PROVINCE/3. OK V COMM ARTT 5-24, CRITICATA LA SUDDIVISIONE IN 4 AREE
(ACON) Trieste, 17 giu - La V Commissione consiliare,
presieduta da Diego Bernardis (Fp), ha chiuso i lavori dopo aver
ha dato il via libera a maggioranza agli articoli dal 5 al 24 del
disegno di legge 86 che riguardano la cornice generale del
sistema Regione-Autonomie locali, l'ordinamento e l'istituzione
delle Province.
In merito all'assetto istituzionale, Manuela Celotti (Pd) ha
criticato l'assenza delle Comunità di Comuni, montane, collinare
e volontarie. Secondo la consigliera "un testo che ambisce a
ridisegnare l'ordinamento locale dovrebbe partire da una
fotografia corretta dell'esistente e chiarire meglio funzioni e
rapporti tra i diversi enti, osservando che "esistono ampi spazi
di intersezione tra Comunità e Province, sui quali serve maggiore
chiarezza". L'assessore regionale Pierpaolo Roberti ha spiegato
che "le Comunità continueranno a esistere e ad essere sostenute,
ma non possono essere considerate un livello di governo
paragonabile a Comuni, Province e Regione".
Altro tema affrontato è stato quello del personale provinciale.
Il capogruppo del Patto per l'Autonomia-Civica Fvg, Massimo
Moretuzzo, e Serena Pellegrino (Avs) hanno chiesto chiarimenti
sulla futura gestione. Moretuzzo ha osservato che "il passaggio
dagli attuali dipendenti regionali a personale distribuito tra
quattro Province non è un elemento secondario, perché comporta
cambiamenti nei carichi di lavoro, nelle procedure e nelle
responsabilità organizzative". L'assessore ha spiegato che "le
Province dovranno dotarsi di un proprio ufficio personale
interno, pur potendo contare sul supporto della Regione, che già
oggi offre servizi analoghi a numerosi enti locali". Sul tema è
intervenuta anche Celotti, che ha auspicato che "la
riorganizzazione istituzionale diventi l'occasione per ragionare
sul welfare dei dipendenti del comparto unico".
In merito all'istituzione delle Province di Gorizia, Pordenone,
Trieste e Udine, Moretuzzo ha criticato la scelta di ripristinare
i vecchi confini definendola "comprensibile sul piano politico,
ma inadeguata e anacronistica rispetto agli obiettivi di una vera
riforma dell'assetto istituzionale". Secondo il consigliere, "la
perimetrazione dovrebbe tenere conto delle specificità
territoriali, in particolare delle aree montane, che rischiano di
restare divise tra Province diverse e prive di strumenti adeguati
alle loro esigenze".
Sulla stessa linea, Celotti ha sostenuto che "la Regione avrebbe
dovuto aprire un confronto più approfondito sulla rappresentanza
della montagna, anche alla luce dei dati negativi su spopolamento
e rilancio delle aree interne". Anche Pellegrino ha chiesto "una
diversa perimetrazione, valutando l'ipotesi di un'ulteriore
Provincia, accanto alle quattro previste".
Celotti è intervenuto anche sull'articolo 20, relativo alla
composizione e al funzionamento del Consiglio provinciale,
sottolineando che "restano da chiarire obiettivi, funzioni e
ruolo concreto delle future Province, anche nel rapporto con i
Comuni".
Il dibattito ha riguardato, infine, la figura del presidente del
Consiglio provinciale. Marco Putto (Patto per l'Autonomia -
Civica Fvg) ha chiesto "se sia prevista come facoltativa" e
l'assessore ha confermato che la scelta sarà rimessa allo statuto
provinciale. A riguardo, Pellegrino ha annunciato un emendamento
per renderla obbligatoria in tutti gli enti, ritenendola
"necessaria soprattutto nelle Province più grandi", mentre
Francesco Martines (Pd) ne ha evidenziato "l'utilità per
organizzare e coordinare i lavori del Consiglio".
3 - fine
ACON/SM-rcm