Consiglio regionale". Lo annunciano, in una nota, i consiglieri della Lega Lucia Buna e Alberto Budai, intervenendo "sulle affermazioni secondo cui il femminicidio non esisterebbe e sarebbe un omicidio come tutti gli altri".

"La pari dignità delle vittime non è, e non può essere, in discussione: la vita di una donna e quella di un uomo hanno esattamente lo stesso valore. Questo principio, tuttavia - spiegano - non può essere utilizzato per ignorare la specificità statistica e criminologica di un fenomeno nel quale le donne vengono uccise, molto più frequentemente degli uomini, dal partner, dall'ex partner o all'interno del contesto familiare e affettivo".

"I dati ci dicono inoltre che la forte riduzione degli omicidi avvenuta in Italia negli ultimi decenni - prosegue la nota - è stata determinata soprattutto dal calo delle vittime maschili, mentre il numero delle donne uccise è rimasto molto più stabile nel tempo. È un elemento che la politica non può cancellare con una battuta o con uno slogan".

Buna e Budai ricordano quindi il percorso compiuto dall'ordinamento italiano: "Il delitto d'onore è stato superato in Italia nel 1981. Nonostante il rimpianto che qualcuno sembra nutrire per le pagine più buie e arretrate della nostra storia, la società e il diritto sono andati avanti. Oggi nessuno può più considerare il possesso, il controllo o una presunta offesa all'onore come attenuanti della violenza".

"Si può discutere nel merito della scelta tecnica compiuta dal legislatore e dell'efficacia di una fattispecie penale autonoma. Non è invece serio - sottolineano gli esponenti del Carroccio - negare l'esistenza del problema. Se il Parlamento ha ritenuto necessario attribuire un nome specifico a questa forma di omicidio, lo ha fatto per riconoscere una dinamica criminale precisa, caratterizzata troppo spesso dal controllo, dal possesso e dal rifiuto di accettare la libertà della donna".

"Sminuire tutto questo per fare propaganda non aiuta a salvare una sola vita. Il compito delle istituzioni - concludono Buna e Budai - è comprendere il fenomeno, prevenirlo e offrire strumenti concreti alle donne che cercano di sottrarsi alla violenza. Per questo ritengo utile che la Commissione regionale per le Pari opportunità valuti una posizione condivisa da portare all'attenzione del Consiglio regionale". ACON/COM/aa



  • Alberto Budai e Lucia Buna (Lega)
    Alberto Budai e Lucia Buna (Lega)